lunedì 29 marzo 2010

PREVIEW Internazionale - CSKA Mosca - Andata Champions League 2009/10

Ormai il gran giorno è vicino, la gara che in Italia e Russia attendono da quasi due settimane è prossima al fischio d'inizio. Da una parte l'Inter di Josè Mourinho che dal 2006 non raggiungeva i Quarti di Finale, dall'altra il CSKA Mosca di Leonid Slutskiy che prima di questa stagione, mai aveva varcato la soglia della fase a gironi con Valery Gazzaev e che solo una volta aveva superato gli Ottavi, nella prima edizione della Champions League (1992(93, dopo aver eliminato il Barcelona di Johann Cruyff).

E' evidentissimo che nelle ultime settimane, praticamente dal derby in poi, l'Inter ha pensato esclusivamente alla Coppa dalla grandi orecchie. La squadra di Mourinho in questo 2010 non ha mai mancato ad un appuntamento realmente importante, se escludiamo la sfida scudetto di pochi giorni fa: prima del derby i neroazzurri erano considerati in calo, venivano da vittorie stentate e sofferte: nella stracittadina il Milan è stato annientato nonostante la doppia superiorità numerica.P rima della doppia vittoria sul Chelsea, Zanetti e compagni hanno lasciato tanti punti alle rivali; dopo il verdetto dell'urna di Nyon,l 'Inter ha raccolto un punto in due gare. Abbastanza per esser considerata all'estero una squadra in difficoltà.
Da conoscitori ormai di Mourinho si capisce come il Santone di Setùbal stia preperando fino al più minuzioso dettaglio la sfida contro uin avversario che lo stesso tecnico portoghese non vuole assolutamente sottovalutare. In Italia Mourinho non parla ormai da prima dello 0-0 contro la Samp, ma all'estero l'allenatore ex Porto e Chelsea volentieri si concedete ai cronisti. Vediamo allora cosa ha detto in maniera molto pacata e rilassata all'indomani di Palermo-Inter a Khimki, dove era andato a vedere il CSKA giocare in Campionato contro la Dinamo:

"E' sempre molto difficile giocare in Campionato nelle immediate vicinanze di un match di Champions League. I tuoi uomini perdono molto più facilmente la concentrazione e le motivazioni, la squadra sii rilassa, ha sicuramente meno adrenalina, è stanca tanto fisicamente quanto mentalmente. Così è stato prima della gara col Chelsea, così è stato dopo. Per lo stesso motivo posso dire che mi aspettavo un calo anche da parte del CSKA, tan'è vero che oggi la Dinamo Mosca ha fatto di più del CSKA. E' stata una gara molto divertente.
Conosco molti giocatori del CSKA Mosca, la maggior parte di loro vestivano questa maglia anche quando li affrontai da tecnico del Chelsea. Tuttavia, essendo cambiato l'allenatore, è cambiato anche il loro sistema di gioco; sono partiti giocatori molto bravi come Daniel Carvalho e Vagner Love, tuttavia sono arrivati giocatori come Necid, Honda e Mark Gonzalez.
Quando sento dire in giro che siamo stati forunati a pescare il CSKA dico che non è assolutamente vero .Sono contento di aver preso il CSKA perchè questo significa essere ai quarti e perchè abbiamo battuto il Chelsea, ma non abbiamo ancora battuto il CSKA, ci sono due gare tutte da giocare e quindi il CSKA ancora dobbiamo sconfiggerlo. Noi lo rispettiamo per tutto quello che ha fatto contro il Sevilla, ma farò il massimo per preparare questa gara.
La Champions League è la Champions League; tutto è diverso ,l'atmosfera,i l tipo di gara; ogni giocatore sogna di giocare una gara di Champions, ogni tifoso sogna di essere allo stadio.
Mi è sempre piaciuto il CSKA di Gazzaev, ho sempre avuto ottimi rapporti con lui; mi ha fatto molto piacere incontrarlo nella gara contro la Dinamo Kiev. Dopo di lui è arrivato un mio caro amico, Zico. Ora, non posso dire di esser amico di Slutskiy, visto che l'ho incontrato solo due volte, tuttavia sono molto contento che abbia fatto questo grande salto,da un piccolo team fino ad un grande team come il CSKA che con lui ha raggiunto i quarti di Champions.
Il Mondo è pieno di Mourinho, ma non credo sia per loro una cosa buona; per me è una cosa buona, ma ogni allenatore deve avere i suoi caratteri distintivi ,le sue particolarità, la sua personalità e mai provare ad essere un doppione, perchè la copia è sempre peggio dell'originale. Lui è un ottimo allenatore, perchè se è al CSKA e col CSKA è ai quarti, vuol dire che ha fatto un grande lavoro.
Io voglio sempre vincere e farò di tutto per vincere con la mia squadra".



Così parlò quindi un Mourinho intercettato da NTV+ (la pay tv russa) sugli spalti della Khimki Arena. Uno Special One rilassato, lontano dalle tensioni del calcio italiano che ha ricordato di aver già affrontato il CSKA quando guidava il Chelsea nel 2004. Era il girone con Porto (quando Mou chiese addirittura la scorta per tornare in riva al Douro), PSG e CSKA appunto. In quella doppia sfida la squadra allenata da Valery Gazzaev rischiò per ben due volte di strappare punti al Chelsea, ma fu condannata da errori dagli undici metri. In quell'anno inoltre,il CSKA era sponsorizzato da Sibneft, compagnia petrolifera la cui maggioranza era detenuta dal patron dei Blues Roman Abramovich, noto tifoso dei Soldati.
Per chi non lo sapesse, Mourinho ha incontrato Leonid Slutskiy due volte e nell'ambito di un progetto di cooperazione nato tra l'Inter ed il Krylya Sovetov Samara, squadra ora piena di problemi economici che Slutskiy lasciò quando intuì che Juande Ramos, un mese dopo esser subentrato a Zico, presto avrebbe lasciato il timone dei rossoblù. Slutskiy per due volte ha visitato Appiano Gentile e con l'autorizzazione e la presenza di Massimo Moratti ha potuto passare una giornata con Mourinho ed assistere dal campo agli allenamenti della sua Inter. Appiano non è l'unica base che il tecnico russo ha visitato. Spesso l'ex FC Mosca e Krylya Sovetov s'è intrattenuto a Trigoria con Spalletti, tecnico di cui è amico e che affronterà proprio sabato, nel mezzo delle due gare di Champions League. Forse anche per riprendere confidenza col terreno sintetico del Luzhniki Stadion, il CSKA ha deciso di giocare sabato contro lo Zenit nell'impianto moscovita, anzichè a Khimki dove fin'ora ha battuto l'Amkar Perm (Honda al '90) prima di volare a Sevilla e pareggiato contro la Dinamo dopo la sbornia andalusa.
Il patto non firmato tra giocatori e tecnico di non parlare così tanto dell'Inter è stato rispettato. Bocche quasi cucite e massimo rispetto per quelle che sono state le avversarie in Russia.


Come arriva il CSKA alla doppa sfida contro l'Inter?

Il portiere Igor Akinfeev, da anni uno dei più promettenti del Vecchio Continente, in Nazionale da quando aveva 18 anni (fu il più giovane partecipante ad EURO 2004), nonostante sia appena un ventritrenne, una Coppa UEFA, titoli nazionali vari ed un terzo posto ad EURO2008 all'attivo, al pari di Julio Cesar non sta vicendo un grandissimo momento. Tuttavia c'è la sua firma nel ritorno di Sevilla. I suoi interventi hanno stroncato ogni velleità della squadra allora allenata da Manolo Jimenez. Nell'ultima di Campionato a Makhachkala, in Daghestan, il portierone, autore di una papera che ha regalato il momentaneo vantaggio alla formazione locale, è andato giù pesante nei confronti delle autorità locali, ree di aver fatto entrare senza biglietto persone che hanno riempito lo stadio fino all'orlo, costringendolo spesso a non dar le spalle al pubblico per non essere aggredito. Mamaev, suo compagno di squadra, ha rischiato di farne le spese. Una presa di posizione da lui definita non razzista od intollerante, proprio alla vigilia di un sanguinoso attentato che ha sconvolto Mosca. Persona tranquilla, non un chiaccherone, Akinfeev è noto per il suo disprezzo nei confronti delle discoteche .Passa il suo tempo libero a casa; un vero professionista, tutto casa e allenamenti, un pò come il suo ex compagno al CSKA Yuri Zhirkov.


La difesa è ritenuta da tutti l'anello più debole della squadra moscovita. Lenta, impacciata, pasticciona, poco concentrata e sbadata. I gemelli Berezutskiy ed Ignashevich, presenze fisse da ormai sette stagioni, non sono giocatori poveri di fondamentali, pur non essendo di certo delle cime da un punto di vista puramente tecnico (anzi...); tuttavia la loro eccessiva lentezza e soprattutto la mancanza di attenzione ha spesso privato il CSKA di traguardi importanti. C'è da dire però che quest'anno (inteso come anno solare, il 2010 tanto per intenderci), ingenuità nel gol di Negredo a Mosca a parte, la retroguardia del CSKA e della nazionale (uno dei motivi per i quali in Sudafrica ci saranno Dedic - sigh - e compagni è proprio questo) ha sbagliato pochissimo. Il giocatore con maggior margini di miglioramente è senz'altro Georgy Schennikov, se vogliamo un pò il Santon di Russia, terzino brevilineo scoperto da Gazzaev e lanciato immediatamente da Zico. Buona tecnica, velocità, ma tanta inesperienza che, unita ad un fisico che deve esser ancora completato,l o pongono in una posizione non certo invidiabile sulla corsia di Maicon. Il giovanissimo, classe 1991, fino ad ora ha tutt'altro che sfigurato in Champions, contenendo anche discretamente un grande giocatore come Jesus Navas, ma potrebbe soffrire particolarmente lo strapotere atletico e fisico del brasiliano.


Il centrocampo spesso ha fatto difetto in fase di costruizione, manca di un regista che sia in grado di impostare l'azione, cosa che però in Champions in pochi hanno notato. Non sempre il CSKA è stato costretto a fare la partita, così Slutskiy ha potuto tranquillamente mettere due cerniere a protezione della difesa come Semberas e Aldonin, perfetti a Siviglia. Per questo motivo è finito in panchina Pavel Mamaev, ex grande promessa della Torpedo Mosca, club nel quale era già titolare a 17 anni. Tecnica da mezzapunta e piedi buoni, ma tanta, troppa timidezza che hanno imposto praticamente a tutti i suoi allenatori di non schierarlo in Champions League. Sulle fasce agiscono Milos Krasic e Mark Gonzalez. Il serbo, dal 2004 a Mosca, è un purosangue, grande fisico, tanta corsa ed una tecnica che col passare delle stagioni diventa sempre meno grezza e sempre più cristallina. Non ha iniziato la stagione alla grandissima, praticamente come ogni anno, ma se il CSKA ha superato la Fase a Gironi gran parte del merito è suo (e di Akinfeev). Non è un mistero che in quel periodo lo schema era: "Diamo palla a Krasic, che poi ci pensa lui, scartando tutti gli avversari". Viene fuori col passare delle gare, è la stella, l'uomo mercato dei "Kony" il biondo nato in Kosovo, il giocatore che tra quelli rimasti in lizza in Champions più è andato in gol. Dall'altra parte gioca come detto il cileno Mark Gonzalez. Il cileno, acquistato durante la gestione Zico per sostituire un fuoriclasse come Zhirkov, è ancora in dubbio ma potrebbe recuperare da un piccolo infortunio che gli ha fatto saltare le ultime due sfide di campionato. Suo il gol al Luzhniki contro il Siviglia; potrebbe essere una spina nel fianco per la retroguardia interista. L'ex Liverpool e Betis non vale certamente il miglior Zhirkov, ma è un eccellente contropiedista ed ha un gran tiro da fuori (vedi capolavoro contro gli andalusi). Qualora non riuscisse a recuperare, il suo posto verrebbe preso da Honda o dal dinamico Mamaev: in tal caso, entrambi avrebbero gran libertà di movimento e potrebbero lasciare la fascia laterale scoperta: una possibilità che fa già ingolosire Maicon.


Dietro l'unica punta, sarà ballottaggio Honda-Dzagoev, col giapponese avvantaggiato da prestazioni e condizione fisica sul gioiellino di Beslan. Honda, acquistato dal VVV-Venloo per 6 milioni di euro circa, è una mezza punta non velocissima, ma dotata di buona tecnica individuale e di un tiro tra i più velenosi sulla scena europea. Ne sa qualcosa Palop, ma anche il meno noto Abaev (numero 1 dell'Anzhi). Dzagoev, coetaneo di Balotelli ma con molto più sale in zucca, esploso nella seconda metà del 2008, è il classico fantasista che dà il meglio di sè giocando dietro ad un'unica punta. Paragonato ad Arshavin, ricorda il miglior calciatore russo dell'ultimo decennio per la visione di gioco e per il "gusto dell'assist", ma non troppo per le movenze. Meno veloce ed agile, ma altrettanto intelligente calcisticamente parlando ed elegante. In possesso di un gran tiro da fuori, batte l'ex numero 10 dello Zenit nei calci piazzati. Ha il difetto di prendersi le classiche pause "alla Arshavin", ma a differenza di Andrey quando sbaglia è per eccessivo nervosismo (questo il suo principale difetto: ancora troppo spesso si fa prendere dalla frenesia e quando inizia a sbagliare più del solito si innervosisce e non sempre poi riesce a migliorare il livello delle sue prestazioni), non dà quindi - a differenza di Andrey - la sensazione di giocare svogliatamente, sottoritmo o controvoglia. In comune a Shava ha una gran qualità, forse la più importante: ovvero quella di poter decidere un incontro con una sola giocata. Non ancora ai livelli di Arshavin, sotto questo punto di vista secondo solo a Messi e pochissimi altri, ma non dobbiamo dimenticarci che stiamo parlando di un ragazzino osseta di 19 anni, alla terza stagione in prima squadra. Il 2010 per lui è continuato come era finito il 2009: problemi all' inguine e terapie in Germania che lo hanno costretto a rincorrere una condizione fisica accettabile e che di fatto gli hanno fatto saltare l'intera preparazione. "El nuevo Beckham"t itolava AS per rivelare un forte interesse del Real nel 2008, dopo una vittoria per 3-0 contro il Depor con sua doppietta. Di Beckham, Alan, ragazzo nato a Beslan, città nota per l'attentato di matrice cecena alla scuola, ha poco: modesto, timido ed a volte impacciato, sul campo però ha mostrato di avere carattere e personalità, qualità ancora da limare ma che sono evidenti. Dzagoev ha forse un pò sofferto l'abbandono del suo mentore Valery Gazzaev, ma rimane sicuramente il più promettente tra i giocatori russi. Nelle prime gare della fase a gironi ha dato un saggio importante della sua classe: segnare tre gol - peraltro tutti di pregevolissima fattura - all'esordio in una competizione così importante, se non è da predestinato poco ci manca.


In attacco soluzioni ce ne sono poche, visto che Vagner Love tornerà alla base soltanto a luglio, mese nel quale arriverà anche l'interessante bomber ivoriano Seydou Doumbia. Il CSKA ha un solo centravanti di peso e - nell'attuale modulo ad un'unica punta - non può mai farne a meno. Così il ceco Necid, arrivato all'inizio della scorsa stagione dallo Slavia Praga, è il titolare indiscusso dell'attacco della squadra dell'Ex Armata Rossa. Non segna tantissimo e spesso è stato attaccato per la facilità con cui spreca le palle gol che i compagni gli servono. In CL tuttavia, questo gigante di 193 centimetri dai piedi tutt'altro che disprezzabili, di errori ne ha commessi ben pochi. Alto e potente,o ttimo colpitore di testa,p ur non essendo Ibrahimovic, con i piedi come detto sa giocare. Ottimo nel gioco di sponda, in questo 2010 è partito forte: potrebbe essere l'anno della maturazione per un giocatore tra i più elogiati a livello europeo fin da quando aveva 16 anni. Il gol al Siviglia un saggio delle sue qualità. Dovesse sviluppare il killer instinct indispensabile ai grandi bomber, la Repubblica Ceca, in grande crisi generazionale, potrebbe trovarsi un attaccante più forte anche dell'ormai ex (e allenato da Slutskiy al Krylya Sovetov Samara) Jan Koller. In attacco, anche se scarsamente utilizzato dall'ex tecnico anche dell'FC Mosca, c'è il brasiliano Guilherme, uno degli U-20 più pagati d'Europa(la Dynamo Kiev,prima di prestarlo con diritto di riscatto al CSKA, lo pagò 10 milioni al Cruzeiro), grande promessa del calcio brasiliano che nell'Europa dell'est - almeno inizialmente - ha incontrato qualche difficoltà in più di diversi suoi connazionali che hanno fatto la fortuna da quelle parti.




In queste ore d'angoscia per la Russia è ovvio rivolgere più di qualche pensiero al doppio attentato che stamattina ha gettato nell'incubo la più grande Capitale del Vecchio Continente. Fin'ora sono 38 le vittime accertate. La pista ormai praticamente accertata è quella caucasica. E' da lì che le terrostite, due donne kamikaze, probabilmente mogli di guerriglieri indipendentisti uccisi dagli "Spetsnaz" dell'FSB nelle montagne della Kabardino-Balkaria, della Cecenia e dell'Ingulscezia, regione dove al momento regna il caos più totale e che preme per l'indipendenza da Mosca. Gli attentati sono avvenuti nelle stazioni di Park Kultura e Lubyanka, due stazioni appartenenti alla linea rossa ,la Sololnicheskaya, la più antica ed importante delle quasi quindici tra linee e ferrovie locali che uniscono la metropoli russa. E' la linea che più di ogni altra è pregna di cultura, ricchezza e business. Unisce praticamente i due stadi più importanti della città, compreso l'imponente Luzhniki che si trova proprio ad una manciata di minuti da uno dei luoghi dell'attentato. Proprio lì si giocherà la gara di ritorno e proprio la metropolitana aiutò nel 2006 i giocatori dello Spartak Mosca, rimasti imbottigliati nel traffico a raggiungere lo stadio per la gara di Champions proprio contro... l'Inter. Nel 2007 invece, contro il CSKA l'Inter giocò nell'altro impianto sito sulla linea Sokolnicheskaya, il Lokomotiv Stadion di Cherkizovo. Il CSKA è forse la società che più di ogni altra ha rapporti col governo. Dopo la vittoria della Coppa Uefa a Lisbona nel 2005, in ogni anniversario di quella vittoria si celebra la giornata nazionale del calcio. I giocatori furono ricevuti al Cremlino e Vagner Love e Putin deliziarono la platea con qualche scambio. Prima di passare ad Evgeny Giner, il CSKA Mosca era la squadra dell'Esercito durante il periodo sovietico e successivamente del Ministero della Difesa, istituzione con la quale ora vi sono delle controversie legate all'acquisizione ed al pagamento del terreno edificabile per la costruzione del nuovo stadio del CSKA. Dopo aver rilevato la società, Giner fece di essa ben presto una macchina in grado di metter in bacheca trofei su trofei. Così nel 2004, la prima partecipazione in Champions dal '93 frutto al CSKA una retrocessione in una Coppa Uefa vinta a mani basse, dominando e seppellendo di reti ogni avversaria. E' proprio il CSKA l'ultima squadra russa ad esser stata capace di eliminare un'Italiana, il giovane (ed onestamente non irresistibile) Parmadi Gilardino nel 2005. I moscoviti divennero un punto di riferimento per il calcio russo, dotati di una rete invidiabile di osservatori, specie per quanto concerne il mercato sudamericano. I due fiori all'occhiello e protagonisti dello strepitoso 2005, Daniel Carvalho e Vagner Love, sono ancora sotto contratto con la società di Giner. Vagner sta aiutando il Flamengo segnando col a raffica specie nella Libertadores. Carvalho, dopo essersi rotto nel 2007 il legamento crociato del ginocchio, non è mai tornato il fenomeno in grado di conquistarsi facili convocazioni nel primo Brasile di Dunga. Dopo la crisi economica ed un parziale abbandono di sponsor che fino a poche stagioni prima elargivano denaro, Giner ha preferito puntare su giovani del vivaio, affiancati a stranieri vogliosi di mettersi in luce. Alcuni colpi sono andati a buon fine, altri sono finiti male, per non dire malissimo (vedi Kalouda, Caner Erkin, Ramòn, Maazou e Janczyk). Il nuovo sponsor è la Bashneft, società petrolifera della Bashkiria, regione Tatarstan,l a stessa del Rubin Kazan, che ha garantito una copertura economica superiore a quella della compagnia di bandiera Aeroflot, sponsor 2009.

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