sabato 10 aprile 2010

Il punto sulla 3ª Giornata: primo squillo Spartak e primo passo falso del Rubin. Lo Zenit lancia un messaggio al campionato.



Alania Vladikavkaz - Amkar Perm 0-0

Alania (4-5-1): Khomich; Mamah, Gnanou, Zuela, Akés Dacosta; Stoyanov (dal 41' G. Gabulov), D. Bazaev, Kirillov, S. Kaita, Chochiev (dal 69' G. Bazaev); Nizamutdinov (dal 71' S. Kuznetsov).
In panchina: M. Kerzhakov, Rotenberg, I. Ivanov, Khubulov.
Amkar (4-4-2): Narubin; Fedoriv, A. Popov, Belorukov, Gaál; Peev, M. Novakovic, Dedechko, Sokolov; Sadikov, Kushev.
In panchina: Shumailov, A. Moryganov, V. Gagloev, Dzakhov, Pomerko, J. Knezevic, S. Volkov.
Note: espulso al 35' Sani Kaita per un intervento pericoloso a gamba alta.

Un deludente Alania non va oltre lo 0-0 contro un rimaneggiatissimo Amkar, non riuscendo a rialzarsi come era lecito attendersi dopo la netta (più nel gioco che nel risultato finale) sconfitta subita in quel di Nalchik. La sensazione è che i giallorossi abbiano sprecato una grossa opportunità di ottenere i primi tre punti stagionali contro un avversario ricco di defezioni ed arrivato a Vladikavkaz con l'obiettivo di tornare a casa con un punticino. Le squadre che lottano per non retrocedere ed in particolare le neopromosse spesso e volentieri costruiscono le proprie salvezze grazie ai successi ottenuti tra le mura amiche ed è per questo motivo che l'Alania rimpiange il fatto di aver ottenuto soltanto due punti su sei disponibili contro Saturn ed Amkar.
Ha sicuramente inciso sull'andamento della partita l'espulsione (rosso diretto per un intervento pericoloso e scomposto) di Sani Kaita, anche se solo fino ad un certo punto, perchè i padroni di casa nella prima mezzora non avevano mostrato il piglio giusto. Una situazione venutasi a creare dopo soli 35 minuti che ha scombussolato i piani di Shevchuk - che rispetto alla sconfitta con lo Spartak del Sud aveva lasciato in panchina Ivan Ivanov, Georgy Bazaev e Serhiy Kuznetsov - costretto a levare un centrocampista offensivo come il bulgaro Stoyanov per inserire il debuttante Georgy Gabulov (fratello minore di Vladimir, portiere della Dinamo e della nazionale) e soprattutto a giocare l'intera ripresa con un solo attaccante davanti, il povero Nizamutdinov abbandonato a sè stesso e mai assistito dai propri compagni. Unico a salvarsi ed ultimo ad arrendersi capitan Djambulad Bazaev. Non ha tempo da perdere l'ex storico vice di Valery Gazzaev, che sta incontrando delle inevitabili difficoltà con una squadra assemblata in tutta fretta e furia in poche settimane, ma che può contare su una rosa comunque di più che discreto valore, con la quale ci si può benissimo salvare.
Amkar sicuramente eccessivamente rinunciatario (mentalità del resto difensivista quella di Rakhimov), nella ripresa - soporifera e con pochissime emozioni - poteva provarci un pò di più avendo dalla sua parte la superiorità numerica, ma l'intenzione dei rossoneri - orfani dei vari Sirakov, Cherenchikov, Kalashnikov, Topchu, Grishin e Burmistrov - degli Urali era chiara: uscire da Vladikavkaz con un punto. E così è stato.


Anzhi Makhachkala - CSKA Mosca 1-2: 11' Streltsov; 49' Honda, 62' Necid.

Anzhi (4-4-1-1): Abaev 2; Agalarov 5,5, Pekovic 5, Tagirbekov 5, Kvirkvelia 7; Tsoraev 7, Bakaev 6, D. Ivanov 6 (dal 74' Barabadze 4,5), Streltsov 7; Khodjava 6 (dal 69' Arziani s.v.); Holenda 4,5.
In panchina: Revishvili, Gadjibekov, E. Mamaev, Timonov, Magomedov.
CSKA (4-2-3-1): Akinfeev 3; Nababkin 5, V. Berezutskiy 6,5, Ignashevich 6, Schennikov 6; Aldonin 4,5 (dal 46' Dzagoev 5), Rahimic 4; Krasic 5 (dall'89' Odiah s.v.), Honda 6, Mamaev 5,5 (dal 70' Semberas s.v.); Necid 6.
In panchina: Chepchugov, A. Berezutskiy, S. Oliseh, Guilherme.

L'altro anticipo del venerdì va di scena nell'inferno di Makhachkala, in Daghestan: si tratta di una gara condizionata dalle papere dei due portieri che hanno portato al vantaggio dei padroni di casa (terzo grave errore in poco tempo per Akinfeev, che aveva preso di tutto domenica scorsa nel derby contro la Dinamo terminato a reti bianche anche e soprattutto grazie a lui) ed al pareggio - direttamente su punizione - di Honda: il giapponese calcia molto bene, l'aveva già dimostrato a Sevilla, "alla Pirlo "ma in maniera leggermente più potente, un tiro che mette senza dubbio in difficoltà i portieri per il suo strano effetto... Però l'errore di Abaev sinceramente è parso proprio imbarazzante: l'ex estremo difensore della Torpedo ha mancato proprio la presa.
Poco giudicabile il CSKA, che ha vinto con il minimo sforzo un match nel quale i "Kony" hanno subito per buona parte del tempo l'iniziativa dei "Daghi". L'augurio di noi appassionati di calcio russo è che la testa dell'Armata Rossa fosse già tutta a San Siro, perchè altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi (fermo restando che Slutskiy ha fatto un minimo turnover - vedi presenza dall'inizio del nuovo acquisto Nababkin e del grande ex Elvir Rahimic - e che giocare a Makhachkala non è mai semplice).
Ha destato un'impressione tutt'altro che negativa il neopromosso Anzhi, che secondo chi vi scrive paga un mercato troppo povero, che non ha particolarmente rinforzato i biancoverdi che se si fossero mossi maggiormente sarebbe stato molto meglio in ottica salvezza. La squadra vincitrice dell'ultima Pervij Division non è comunque affatto da buttare, strameritava il pari per l'impegno che ci ha messo, però la difesa non sembra francamente prontissima a competere a certi livelli (immobili i due centrali in occasione del colpo di testa vincente di Necid) e l'attacco è pressochè inesistente (sia il ceco Holenda sia il giovane georgiano Barabadze - che nel finale s'è mangiato un gol già fatto - sono parsi inadeguati al contesto della RPL). Il centrocampo invece - che già nelle precedenti uscite aveva dimostrato di avere delle qualità non trascurabili - è valido, i due esterni Tsoraev e Streltsov (utilizzato a sorpresa sulla sinistra come esterno alto al posto dell'infortunato Josan, ma che rientrando sul destro superava avversari come birilli) hanno giocato una gran partita, così come Kvirkvelia, che ha letteralmente annullato Krasic; Bakaev come tipologia di giocatore ricorda se vogliamo il milanista Gattuso, Arziani e Dmitry Ivanov sono sembrati centrocampisti in grado di svolgere bene il cosiddetto "compitino" ed il numero 10 Khodjava, è sì un pò lento ma qualitativamente dotato. Con un paio di giusti rinforzi (e con la un pizzico di sfortuna in meno: l'incrocio dei pali centrato in pieno da Kvirkvelia su punizione è già il terzo legno per l'Anzhi, che ne aveva colpiti due a Perm) la promozione si può ottenere, soprattutto se sulla panchina arrivasse quel vecchio volpone di Gadji Gadjiev che qualche suo fedelissimo potrebbe portarselo dietro.


Sibir Novosibirsk - Spartak Nalchik 0-2: 17' e 53' Dyadyun.

Sibir (4-4-2): Kowalewski; Klimavicius, Vychodil, Filipenko (dal 56' Antipenko), Molosh (dal 20' Aravin); Chizek (dal 63' Astafjev), Bukhryakov, Shulenin, E. Zinovijev; Degtarev, Medvedev.
In panchina: Solosin, Valentic, L. Zuev, I. Shevchenko.
Spartak Nalchik (4-4-2): Fredrikson; Kisenkov, Djudovic, Amisulashvili, Filatov; Leandro, Kontsedalov, Geteriev, Gogua (dall'85' Bikmaev); Dyadyun (dal 90' Khatazhenkov), Siradze (dall'81' Patrick).
In panchina: Mandrykin, Vasin, Malyarov, Schanitsin.

Di finali e di gare da ultima spiaggia è ancora presto parlare. Tuttavia, per un Sibir che sembra avere sulla carta una delle rose meno talentuose del Campionato, la gara interna contro quella che potrebbe esser una diretta concorrente è una di quelle partite che non bisognerebbe mai e poi mai lasciare all'aversario. Ma a Novosibirsk - sotto una nevicata tipicamente siberiana - è andata diversamente, se è vero che lo Spartak Nalchik arrivato in Siberia con tutte le intenzioni di continuare la propria striscia positiva e consolidare il secondo posto in classifica in compagnia del Terek, Dinamo, CSKA e Zenit e tornato a casa con una preziosa vittoria che conferma l'ottimo stato di forma che stanno vivendo i rossobianchi allenati da quel vecchio volpone di Krasnozhan. Mattatore del match Dyadyun, mobile attaccante che avevamo indicato settimana scorsa come una delle possibili sorprese della Russian Premier Liga del 2010: intanto, per non saper nè leggere nè scrivere, ha cominciato a sbloccarsi, siglando i suoi primi due gol nella massima serie russa. In entrambe le marcature del giovane attaccante l'anno scorso in prestito dal Rubin al Tom Tomsk non ci ha fatto una bella figura la retroguardia del Sibir: clamoroso il pasticcio combinato da Kowalewski in occasione della rete dello 0-1, arrivato dopo che il portiere polacco in uscita aveva rinviato nel più goffo dei modi addosso ad un suo compagno; disattenta l'intera retroguardia nella circostanza che ha portato al raddoppio, con Dyadyun che è partito sul filo del fuorigioco, ha superato il numero uno avversario con un sombrero ed ha poi comodamente depositato in rete.


Krylya Sovetov Samara - Tom Tomsk 2-3: 5' aut. An. Ivanov, 12' aut. Gultyaev; 24' Michkov (rig.), 32' K. Kovalchuk, 39' Jokic.

Krylya Sovetov (4-4-1-1): Tsygan; Tsagallov (dal 50' Gridnev), Taranov, Belozerov, Budylin; Stavpets, Khozin, R. Adjindjal, Bober (dal 46' Samsonov); B. Petrovic (dal 68' Strelkov); Savin.
In panchina: D. Yurchenko, Léilton, Rylov, Alkhazov.
Tom (4-5-1): Pareyko; Gultyaev, D. N. Smirnov, Jokic, An. Ivanov; Kharitonov (dall'83' N. Nemeth), Kim Nam-Il, Michkov, K. Kovalchuk, Skoblyakov; Maznov (dall'89' Kiselev).
In panchina: Polyakov, Stroev, Tuev, S. Kovalchuk, V. Volkov.
Note: espulso al 90' Kim Nam-Il per doppia ammonizione.

Brutta davvero la sconfitta subita in casa e per giunta in rimonta dal Krylya Sovetov, ancora fermo a quota zero punti dopo tre giornate e desolatamente all'ultimo posto in classifica. Volendo si tratta del primo vero e proprio passo falso per le "Ali", che con lo Zenit ci avevano messo il cuore fino al 90' e che con la Loko, contro la quale avrebbero probabilmente perso anche senza sviste arbitrali, si erano comunque dati da fare. Nella sfida interna contro il Tom Tomsk, invece, avevano due gol di vantaggio e sono riusciti a perdere, facendosi rimontare già nel primo tempo. Un brutto colpo per il morale degli uomini del cugino di Valery Gazzaev, che poteva finalmente contare sui nuovi acquisti, tesserati proprio all'ultimo, con una buona parte di essi (vedi Tsygan, Samsonov, Stavpets, Khozin, Gridnev, Petrovic e Strelkov) subito buttati disperatamente nella mischia dall'ex allenatore del KamAZ. Con tre punti avrebbero avuto l'occasione di uscire dalla zona retrocessione, invece si ritrovano come detto ancora zero, con il morale sotto i tacchi.
Il Tom, che aveva di fatto regalato due reti (o meglio, due autoreti) al Krylya Sovetov in apertura, continua ad approfittare degli errori altrui ed ottiene il secondo trionfo consecutivo in salvezza, un bottino mica male per una squadra capace come poche altre in Russia di saper vendere cara la pelle. Salvarsi, se i siberiani non si deconcentrano, sarà un compito per altri.


Dinamo Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-1: 66' D. Kombarov (rig.); 12' Danny, 33' V. Bystrov.

Dinamo (4-4-2): V. Gabulov 5; K. Kombarov 5 (dal 57' Khokhlov 6), L. Fernández 5, Epureanu 5, D. Kombarov 6; Samedov 7, Wilkshire 5,5, Semshov 5,5 (dal 64' Ropotan 6), Cesnauskis 6 (dall'84' Granat s.v.); Kokorin 6, Voronin 6.
In panchina: Shunin, Kowalczyk, Kolodin, Rebko.
Zenit (4-2-3-1): Malafeev 6; Anyukov 5,5, Krizanac 5,5, Lombaerts 6, Hubocan 6; Denisov 6,5, Zyryanov 6,5; V. Bystrov 6,5 (dal 71' Huszti s.v.), Danny 7,5, Lazovic 7 (dall'83' Kanunnikov); Kerzhakov 6 (dal 90' Shirokov s.v.).
In panchina: Zhevnov, F. Meira, Lumb, Rosina.

Lo Zenit s'è presentato a Khimki per vincere e lo ha fatto. La Dinamo ha probabilmente iniziato meglio la gara, ma il predominio dei Poliziotti è durato poco, troppo poco. La supremazia dei padroni di casa ha portato ad un tiro d Kokorin, ben liberato da Semshov, e sul quale Malafeev ha avuto i suoi problemi. La Dinamo poteva prendere maggiormente coraggio, ma lo Zenit ha trovato subito il vantaggio che ha funzionato da apriscatola, un vantaggio che ha probabilmente rotto gli equilibri. Ogni volta che Danny e Lazovic riuscivano ad entrare in possesso della sfera ed a cercarsi tra di loro, per la Dinamo erano dolori. Proprio questo è accaduto nell'azione del vantaggio dello Zenit, con Lazovic che pesca Danny con una grande intuizione: seconda rete in tre gare per l'asso portoghese che ora vede il Sudafrica sempre meno lontano. La sfida sposta gli equilibri e consente allo Zenit di aggredire e dominare. Denisov e Zyryanov schiacciano la Dinamo nella propria metà campo ,le folate dei trequartisti alle spalle di un Kerzhakov volenteroso e forse anche eccessivamente generoso sono devastanti. Lazovic potrebbe marcare il secondo assist ma si dimentica che in mezzo all'area, completamente solo c'è Kerzhakov. Il suo tiro non causa problemi alla porta difesa da Gabulov. Il predominio dello Zenit è netto ,la squadra di San Pietroburgo è aggressiva, rapida, veloce e riesce ad aver la meglio anche su un campo non proprio perfetto .Il secondo gol è una semplice conseguenza, con ancora Lazovic a farsi pescare sulla sinistra, dimenticato dai giocatori in maglia blu, palla in mezzo del serbo e tiro di Danny che centra la traversa, Bystrov raccoglie e fa 0-2. Dinamo annullata, Zenit padrone del campo.
Nella ripresa i Meshki alzano un pò il piede, ma spesso rischiano di chiudere la pratica. Bystrov ha forse l'occasione più ntidia, ma non la sfrutta a dovere. La Dinamo ha un sussulto che gli consente di riaprire il match e di prendere man mano coraggio. Prima Samedov rischia il gol alla Maradona, dribbilando praticamente tutti i giocatori avversari, poi Kobelev azzecca la sostituzione di Semshov, insieme a Kerzhakov e naturalmente Danny il principale ex dell'incontro. Dentro Ropotan che, dopo una uscita non proprio ortodossa di Malafeev, si guadagna un calcio di rigore che il neo rigorista Dmitry Kombarov trasforma. Kobelev mette dentro anche Khokhlov per l'altro Kombarov, Kirill, e Granat per Cesnauskis. Poco prima Spalletti aveva deciso che la gara come al solito a sprazzi di Bystrov doveva finire per il più dinamico Huzsti. I "Poliziotti" comunque dopo il gol che consente loro di tornare in partita non riescono a metter più di tanto in difficoltà lo Zenit. Entrano anche Kanunnikov per Lazovic e Shirokov per Kerzhakov. Pur senza il ritmo dell'inizio, lo Zenit non corre rischi ed ottiene la seconda vittoria su due trasferte. Può essere soddisfatto Spalletti, che con il secondo tempo di domenica scorsa ed il primo di oggi spaventa il campionato.
Per quanto riguarda i singoli, non appare sicuro Malafeev che come sempre nelle ultime apparizioni non riesce a fare due cose buone consecutivamente.Non trattiene il tiro di Kokorin e rischia di mandare avanti la Dinamo subito. Poi è una sicurezza. Un paio di ottimi interventi, ma anche un'uscita da evitare che ha causato il penalty. Anyukov, preoccupato di Cesnauskis, spinge poco ed all'inizio soffre un pò. Gara diligente la sua, ma è ancora distante dall'Anyukov che tutti conoscono .La coppia centrale dopo i primi 10' soffre pochissimo. Krizanac ogni tanto si prende qualche strana licenza in avanti, Lombaerts è un'arma in più sulle palle inattive e nel primo tempo sfiora il secondo centro nelle ultime due gare Denisov, in dubbio sino alla vigili,a fa una partita diligente in copertura ed a tratti dispensa grandi palloni in avanti. Zyryanov non rischia dribbling, partita ordinata la sua. Nel trio delle meraviglie alle spalle di un Kerzhakov meno brillante del solito ma comunque elogiato da Spalletti per il grande lavoro svolto (notevole in particolare una sponda per Lazovic) si distinguono Lazovic, autentico stantuffo, uomo assist e sempre su ogni pallone ed il genio di Danny, che regala lampi di classe pura contro la sua ex amata squadra. Va vicino al gol, giganteggia e distribuisce perle a tutto campo .Bystrov si vede poco ,ma quando si vede fa male, vedi gol che chiude la gara
Ricapitolando, lo Zenit visto oggi è stato un grande Zenit, perlomeno nei primi 45'. Ricordiamo che Advocaat impiegò un anno abbondante prima di trovare la retta via. La mano di Spalletti è già evidente, nonostante siamo all'inizio e nonostante i campi siano ancora non propriamente verdi, lo Zenit gioca già un grande calcio, propositivo, veloce e con molte più soluzioni rispetto a quello povero di idee troppo spesso ammirato nella passata annata. Fondamentale in tal senso il completo recupero di Danny, la cui assenza si era inevitabilmente fatta sentire parecchio.
L'unica nota negativa i cori della tifoseria dello Zenit che hanno nuovamente infangato il nome di una leggenda come Lev Yashin. Purtroppo una parte della tifoseria ha scandito una frase che, messa su uno striscione, costò già una punizione al club finanziato e sponsorizzato dalla Gazprom a fine 2008.


Spartak Mosca - Lokomotiv Mosca 2-1: 11' Suchy, 18' Ari; 28' Aliev.

Spartak Mosca (4-3-1-2): Djanaev 6,5; Parshivlyuk 5,5, Jiranek 6, Suchy 6,5, Makeev 6; Sabitov 6,5, Sheshukov 6, Ibson 6 (dal 74' Ananidze s.v.); Alex Meschini 7; Ari 6, Welliton 5,5 (dal 46' Yakovlev 5) (dall'86' Bazhenov s.v.).
In panchina: Pesjakov, F. Kudryashov, Zotov, Saenko.
Lokomotiv Mosca (4-2-3-1): Guilherme 6; Kuzmin 5,5, Asatiani 5,5, Basa 6, Yanbaev 7; Charles 5 (dall'83' Gatagov), Tarasov 6; Torbinskiy 5 (dal 46' D. Traoré 5), Aliev 6,5, Glushakov 5,5; Sychev 5 (dal 71' Odemwingie s.v.).
In panchina: M. Cech, Sennikov, Smolnikov, Dujmovic.

Una gran traversa centrata su punizione da Aliev all'ultimo respiro è l'ultima emozione di un match calato di livello nel secondo tempo, dopo una prima frazione di gioco spettacolare.
Primi tre punti stagionali per lo Spartak di Karpin, che è riuscito meritatamente a prevalere sui concittadini della Loko, rimandati, ed ancora sconfitti in un big match. Negativo l'approccio iniziale (disastroso in particolare nei primi 15', con una gestione della palla a tratti quasi raccapricciante), poco convinta la reazione nella ripresa, anche a causa di qualche cambio discutibile di Semin. Nonostante un'abbondanza di giocatori di ottimo livello forse unica in RPL, la rosa della Loko paga il fatto di avere la difesa più debole tra le prime sei della classe (e fino a luglio mancherà anche Rodolfo!) e la mancanza di un bomber di razza. Qualche incertezza a centrocampo, con Charles parecchio impreciso e con Tarasov che ha iniziato a carburare tardi. Semin forse avrebbe fatto meglio a schierare in quella posizione Glushakov, totalmente fuori ruolo confinato sulla fascia. Inoltre, secondo chi vi scrive, Aliev dovrebbe abbassarsi maggiormente per ricevere palla. Fuori dalla partita Torbinskiy e Sychev, poi sostituiti, un mezzo disastro Traoré, tardivo l'ingresso di Odemwingie. Ottima invece la prestazione di Yanbaev, autore - dopo una gran discesa sulla corsia mancina - dell'assist per lo splendido terzo gol in altrettanti incontri di Aliev, una rete che ha riaperto la partita dopo il micidiale uno-due dei rossobianchi firmato Suchy ed Ari.
E' apparso in crescita lo Spartak, che nell'arco dei 90' ha convinto maggiormente in questo sentito derby moscovita piuttosto che settimana scorsa contro lo Zenit. Il migliore in campo è stato Alex, tornato a giocare ai sui suoi livelli dopo un inizio in sordina e che ci ha messo lo zampino in entrambe le reti (casuale la prima, in mischia così come contro lo Zenit). Karpin ha optato inizialmente per un centrocampo a rombo, una novità che potrebbe essere riproposta più volte in futuro, vista la scarsa abbondanza di esterni di ruolo nell'attuale rosa dei Myaso, con Sabitov e Sheshukov a coprire le spalle all'ex leader dell'Internacional e con l'altro brasiliano Ibson con una certa libertà di movimento. Modulo interessante, da riproporre. Welliton ed Ari possono costituire una coppia niente male. Il primo non ha giocato una partita indimenticabile, ed è rimasto negli spogliatoi all'intervallo a causa di un problema fisico; per sostituirlo Karpin ha pensato al ragazzino Yakovlev, che se escludiamo un tiro pericoloso, è stato più dannoso che utile. Ari bene nei primi 45', nei quali ha avuto modo di segnare il suo primo gol in Russia con una rischiosissima conclusione no-look che per poco il connazionale Guilherme non riusciva a respingere, male nella ripresa quando è stato facilmente contrastato dai difensori avversari e non ha sfruttato nel migliore dei modi un paio di opportunità. La retroguardia ha retto bene: Djanaev sicuro negli interventi, c'è ottimismo in ottica futura nei confronti di Suchy, che non sta facendo rimpiangere l'ottimo Stranzl ammirato nella passata stagione. Nel finale s'è rivisto Bazhenov, rientrato da un infortunio al menisco. In panchina c'era anche Saenko, fermo da quasi un anno. Insomma, uno Spartak che oltre ad iniziare a carburare, recupera anche i pezzi.


Rubin Kazan - Terek Grozny 0-0

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 7; Ansaldi 6,5, Orekhov 6, César Navas 5,5, Jordi Figueras 6; Noboa 6,5, Murawski 6; Gokdeniz Karadeniz s.v. (dal 10' Hasan Kabze 6) (dal 67' Portnyagin s.v.), Kasaev 6,5 (dal 75' P. Bystrov s.v.), Galiulin 6,5; Bukharov 5,5.
In panchina: Cheremisin, Salukvadze, Mischenko, Natkho.
Terek (4-4-2): Dikan 6,5; Utsiev 5, A. Ferreira 7, Omeljanchuk 6, Yatchenko 5,5; J. C. Arce 6,5 (dal 79' Katsaev s.v.), Georgiev 6, Lakhiyalov 5, Kobenko 6 (dall'89' Mauricio s.v.); Bracamonte 6, Asildarov 5,5 (dall'87' Sadaev s.v.).
In panchina: Godzyur, Haymovich, D. A. Smirnov, Gvazava.

Dopo Rubin-Loko, ecco un'altra partita - casualmente ancora giocata a Kazan - ROVINATA. E' una VERGOGNA. Il Rubjn, la squadra Campione di Russia, e sottolineo Campione di Russia, con un campaccio del genere è un fatto vergognoso, inamissibile. Un terreno di gioco che non andrebbe bene neanche per la Serie C, figuriamoci per una partita (peraltro venduta all'estero; grave errore questo, soprattutto nella stessa giornata in cui si disputava anche il ben più attraente derby fra Spartak e Lokomotiv) del massimo torneo russo. Bisognerebbe PROIBIRE al Rubin di giocare in casa fino a quando il terreno non sarà rimesso a posto. Uno scempio totale.
Per non parlare poi del resto, leggasi cornice di pubblico: stadio semi-vuoto per la squadra Campione di Russia...
Con la speranza che voi lettori abbiate perdonato questo sfogo un pò fuori dalle righe ma pur sempre giustificato, va detto che la partita - terminata ingenerosamente a reti bianche - non è stata neanche così male, con le due compagini che si sono quantomeno impegnate a provare a giocare a calcio palla a terra. Per quanto possibile, naturalmente. Un campo che non ha penalizzato solamente il Rubin, ma anche il Terek, che schierava una formazione teoricamente molto offensiva, con un centrocampo iper-tecnico composto dal boliviano Arce, dal fantasista Lakhiyalov, dal bulgaro Georgiev e dal principale ex dell'incontro, Kobenko, che con la formazione tartara si laureò Campione di Russia nel 2008.
Un punto guadagnato sul campo con una prestazione di buon livello per i ceceni, che nella seconda frazione di gioco hanno più volte sfiorato il vantaggio (sempre su palla inattiva), in particolare con Asildarov, per il resto un pò in ombra. Un buon undici quello mandato in campo da Baidachniy, sulla carta molto (troppo) offensivo, anche se Bracamonte s'è sacrificato moltissimo, giocando di fatto da centrocampista aggiunto e lo stesso Georgiev (per non parlare pi di Lakhiyalov) ha arretrato la propria posizione. Probabilmente con un campo diverso, il Terek si sarebbe maggiormente sbilanciato, ma allo stesso tempo avrebbe creato più problemi con azioni palla a terra, visto che di giocatori tecnici in campo ne schierava più di uno.
Il Rubin, oltre a dover giocare le gare casalinghe su quello sciempio da terza categoria, ha pagato ancora la grana infortunati: alla lunga lista si sono aggiunti Fatih Tekke (non convocato) e Gökdeniz Karadeniz, sostituito in apertura dal connazionale Hasan Kabze. Berdyev ha ritrovato il giovane uzbeko Galiulin, che sta trovando a sorpresa spazio in questo inizio di stagione: è andato bene l'esterno sinistro, che ha saltato spesso e volentieri il diretto avversario. Buona prova offerta anche da Ansaldi (tornato a giocare a destra dopo parecchio tempo, con lo spagnolo Jordi sulla corsia opposta), Noboa e Kasaev, che però non sono bastati al Rubin per fuggire per la prima volta in stagione e per ottenere la terza vittoria di seguito.


Rostov - Saturn Ramenskoe 1-0: 17' Pavlenko.

Rostov (4-4-1-1): Radic; Cherkes, I. Okoronkwo, Ghionea, Andjelkovic; Lebedenko (dal 69' Blatnjak), Gatkan, Kulchiy, Kalachev; Pavlenko (dal 72' Ahmetovic); Adamov (dall'82' S. Ivanov).
In panchina: M. Kabanov, Khagush, Grigalava, Lutsenko.
Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa, Bryzgalov, Grachev, Nakhushev; Evseev, Nemov; Al. Ivanov (dal 75' Kovel), Karyaka, Boyarintsev (dal 60' Loskov); Jakubko (dal 45' Kirichenko).
In panchina: A. Rebrov, Igonin, D. Kudryashov, Sapeta.

Vittoria di misura del Rostov sul Saturn, grazie al primo centro stagionale di Alexander Pavlenko, centrocampista classe 1985 in prestito dallo Spartak Mosca, bravo ad anticipare tutti sul primo palo ed a svettare sul perfetto traversone dalla sinistra di Lebedenko, eletto miglior giocatore dei gialloblù del Sud della Russia nel 2009. Un predominio territoriale mai in discussione quello dei padroni di casa, più volte andati vicino al raddoppio che avrebbe fotografato al meglio il reale andamento del match: da segnalare le chance capitate ad Adamov ed a Kalachev, con quest'ultimo che prima con un colpo di testa ravvicinato ha chiamato Kinsky al miracolo (riflesso davvero straordinario quello del portiere ceco), poi ha sfiorato il palo con una splendida conclusione improvvisa dai 20 metri ed infine ha ancora una volta impegnato il numero 1 degli "Alieni" con un temibile destro da fuori.
Salgono così a quota 4 punti gli uomini di Dolmatov, rimangono a 2 quelli di Gordeev, partiti col freno a mano tirato anche a causa delle tante assenze (sono tornati però ad essere disponibili gli esperti Boyarintsev, Igonin e Loskov, con quest'ultimo entrato nel finale).


CLASSIFICA:
1. Spartak Nalchik 7
2. Rubin Kazan 7
3. Zenit San Pietroburgo 7
4. CSKA Mosca 7
5. Tom Tomsk 6
6. Terek Grozny 5
7. Spartak Mosca 4
8. Dinamo Mosca 4
9. Amkar Perm 4
10. Rostov 4
11. Lokomotiv Mosca 3
12. Alania Vladikavkaz 2
13. Saturn Ramenskoe 2
14. Anzhi Makhachkala 1
15. Sibir Novosibirsk 1
16. Krylya Sovetov Samara 1


CLASSIFICA "BOMBARDIERI":
3 reti:
Alexander Aliev (Lokomotiv Mosca, 1 rigore).
2 reti: Vladimir Dyaydun (Spartak Nalchik), Alexander Bukharov (Rubin Kazan), Miguel Danny (Zenit San Pietroburgo), Keisuke Honda (CSKA Mosca), Sergey Kornilenko (Tom Tomsk), Alexey Ivanov (Saturn Ramenskoe).


TOP-11 (4-4-1-1):

Ryzhikov (Rubin)

Yanbaev (Lokomotiv), Suchy (Spartak Mosca), Jokic (Tom), Kvirkvelia (Rubin)

Streltsov (Anzhi), Denisov (Zenit), Alex (Spartak Mosca), Lazovic (Zenit)

Danny (Zenit)

Dyaydun (Spartak Nalchik)


FLOP-11 (4-4-2):

Abaev (Anzhi)

K. Kombarov (Dinamo), I. Okoronkwo (Rostov), Pekovic (Anzhi), An. Ivanov (Tom)

Torbinskiy (Lokomotiv), S. Kaita (Alania), Rahimic (CSKA), Chochiev (Alania)

Sychev (Lokomotiv), Holenda (Anzhi)





2 commenti:

JAT 64 ha detto...

Non sono molto d'accordo sul fatto che lo Zenit giochi già un gran calcio. E vero che corrono molto ma la manovra mi sembra molto prevedibile... l'unico che ha qualche lampo di genio nei pochi spezzoni che ha giocato è Rosina che non capisco come mai spalletti non lo utilizzi di più....mi sembra preoccup il fatto che kerzhakov non abbia ancora segnato. uno come lui dovrebbe stare più in area che svariare per il campo....la difesa poi la conosciamo è quella che ha preso 4 gol dal Nacional di Madeira per esempio e non è molto affidabile.Forse questa rosa può bastare per il campionato russo ma se lo zenit vuole fare strada anche in europa non credo che basti e penso che un allen come spall lo sappia.non ho capito la cessione di semshov che mi sembra la stessa storia di puygrenier. fra l'altro semsh è uno che segna anche. certo però che di centrocamp a s pietr in questi anni hanno fatto la raccolta.

Kerzhakov91 ha detto...

Beh insomma, non sono molto d'accordo, il migliore giocatore dello Zenit visto fino a questo momento è stato senz'altro Danny, dai ;)
Anche secondo me Rosina meriterebbe più spazio (sembra che Spalletti, come del resto Davjdov, gli preferisca anche l'ungherese Huszti, troppo spesso nè carne nè pesce), ma davanti ha Bystrov, Danny e Lazovic... tre giocatori oggettivamente più forti (e neanche di poco), al momento titolari quasi inamovibili.
Considero fondamentale il movimento senza palla di Kerzhakov, che crea gli spazi per gli inserimenti dei compagni: un lavoro oscuro, non sempre notato, ma preziosissimo ed infatti elogiato dal tecnico di Certaldo. Il gol può diventare un problema, è vero, speriamo si sblocchi sabato... Mi sembra evidente però che in attacco non basti soltanto lui, serve un'alternativa di spessore, a tutti i costi (giocatore che non può non arrivare in estate).
Dietro c'è qualcosa che non convince neanche me, ti dirò che al momento il centrale che mi dà più garanzie è lo slovacco Hubocan, impiegato come terzino in queste prime uscite. Meira e Lombaerts comunque sono due difensori di buon livello, un pò meno Krizanac, inaffidabile come titolare (spero sia soltanto una scelta momentanea). Non lo so se arriverà un centrale difensivo, forse sì, sicuramente ci sarà da comprare un terzino sinistro, visto il siluramento di Sirl.
Semshov si poteva anche trattenere, però con il cambio di modulo avrebbe probabilmente trovato troppo poco spazio, e poi credo che la dirigenza voglia intervenire nel reparto di centrocampo acquistando un altro giocatore (e allora si può capire la scelta di rinunciare a Semshov, vista già la presenza degli incedibili Denisov e Zyryanov, di Shirokov che ha caratteristiche differenti e di Fayzulin che ha quasi 10 anni in meno). Inoltre, anche se non ufficialmente, credo che sia un pò rientrato nell'operazione che ha riportato a Piter Kerzhakov.