domenica 21 marzo 2010

Il punto sulla 1ª Giornata della RPL 2010: buona la prima per Spalletti, tre punti preziosi per CSKA, Dinamo e Rubin.


CSKA Mosca - Amkar Perm 1-0: 90'+3 Honda.

CSKA (4-2-3-1): Akinfeev 6; A. Berezutskiy 6, V. Berezutskiy 6, Ignashevich 6, Schennikov 5,5; Semberas 5,5, Honda 6; Krasic 5,5, Dzagoev 5 (dal 67' Mamaev s.v.), M. González 5,5 (Guilherme s.v.); Necid 5,5.
In panchina: Chepchugov, Nababkin, Odiah, Aldonin.
Amkar (4-4-2): Narubin 6; Sirakov 6,5, Cherenchikov 6, Belorukov 6,5, Fedoriv 6,5; Peev 6,5, J. Knezevic 5,5, M. Novakovic 6, Topchu 5; S. Volkov 6 (A. Popov s.v.), Kushev 5,5.

In panchina: Shumailov, Gaal, Pomerko, Dzakhov, Sokolov, Sadikov.

E' la Khimki Arena (Leonid Slutskiy ha deciso di far traslocare il suo CSKA dal mastodontico Luzhniki al gioiellino situato nella periferia della Capitale) ad inaugurare il Campionato Russo 2010, con il CSKA che - esattamente come l'anno scorso - sconfigge l'Amkar con un gol allo scadere, questa volta però non siglato da Necid (comunque determinante nell'azione) ma dal giapponese Keisuke Honda, autore così del simbolico primo gol della stagione russa (curiosamente, anche la prima rete della RPL 2009, segnata da Kerzhakov, era arrivata all'ultimo minuto di Dinamo-FC Mosca). Il trequartista prelevato dagli olandesi del VVV Venloo riscatta così una prestazione negativa facendosi trovare al posto giusto al momento giusto e regalando tre punti ad un CSKA tutt'altro che trascendentale e con la testa probabilmente già al decisivo match di ritorno di Champions League contro il Sevilla. 0-0 sarebbe stato il risultato più giusto, un punteggio che avrebbe messo in allarme i Kony che devono far di più se vogliono togliersi qualche soddisfazione e che avrebbe premiato con un prezioso punto in trasferta l'Amkar.
Slutskiy presenta all'esordio la formazione-tipo, facendo giocare per la prima volta contemporaneamente Honda ed il rientrante Dzagoev, con il giapponesino partito qualche metro più indietro. Nella formazione ospite Rakhimov sceglie a sorpresa Cherenchikov al posto dello storico capitano Popov, cavallo di ritorno, e schiera l'ex Kuban Krasnodar Topchu sulla corsia mancina.
Fin dalle prime battute si nota un Amkar compatto, ben messo in campo e che dà la sensazione di rimanere un cliente difficile da affrontare per qualsiasi squadra, nonostante non si sia particolarmente rinforzato nel mercato. Con scarse idee nei primi 45' invece i padroni di casa: impreciso ed eccessivamente nervoso Dzagoev, spaesato perchè fuori posizione Honda, reso innocuo Krasic da un positivo Fedoriv e poco assistito Necid. Insomma, una prima frazione di gioco da buttare per i rossoblù, finalmente tornati a vestire una maglia con righe verticali. Si nota quantomeno un leggero miglioramento nella ripresa, con il CSKA maggiormente propositivo fin dal 54', quando Dzagoev - con l'unica magia della sua grigia gara - lancia in porta Krasic, fermato proprio all'ultimo da un prodigioso intervento alla disperata di Belorukov. L'Amkar ribatte con un pericolosissimo contropiede concluso da Peev con un sinistro uscito di un niente che fa tremare i tifosi del CSKA. Con il passare dei minuti Kushev e compagni sembrano sempre più accontentarsi del pari e negli ultimi 20' cominciano di fatto a non giocare, trovando ogni occasione per perdere tempo e guadagnare secondi preziosi. Rakhimov toglie Volkov ed inserisce Popov, passando ad una difesa a cinque, ma viene paradossalmente punito all'ultimo respiro, quando un tiro ribattutto di Necid (che precedentemente s'era reso protagonista di un episodio evitabile, segnando di mano: gol naturalmente annullato, censurabile la sua esultanza) finisce sui piedi di Honda, che era nel frattempo avanzato di posizione in seguito all'uscita dal campo di Dzagoev. Una rete che regala tre punti ai Soldati, impegnati nel prossimo turno nell'ostico derby con la Dinamo.




Krylya Sovetov Samara - Zenit San Pietroburgo 0-1: 65' Danny.

Krylya Sovetov (4-5-1): D. Yurchenko; Tsagallov, Belozerov, Taranov, Budylin; Bober, Tkachev, R. Adjindjal (dal 76' A. Popov), Léilton (dall'88' Khramov), Budanov; Savin.
In panchina: S. Voronin, Redya, M. Kuzmin, Kostyaev, Salugin.
Zenit (4-2-3-1): Malafeev; Hubocan, Krizanac, Lombaerts, Lumb; Denisov, Shirokov; V. Bystrov, Danny, Zyryanov (dal 56' Lazovic); Kerzhakov (dal 90' Kanunnikov).
In panchina: Zhevnov, Dudiev, Cheminava, Ionov, Rosina.

Dal punto di vista strettamente mediatico, era quella di Samara la gara più attesa del primo turno di Russian Premier Liga. Ad affrontarsi infatti erano due squadre che, per motivi opposti, talvolta agli antipodi, per poco non hanno monopolizzato il lungo precampionato. E' iniziata così in riva al Volga l'avventura russa di Luciano Spalletti, subito vincente all'esordio, sebbene siano ancora numerose le cose da migliore nel suo Zenit (e ci mancherebbe che non fosse così).
Con mille problemi, il mercato tuttora bloccato e solo 26 giocatori iscritti al campionato (un record negativo nella storia del campionato russo), il povero Yuri Gazzaev deve anche rinunciare ad alcuni dei suoi giocatori più importanti, come il portiere cileno Lobos ed il trequartista Oleg Ivanov. L'ex allenatore del KamAZ non può quindi far altro che affidarsi all'esperienza dei vari Belozerov, Taranov, Budylin, Léilton (schierato per necessità come regista di centrocampo), Bober, Ruslan Adjindjal e Savin ed all'entusiasmo dei debuttanti Yurchenko, Tsagallov, Tkachev e Budanov.
Qualche problema di formazione però c'è l'ha anche il collega italiano, che non può contare su capitan Anyukov, Meira, Sirl e Huszti (quest'ultimo squalificato).
Lo Zenit non ha brillato, anzi ha trovato con una certa fatica il gol che ha sbloccato il match, anche per merito degli avversari che si sono difesi ad oltranza, venendo paradossalmente puniti in contropiede nell'unica azione nella quale si erano colpevolmente sbilanciati. A segnare la rete della vittoria, arrivata dopo un primo tempo che ha visto il dominio territoriale dei Meshki e poco altro, è stato Miguel Danny, al rientro in una partita ufficiale dopo qualcosa come 10 mesi di assenza (!). Quella dello Zenit è parsa insomma una vittoria arrivata grazie ad un organico superiore. Gli ospiti hanno fatto valere la legge del più forte, senza incantare e facendo intuire che per il bel gioco dobbiamo attendere ancora qualche giornata. Ingiudicabile la difesa, che non ha corso particolari pericoli, è sembrato già in palla Vova Bystrov, mentre è cresciuto con il passare dei minuti l'asso portoghese. Fuori dal gioco Kerzhakov, non un grande impatto per Lazovic, meno determinante del ragazzino Kanunnikov che appena entrato ha fatto cacciare Taranov per fallo da ultimo uomo dell'ex CSKA.
Soddisfatto il tecnico toscano, che nel dopo-gara ha detto di esser contento dell'inizio ,ma ha poi spostato l'attenzione sul Krylya Sovetov, facendo tanti complimenti al pubblico di Samara. E' sembrato un Luciano come sempre sincero e veramente colpito dalla manifestazione d'affetto della gente di Samara alla propria squadra; Spalletti ha fatto tanti auguri alle Ali per il prosieguo del torneo,p erchè tifosi così meritano solo il meglio.
I giocatori del Krylya, stravolti dopo aver dato tutto, hanno esternato la loro delusione per non esser riusciti ad acciuffare il pareggio.




Anzhi Makhachkala - Spartak Nalchik 0-0

Anzhi (4-4-1-1): Abaev; Shukurov, Pekovic, Tagirbekov, Kvirkvelia; Tsoraev, Bakaev, Arziani, Josan; Khodjava; Barabadze (dal 46' Holenda).
In panchina: Revishvili, Streltsov, Kurbanov, Aigalarov, D. Ivanov, Timonov.
Spartak Nalchik (4-4-2): Fredrikson; Kisenkov, Djudovic, Amisulashvili, Filatov; Leandro, Geteriev, Kontsedalov, Gogua (dal 70' Schanitsin); Dyadyun, Siradze (dall'82' Patrick Echkini).
In panchina: Mandrykin, Khatazhenkov, Vasin, Malyarov, Rusic.

Dopo sette lunghi ed interminabili anni, torna il grande calcio a Makhachkala, con l'Anzhi che però non riesce a regalare una vittoria ai propri tifosi nel primo derby caucasico del 2010. I "Daghi" non vanno infatti oltre il pareggio a reti bianche contro lo Spartak Nalchik, in un match equilibrato e con pochi sussulti, nel quale le due squadre si sono tutto sommato equivalse. Leggermente meglio in quanto ad occasioni create gli ospiti, che hanno impegnato Abaev in almeno tre circostanze, ma in generale due squadre che hanno mostrato un buon gioco a centrocampo ma che hanno allo stesso tempo denotato dei limiti in attacco: la sensazione è che infatti entrambe le squadre appaiono al momento "spuntate". Urgono rinforzi là davanti: il tempo per correre ai ripari e rimediare non manca.




Rostov - Tom Tomsk 0-2: 63' e 87' Kornilenko.

Rostov (4-4-1-1): Radic; Khagush, Ghionea, Grigalava, Andjelkovic; Lebedenko (dal 75' Sugak), Gatkan, S. Ivanov (dal 75' Lutsenko), Kalachev; Akimov (dal 61' Ahmetovic).
In panchina: Amelchenko, Cherkes, Lengyel, Valikaev.
Tom (4-4-2): Pareyko; D. N. Smirnov, Djioev, Jokic, Skoblyakov (dal 90' Kiselev); Klimov, Kim Nam-Il, Michkov, Kharitonov (dal 61' An. Ivanov); Maznov (dal 77' K. Kovalchuk), Kornilenko.
In panchina: Polyakov, Gultyaev, Tuev, V. Volkov.

Inaspettato colpaccio esterno del Tom di Nepomnyaschiy, che va a vincere con pieno merito sul campo del Rostov, una delle squadre che in assoluto avevano meglio operato sul mercato. La formazione siberiana conferma quanto di buono mostrato nella sorprendente stagione scorsa, dimostrandosi una volta di più una compagine coriacea, tosta e che può contare in attacco su un elemento di valore indiscutibile per una piccola che ambisce a salvarsi come Sergey Kornilenko, mattatore assoluto con due gol (il secondo regalato da una leggerezza del terzino sinistro serbo Andjelkovic), una traversa sfiorata nel primo tempo ed un formidabile assist di tacco non sfruttato a dovere dal compagno di reparto Maznov. Rimandato il Rostov di Dolmatov, che ha pagato qualche assenza di troppo (non disponibili Okoronkwo, Blatnjak, Kulchiy ed Adamov), qualche discutibile scelta dello stesso allenatore ucraino (vedi lo spostamento al centro della difesa del giovane Grigalava, con l'esperto Lengyel - sempre positivo nel 2009 - lasciato in panchina) e qualche errore di mira in fase offensiva (meno efficace del solito in particolare Pavlenko, il cui rinnovo del prestito è stato comunque fondamentale per far crescere l'interessante progetto del club sponsorizzato dalla semi-sconosciuta marca italiana Patrick). A livello di gioco il Rostov non è comunque dispiaciuto, anche se era lecito aspettarsi qualcosa in più.




Sibir Novosibirsk - Terek Grozny 0-2: 40' Kobenko, 55' Asildarov.

Sibir (4-4-2): Kowalewski; Bukhriakov, Vychodil, Filipenko, Molosh; Astafjev (dal 73' I. Shevchenko), Aravin, Makarenko, Chizek (dal 78' Nagibin); Bliznyuk (dal 46' Degtyarev), Medvedev.
In panchina: Solosin, Klimavicius, Shulenin, L. Zuev.
Terek (4-4-2): Dikan; Utsiev, Haymovich, Omeljanchuk, Yatchenko; Georgiev, Mauricio, J. C. Arce (dal 65' Katsaev), Kobenko; Asildarov (dal 76' Sadaev), Bracamonte.
In panchina: Godzyur, A. Ferreira, Djabrailov, Essame, Gvazava.

Esordio assoluto nella massima serie russa da dimenticare per il Sibir, che di fronte al proprio pubblico si lascia beffare da un Terek apparso maturo, trascinato da un Kobenko in cerca di riscatto dopo una prima stagione in Cecenia vissuta da comprimario.
Il bielorusso Igor Kriuschenko deve rinunciare ai difensori Valentic ed Horak, ai centrocampisti Vasiljev e Zinovijev ed al centravanti Antipenko, e si affida così in gran parte al blocco che ha conquistato la promozione nella passata stagione. Partono dall'inizio però anche alcuni nuovi acquisti come il portiere polacco Kowalewski, il giovane difensore della nazionale bielorussa Filipenko (in prestito dallo Spartak Mosca), gli esterni di centrocampo Astafjev e Chizek. In attacco capitan Medvedev, capocannoniere e miglior giocatore della Pervij Division 2009, è affiancato dal bielorusso Bliznyuk.
Anatoly Baidachniy, tecnico con una certa esperienza alla guida di squadre del Sud della Russia ma assunto a sorpresa dalla dirigenza cecena vista la lunga inattività, non può fare affidamento su Vlasov e soprattutto Lakhiyalov e lancia in attacco l'inedita coppia composta da Asildarov e Bracamonte, due giocatori che teoricamente potrebbero completarsi a vicenda. Fiducia fin da subito anche ai sudamericani Arce e Mauricio, così come al bravo terzino ex Spartak Nalchik Yatchenko.
I padroni di casa, visibilmente emozionati, pagano lo scotto dell'esordio, non sfruttando la prima chance della partita con Astafjev, che sfonda sulla destra ma che una volta entrato in area non riesce a trovare la porta con un destro da buona posizione. E' perfetta invece l'azione che porta gli ospiti avanti nel risultato: lancio di 40 metri di Utsiev per la testa di Asildarov che appoggia a Bracamonte, il quale a sua volta apre di prima per Kobenko, che dalla sinistra lascia partire un malefico pallonetto che beffa Kowalewski. Si tratta di un gol di pregevole fattura per l'ex esterno dell'Amkar Perm, abbastanza simile a quello che segnò nell'estate del 2008 allo Zenit quando vestiva la maglia del Rubin. E' lo stesso Kobenko ad ispirare la rete del raddoppio, arrivato ad inizio ripresa, con uno spettacolare assist in mezza rovesciata corretto prontamente in rete da Asildarov, subito a segno dopo essere tornato a Grozny dopo due anni trascorsi tra Makhachkala, Vladivostok e Nalchik. La reazione del Sibir è tutta in un gol annullato a Medvedev per dubbia posizione irregolare; un pò poco per una squadra che necessita ancora di qualche rinforzo per poter competere in Russian Premier Liga. E' dei siberiani inoltre il primo espulso della stagione, Bukhriakov, che con un intervento a gambi unite su un avversario s'è guadagnato il secondo giallo a circa 10' dal termine. L'ultimo sussulto di una partita che se ha reso da una parte amaro il debutto del Sibir, ha fatto contenti i sostenitori del Terek, voglioso di dimostrarsi vincente anche in trasferta e non solo tra le mura amiche.




Rubin Kazan - Lokomotiv Mosca 2-0: 88' Gorbanets, 90' Bukharov.

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6,5; Balyaikin 6,5, Orekhov 5,5, César Navas 6, Jordi 6; Murawski 5,5, Noboa 6; Gökdeniz Karadeniz 5,5, Kasaev 5,5 (dal 76' Gorbanets 7,5), Galiulin s.v. (dal 25' Fatih Tekke 6,5) (dal 90'+2 Natkho s.v.); Bukharov 6.
In panchina: Cheremisin, Salukvadze, Sibaya, Portnyagin.
Lokomotiv (4-3-3): Guilherme 6; Kuzmin 5, Asatiani 7, Sennikov 5, Yanbaev 5,5; Dujmovic 5, Aliiev 6, Tarasov 6; Odemwingie 4,5 (dall'81' Glushakov s.v.), D. Traoré 5, Sychev 5,5.
In panchina: M. Cech, Ilic, Smolnikov, Charles, Gatagov, Maicón.

Parlando del primo vero big match della Russian Premier Liga del 2010, non si può non partire da una considerazione, fondamentale per la crescita del calcio russo: lo stato penoso del terreno di gioco di Kazan, che ha negativamente influenzato una partita che sarebbe potuta essere ben più emozionante se solo non si fosse giocata su un autentico campo di patate. Non è possibile che la squadra bi-campione di Russia abbia un terreno del genere. Ogni anno si ripete la stessa situazione. E questa volta era davvero impraticabile: va bene il prolungarsi dell'inverno russo, va bene il fatto di aver giocato pochi giorni prima in Europa League... ma rimane inamissibile che la compagine russa più vincente degli ultimi due anni non riesca a porre un rimedio ad un campo che sfigura in confronto a quello di Makhachkala o Rostov (avessi detto...). A risentirne è stato lo spettacolo, che ha visto un match palesemente "falsato", nel quale di gioco palla a terra se n'è visto pochissimo.
Particolarmente condizionato dalle condizioni alquanto precarie del campo infame i primi 45', peraltro spezzetati dai continui problemi subiti dai giocatori del Rubin (con il povero Berdyev che già doveva rinunciare a più di metà squadra titolare: dopo 25 minuti s'è aggiunto, come se non bastase, il giovane uzbeko Galiulin ad una lunga lista che comprendeva già Kaleshin, Sharonov, Ansaldi, Semak, Petr Bystrov e Ryazantsev), nei quali la Loko - particolarmente penalizzata dai rimbalzi irregolari del pallone - ha comunque più volte sfiorato il vantaggio con Traoré. Il maliano, tornato a Cherkizovo dopo l'esperienza in prestito per un anno al Kuban, era partito al centro di un attacco composto anche da Sychev ed Odemwingie, in un 4-3-3 ultra-offensivo proposto da Semin, quasi in stile Inter di Mourinho, con Aliev a svolgere a fare lo Sneijder della situazione. Meno pericoloso ma leggermente meglio nella gestione della palla il Rubin, rivoluzionato nell'undici iniziale dall'indecifrabile tecnico turkmeno, che preferisce il più offensivo Balyaikin al georgiano Salukvadze come terzino destro, conferma Orekhov al centro della difesa, fa debuttare lo spagnolo Jordi nell'insolito ruolo di laterale basso di sinistra e, così come in Supercoppa, a sorpresa fa partire dall'inizio il già menzionato Galiulin, ben presto sostituito da Fatih Tekke.
Nella ripresa non cambia il copione, con i rossoverdi che si affidano esclusivamente ai lanci lunghi per le sponde di Traoré, che non sfrutta la terza palla gol capitatagli sui piedi. Il Rubin, che fino a quel momento aveva mantenuto il pallino del gioco (se così lo si può definire, visto l'impraticabilità del Centralniy) senza però strafare, punisce gli errori di mira del maliano arrivato in Russia nel febbraio del 2006 a due dal termine, con Gorbanets (appena entrato in campo), bravo a beffare tutti con un tiro di punta esterna quasi da calcio a cinque. E' sempre il protagonista che non ti aspetti, l'esterno rivelatosi nel Sibir ma che l'anno scorso aveva trovato poco spazio aalla corte di Kurban Berdyev, a servire in profondità Tekke, altruista nel mettere Bukharov in condizioni di segnare a porta sguarnita il più facile dei gol. Un uno-due terribile per una Lokomotiv poco giudicabile: ha gran qualità ma non ha potuto metterle in mostra in questo match, saltando sempre il centrocampo. La rosa rimane di ottimo livello, tra le migliori tre del torneo. Lotteranno per il titolo, o perlomeno ne è certo chi vi scrive.
Da elogiare nel Rubin le solite qualità come lo spirito di sacrificio, anche se il gioco prodotto oggi è stato di basso livello (complice naturalmente il campo infame). Berdyev sta scoprendo però di avere una rosa importante, visto che sta continuamente lanciando nella mischia giocatori pochissimo utilizzati in passato, come appunto Orekhov che sta facendo discretamente al centro della difesa, Galiulin ed appunto Gorbanets, senza contare poi tutti i nuovi acquisti subito utilizzati ma purtroppo non eleggibili in Europa League.




Alania Vladikavkaz - Saturn Ramenskoe 1-1: 23' Kirillov; 10' Al. Ivanov.

Alania (4-5-1): Khomich; Mamah, Zuela, I. Ivanov, Akés Dacosta; Stoyanov (dal 46' S. Kuznetsov), D. Bazaev (dall'81' Marenich), Kirillov, S. Kaita, G. Bazaev (dal 68' Chochiev); Nizamutdinov.
In panchina: M. Kerzhakov, Rotenberg, G. Gabulov, Tsarikaev.
Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa, Halilovic, Grachev, Nemov; Evseev, Vorobjev; Al. Ivanov, Sapeta, Karyaka (dal 68' Kovel); Kirichenko (dal 77' Jakubko).
In panchina: A. Rebrov, Malkov, Levchenko, D. Kudryashov, Nikitinskiy.

E' accompagnato da un entusiasmo generale nello stadio Spartak di Vladikavkaz l'atteso ritorno, dopo cinque interminabili anni, dell'Alania nel massimo campionato russo. Non sono arrivati i tre punti per la banda guidata dai fratelli Bazaev, ma i giallorossi sono stati comunque in grado di regalare una prestazione a tratti esaltante, che avrebbe meritato forse maggior fortuna.
Il grande calcio torna nell'Ossezia del Nord e per l'occasione Shevchuk getta fin da subito nella mischia alcuni dei più importanti acquisti effettuati in queste ultime settimane, come il portiere Khomich, i terzini africani Mamah ed Akés Dacosta (ex FC Mosca), i centrali Zuela ed Ivan Ivanov, l'esterno destro bulgaro Stoyanov, il mediano nigeriano Sani Kaita, il promettente centrocampista Kirillov (arrivato con la formula del prestito dalla Dinamo Mosca) e l'agile attaccante Nizamutdinov. Una squadra per ovvie ragioni rivoluzionata quella dell'Alania, che schiera dal primo minuto due soli giocatori titolari l'anno scorso, i già citati fratelli Bazaev, tra i personaggi più caratteristici del calcio russo di qualche anno fa. A passare immediatamente in vantaggio sono tuttavia gli ospiti, tormentati dagli infortuni (indisponibili infatti i vari Igonin, Zelão, Nakhushev, Loskov, Kuzmichev, Boyarintsev, Solomon Okoronkwo e Topic) , con Alexey Ivanov, che sfugge alle spalle di un disattento Akés Dacosta e di prima intenzione batte l'incolpevole estremo difensore avversario con un'esecuzione di pregevole fattura, con il pallone che si insacca esattamente sotto l'incrocio del palo più lontano. Non si fa attendere la reazione dei padroni di casa, trascinati dal pubblico e da sempre sinonimo di divertimento e di bel calcio nel campionato russo. Prima è Djambulad Bazaev, in assoluto uno dei migliori tiratori dalla distanza del torneo, ad avvertire gli Alieni della pericolosità dell'Alania, poi è l'ultimo arrivato - l'ex Khimki Kirillov - a trovare la rete del pari con un bel destro di prima intenzione a giro, deviato in modo determinante da un giocatore in maglia neroazzurra. Il gioco dei Leopardi non conosce soste e procede a tutta velocità fino al termine del primo tempo. Per forza di cose, non essendo la condizione ancora al meglio, è più blando il secondo tempo, disputato a ritmi meno sostenuti. L'Alania la partita cerca comunque di vincerla, specie dopo essere rimasta con l'uomo in più, come confermano gli inserimenti a gara in corso degli attaccanti Serhiy Kuznetsov e Marenich. Uno sforzo offensivo che però non produce nessun risultato, ma al pubblico di Vladikavkaz per questa volta può andare bene così, del resto da quelle parti era da troppo tempo che non respiravano l'aria della RPL.




Spartak Mosca - Dinamo Mosca 0-1: 72' Semshov.

Spartak Mosca (4-2-3-1): Djanaev; Parshivlyuk, Jiranek, Stranzl, F. Kudryashov; Sheshukov, Ibson (dal 72' Dzyuba); Makeev (dal 64' Kireev), Alex Meschini, Ananidze (89' Ari); Welliton.
In panchina: Pesjakov, Suchy, Sabitov, Yakovlev.
Dinamo (4-5-1): Gabulov; K. Kombarov, L. Fernandez, Epureanu, D. Kombarov; Samedov (dall'89' Ropotan), Wilkshire, Semshov (dall'82' Rebko), Khokhlov (dal 70' Kokorin), Cesnauskis; Voronin.
In panchina: Shunin, Kowalczyk, Granat, Svezhov.

Se lo aggiudica la Dinamo, regina del calciomercato russo 2010, il primo derby moscovita dell'anno, vincendo per la seconda volta consecutiva in casa degli odiati rivali storici dello Spartak. Non è stata una bella partita, complice la nevicata iniziata dopo pochi minuti e la condizione fisica ancora approssimativa delle due compagini in rodaggio, ma il successo della Dinamo è stato tutto sommato meritato ed ottenuto grazie allo sforzo mostrato nella ripresa, giocata intelligentemente dagli uomini di Kobelev. E' ancora presto per scoprire se la Dinamo potrà lottare veramente per il titolo: probabilmente no, ma per il podio forse sì, qualora qualche big steccasse (un fantasista o in alternativa un centravanti da affiancare a Voronin però lo devono acquistare in queste settimane; non devono sedersi sugli allori). Lo Spartak continua a puntare sui giovani: fa bene, ma non deve esagerare. Quest'anno i tifosi si aspettano il titolo e... c'è la Champions. Ergo dovrebbero cercare di intervenire con maggior convinzione sul mercato. Rendiamoci conto che non hanno ancora sostituito Bystrov (ma tanto tra poco rientrano Maidana e Saenko... wow).
Karpin conferma il 4-2-3-1 con il quale s'è tolto più di una soddisfazione nella sua prima stagione da allenatore, dando fiducia alla difesa che ha concluso lo scorso campionato, facendo partire a centrocampo l'inedita coppia composta da Sheshukov ed Ibson e sperimentando il giovane Makeev (una delle più belle rivelazioni del 2009 russo) come esterno alto di destra: non una cattiva idea teoricamente, vista la notevole accelerazione del biondo giocatore classe '89 che in parte può ricordare quella di Bystrov. Oltre ai temutissimi brasiliani Alex Meschini e Welliton, spazio dal primo minuto anche per il baby-fenomeno Jano Ananidze.
In attesa di trovare il fantasista promesso da Sarsaniya (si era parlato dell'israeliano Benayoun e del giovane talento argentino Formica), Kobelev punta su un coperto 4-5-1, con Wilkshire e Khokhlov che coprono le spalle a Semshov, libero di inserirsi da dietro nello spazio creato da Voronin, che agisce da unica punta con ampia libertà di svariare. Dietro, Epureanu sostituisce l'infortunato (toh, che novità!) Kolodin, ma soprattutto partono qualche metro più indietro rispetto al solito i gemelli Kombarov: con gli arrivi dell'FC Mosca di Samedov e Cesnauskis saranno costretti ad essere impiegati più e più volte come terzini di spinta.
Gioco molto spezzetato e con poche emozioni nel primo tempo, più fluido e veloce nella ripresa. La Dinamo sfiora il gol con il principale ex dell'incontro, Samedov, e trova il gol che deciderà l'incontro con l'ottimo Semshov, il cui ritorno non potrà che giovare alla Dinamo. Regolare la posizione di partenza dell'ex centrocampista di Torpedo e Zenit, tenuto in gioco dall'ingenuo Kireev, all'esordio assoluto in prima squadra. Sterile la reazione dei Myaso, con Karpin che le prova tutte inserendo Dzyuba prima ed Ari poi, senza però trovare il bandolo della matassa. Gabulov viene infatti seriamente impegnato in una sola circostanza, quando è chiamato alla prodezza per non far entrare la perfetta punizione dello specialista Alex.
Per ovvie ragioni poco soddisfatto Karpin, secondo il quale la gara era da pareggio, essendosi a suo dire espresse sugli stessi livelli Spartak e Dinamo. Raggiante invece l'amico Kobelev: "Conoscevamo benissimo il modo di giocare dello Spartak. Le disposizioni erano di giocare il più corti possibile per fare meno errori e per non farci colpire dai loro giocatori più tecnici. Sono contento del risultato e soddisfatto dai nuovi."




CLASSIFICA:
1. Terek Grozny 3
2. Tom Tomsk 3
3. Rubin Kazan 3
4. Dinamo Mosca 3
5. Zenit San Pietroburgo 3
6. CSKA Mosca 3
7. Saturn Ramenskoe 1
8. Alania Vladikavkaz 1
9. Spartak Nalchik 1
10. Anzhi Makhachkala 1
11. Amkar Perm 0
12. Krylya Sovetov Samara 0
13. Spartak Mosca 0
14. Lokomotiv Mosca 0
15. Rostov 0
16. Sibir Novosibirsk


TOP-11 (3-4-1-2)

Vladimir Gabulov (Dinamo)

Dmitry Belorukov (Amkar), Malkhaz Asatiani (Lokomotiv), Andrey Ivanov

Andrey Gorbanets (Rubin), Igor Semshov (Dinamo), Yuri Kirillov (Alania), Andrey Kobenko (Terek)

Miguel Danny (Zenit)

Shamil Asildarov (Terek), Sergey Kornilenko (Tom)


Allenatore: Valery Nepomniachiy (Tom)



FLOP-11 (4-2-3-1):

Wojciech Kowalewski (Sibir)

Denis Bukhryakov (Sibir), Dmitry Sennikov (Lokomotiv), Gia Grigalava (Rostov), Dusan Andjelkovic (Rostov)

Alexander Sheshukov (Spartak Mosca), Petr Nemov (Saturn)

Peter Odemwingie (Lokomotiv), Alan Dzagoev (CSKA), Andrey Topchu (Amkar)

Dramane Traoré (Lokomotiv)


Allenatore: Oleg Protasov (Rostov)

2 commenti:

Entius ha detto...

Ciao,
ti volevo chiedere un favore. Visto che l'Inter giocherà nei quarti di Champions League contro il Cska Mosca, ti andrebbe di scrivere un breve post di presentazione della squadra russa per il mio blog?
Se ti va puoi scriverlo e spedirmelo entro domenica 28 o lunedi 29.
Grazie e a presto

PS: la mia email è: bloginter@hotmail.it

Kerzhakov91 ha detto...

Ciao Entius. Giusto settimana scorsa avevo scritto questo articolo di presentazione del CSKA Mosca, che puoi trovare qui: http://calciorusso.forumfree.it/?t=46787009

Dici che può andare bene?