sabato 31 luglio 2010

REVIEW 14ª Giornata RPL 2010


Sabato 24 luglio


Alania Vladivkavkaz - Tom Tomsk 2-1: 59' Marenich, 70' Gnanou; 14' Kornilenko (rig.).

Alania (4-5-1): M. Kerzhakov; Rotenberg, Gnanou, I. Ivanov, Akés Dacosta; Stoyanov, Florescu, G. Gabulov, Kirillov (dal 66' Oganyan), Marenich (dal 79' Gogichaev); Nizamutdinov.
In panchina: Khomich, Mamah, Mashukov, Bibilov, Tsarikaev. Allenatore: Shevchuk.
Tom (4-4-1-1): Pareyko; Gultyaev (dal 67' An. Ivanov), D. N. Smirnov, Djioev, Skoblyakov; Klimov, Kim Nam-Il, Michkov, S. Kovalchuk; Kharitonov (dal 61' Dzyuba); Kornilenko (dall'83' Maznov).
In panchina: Polyakov, Stroev, K. Kovalchuk, Prudnikov. Allenatore: Nepomniachiy.

SINTESI: http://rfpl.org/videotapes?id=2012

Termina la brutta serie di quattro sconfitte consecutive dell'Alania, che non vinceva dal 10 maggio, quando rifilò ben cinque pappine allo Spartak Mosca. E' un successo in rimonta quello ottenuto dai ragazzi di Vladimir Shevchuk, che ricorda il 2-1 con il quale superarono l'altra compagine siberiana, il Sibir, ad inizio torneo. Il primo tempo s'era concluso con gli ospiti in avanti, grazie al nono centro di Sergey Kornilenko, abile a procurarsi il penalty ed a trasformarlo. La reazione degli osseti non s'è fatta però attendere: già vicini al gol in alcune circostanze nei primi 45', nella seconda frazione di gioco, un Alania volitivo e convinto dei propri mezzi è riuscito prima a trovare il pari grazie al terzo sigillo del 21enne Marenich, lanciato in profondità sul filo del fuorigioco dall'ivoriano Akés Dacosta, e poi a ribaltare il punteggio grazie ad un colpo di testa di Gnanou sugli sviluppi di un corner. Il difensore centrale del Burkina Faso è riuscito così a farsi perdonare dopo la sciocchezza commessa in precedenza (era stato lui a stendere in area di rigore il bomber del Tom).
Per quanto concerne il Tom, l'involuzione della squadra siberiana è evidente: chissà che Klimov e compagni non tornino a fare punti proprio a partire dal prossimo turno, ovvero quando affronteranno il Sibir, nel primo derby siberiano nella storia della RPL.


Rostov - Zenit San Pietroburgo 1-3: 89' Lebedenko (rig.); 45' A. Kerzhakov, 50' Danny, 70' Fayzulin.

Rostov (4-4-2): Amelchenko 5; Cherkes 6, I. Okoronkwo 5, Živanović 5,5, Anđjelković 6,5; Valikaev 5,5, Gaţcan 6, Kulchiy 5,5 (dal 61' Blatnjak 6), Lebedenko 6,5; Adamov 5,5 (dal 75' Ahmetović s.v.), Akimov 5 (dal 46' Pavlenko 5).
In panchina: Radić, Khagush, Ghionea, Grigalava. Allenatore: Protasov.
Zenit (4-2-3-1): Zhevnov 6; Anyukov 5,5, F. Meira 6, Lombaerts 5,5, Hubočan 6; Denisov 6,5, Shirokov 6; Rosina 7 (dal 55' Ionov 5,5), Fayzulin 6, Danny 7 (dall'82' Zyryanov s.v.); A. Kerzhakov 6 (dal 75' Kanunnikov s.v.).
In panchina: Borodin, Cheminava, V. Bystrov, Huszti. Allenatore: Spalletti.

SINTESI: http://rfpl.org/videotapes?id=2014

Chi vi scrive va controcorrente, perchè è un pò preoccupato per il futuro dello Zenit, poichè è un periodo nel quale sta andando tutto fin troppo bene bene alla squadra allenata da Luciano Spalletti. Anche nelle difficoltà (ed il match di Rostov era difficile, se i Meshki non l'avessero sbloccata a fine primo tempo non so come sarebbe andata a finire) riesce sempre a venirne fuori, basta un'accelerazione fatta come si deve per trovare il gol. Per carità, questo è un pregio non da poco, ma la sensazione però è che questo momento magico (più che a livello di gioco a livello di risultati e di episodi favorevoli) non possa durare in eterno.
La gara disputata nel Sud della Russia non è stata affatto semplice, nel primo tempo gli ospiti hanno infatti sofferto la pressione dei padroni di casa, che hanno giocato su un ritmo altissimo, pressando e raddoppiando costantemente i giocatori in maglia biancoblù, Danny in primis. Protasov l'aveva insomma preparata bene. Ciò nonostante, lo Zenit è riuscito a sbloccare il match verso la fine della prima frazione di gioco: merito della caparbietà di Rosina, che invece di accontentarsi ha puntato l'uomo, s'è portato la palla sul piede debole, il destro, ma è riuscito lo stesso a far passare la sfera, trovando sul secondo palo tutto libero Kerzhakov, che finalmente ha ritrovato il gol dopo una lunga astinenza. In seguito al vantaggio, la gara è stata in discesa per lo Zenit, anche perchè il club di Piter ha trovato l'immediato raddoppio ad inizio ripresa: un gol bellissimo, con controllo in corsa e potente destro immediato che si insacca sotto l'incrocio, da parte di Miguel Danny. E' ancora il portoghese, ben servito da uno stacco aereo di Kerzhakov (che a sua volta era stato pescato da un colpo d'esterno destro di Hubočan) ad imbeccare Fayzulin, firmando l'assist per lo 0-3 che chiude definitivamente l'incontro. Il Rostov trova il meritato gol della bandiera da dedicare ai suoi tifosi (che continuavano ad incitare la squadra: bravi) con Lebedenko, che prima si procura con un bel guizzo il penalty e poi lo trasforma spiazzando Zhevnov.


Rubin Kazan - Dinamo Mosca 2-0: 55' e 63' Kasaev.

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6,5; Salukvadze 6, Orekhov 6,5, César Navas 6,5, Ansaldi 6; Murawski 6,5, Sibaya 6; P. Bystrov 6 (dall'81' Gorbanets s.v.), Semak 6,5, Kasaev 8 (dal 75' Ryazantsev s.v.); Gökdeniz Karadeniz (dall'85' Balyaikin s.v.).
In panchina: Cebanu, Jordi, Galiulin, Mirzaev. Allenatore: Berdyev.
Dinamo (4-4-1-1): V. Gabulov 6; Wilkshire 5,5, Kolodin 6, L. Fernández 5,5, Granat 5; Samedov 5,5, Khokhlov 6, Rebko 5 (dal 76' Kowalczyk s.v.), D. Kombarov 5,5; Semshov 5,5; Kokorin 6 (dal 69' Logua s.v.).
In panchina: Shunin, Mijušković, Komisov, Voronin. Allenatore: Božović.

SINTESI: http://rfpl.org/videotapes?id=2013

Successo meritato quello ottenuto dal Rubin nel principale big match del 14° turno. Secondo tempo pressochè perfetto dei Tartari dopo una prima frazione di gioco poco emozionante (una sola occasione per Semak). Hanno giocato di fatto senza centravanti, l'uomo più avanzato era Karadeniz, che è stato schierato prima punta così come nelle due gare contro il Barcelona nella scorsa edizione della Champions League. Il grande mattatore del match è stato però Alan Kasaev, autore di una splendida doppietta. Gol d'autore il secondo, veramente bellissimo, nel quale ha saltato prima un avversario tagliando da sinistra verso destra, poi ha messo a sedere El Coti Fernández, ha disorientato Kolodin ed infine con un potente destro rasoterra ha battuto Gabulov. Un gran gol davvero ed una prestazione sontuosa dell'ala osseta che ci auguriamo Advocaat convochi in nazionale per testarlo. Una volta passati in vantaggio i giocatori in maglia granata hanno avuto la possibilità di giocare come prediligono, vale a dire di rimessa e la partita è praticamente finita. Sì, ok, la Dinamo ha centrato una traversa con Khokhlov e Ryzhikov ha fatto qualche buon intervento (nessuno eccezionale, a differenza di settimana scorsa contro lo Spartak Mosca, quando si superò), ma il risultato non è stato mai in discussione.


Domenica 15 luglio

Sibir Novosobirsk - Lokomotiv Mosca 2-2: 49' Medvedev, 67' Molosh; 16' e 31' Aliev.

Sibir (4-4-2): Kowalewski 5; Valentić 5,5, Filipenko 5,5, Vychodil 5, Molosh 7,5; Astafjev 6,5, Makarenko 5,5 (dal 59' I. Shevchenko 6), Nagibin 6, Čhížek 6 (dal 69' Aravin s.v.); Antipenko 6 (dal 79' Shulenin s.v.), Medvedev 6,5.
In panchina: Solosin, Klimavičius, Shumov, Degtyarev. Allenatore: Kriuschenko.
Lokomotiv (4-2-3-1): Guilherme 7; Smolnikov 6, Asatiani 5, Rodolfo 5,5, Yanbaev 5,5; Tarasov 6, Wagner 5 (dall'80' Glushakov s.v.); Maicon 6, Aliev 7,5, Torbinskiy 5,5 (dal 46' Dujmović); Sychev 5,5.
In panchina: M. Čech, Kuzmin, Baša, Gatagov. In panchina: Semin.

SINTESI: http://rfpl.org/videotapes?id=2016

Partita semplicemente fantastica quella che andata di scena a Novosibirsk, ricca di gol spettacolari e di emozioni a non finire. I Ferrovieri, alla ricerca della quarta vittoria consecutiva, si erano ritrovati avanti di due gol quasi per caso, sfruttando nel migliore dei modi due punizioni dai 40 metri, entrambe trasformate (avete capito bene) dallo specialista Alexander Aliev, sempre più capocannoniere del torneo. L'ucraino, se continua così, rischia di diventare quasi illegale, visto che con lui in campo ogni calcio di punizione può essere letale. Pazzesca, in particolare, la prima esecuzione, un destro violentissimo che non ha lasciato scampo all'incolpevole Kowalewski, che viceversa ha parecchie responsabilità sulla seconda rete, sebbene sia stato ostacolato dal perfido Jabulani e dal rimbalzo dello stesso sul terreno.
Il Sibir, come al solito, non si arrende alle prime avversità e ad inizio ripresa accorcia le distanze con Medvedev, continua ad attaccare con parecchi uomini e trova il punto del 2-2 con un altro missile dalla lunghissima distanza, questa volta addirittura in corsa, ad opera del "Roberto Carlos di Bielorussia" (mai un soprannome fu più appropriato), Dmitry Molosh. I siberiani quando giocano sulle ali dell'entusiasmo si esaltano, sfiorano più volte la rete del 3-2 (negata solamente da un ottimo Guilherme), ma rischiano di essere beffati nel finale, quando un colpo di testa del subentrato Traoré esce di poco. Sarebbe stata un'ingiustizia, perchè l'impegno ed il carattere di un Sibir mai domo meritavano di essere premiati almeno con un punto.


Amkar Perm - Saturn Ramenskoe 0-1: 22' Boyarintsev.

Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, Cherenchikov, V. Kalashnikov, Gaál (dal 68' A. Popov); Makagonov (dal 53' Topchu), M. Novaković, Kolomeytsev, Grishin; Vito, Kushev.
In panchina: Usminskiy, Gagloev, Sokolov, Subotic, Sadikov. Allenatore: Rakhimov.
Saturn (4-2-3-1): A. Rebrov; Angbwa (dall'87' Grachev), Zelão, Igonin, Nakhushev; Evseev (dal 74' Vorobjev), Sapeta; Al. Ivanov, Makhmudov (dall'80' Zinovich), Boyarintsev; Kirichenko.
In panchina: Chilyushkin, Parfenov, Nikitinskiy, Jakubko. Allenatore: Gordeev.

SINTESI: http://rfpl.org/videotapes?id=2019

E' ufficialmente guarito il Saturn, che dopo una partenza ad handicap ora sta riguadagnando posizioni su posizioni. Andando a vincere a Perm, ha superato in classifica anche il tutt'altro che convincente Amkar di Rakhimov, in assoluto una delle squadre più "piatte", con meno talento e con meno soluzioni offensive del torneo. Nonostante il risicato punteggio finale, non è mai stata in discussione la leadership degli Alieni, che hanno sfiorato in diverse altre circostanze la rete del raddoppio, in particolare con il camerunense Angbwa, sfortunato sotto porta (prima centra la traversa, poi un suo colpo di testa viene salvato sulla linea di porta). Ci sarà da lavorare parecchio per Rakhimov, con la dirigenza che dovrà intervenire sul mercato, perchè la squadra degli Urali al momento è una delle principali candidate a retrocedere.


Anzhi Makhachkala - Terek Grozny 1-0: 75' Tsoraev.

Anzhi (4-4-1-1): Abaev; Shukurov, Peković, Tagirbekov, Kvirkvelia; Josan (dal 66' Streltsov), Bakaev, Kébé, Agalarov; Tsoraev (dall'82' E. Mamaev); Gadjibekov (dal 60' Holenda).
In panchina: Revishvili, Arziani, Timonov, Iluridze. Allenatore: Gadjiev.
Terek (4-4-2): Dikan; Utsiev, A. Ferreira, Haymovich (dal 76' Sadaev), Yatchenko; Katsaev (dal 54' J. C. Arce), Maurício, Essame (dall'85' Gvazava), Lakhiyalov; Asildarov, Bracamonte.
In panchina: Godzyur, Omeljanchuk, Ediev, D. A. Smirnov. Allenatore: Baidachniy.

SINTESI: http://rfpl.org/videotapes?id=2020

Ci pensa il solito Tsoraev, il migliore dell'Anzhi in questo 2010, a regalare tre punti d'oro ai Daghi nel sentito derby caucasico contro il Terek. E' stato un vero peccato che la gara, per motivi di ordine pubblico, abbiano deciso all'ultimo di farla giocare in campo neutro, a Vladikavkaz. Risultato: stadio inevitabilmente semivuoto (paradossalmente c'erano molti più tifosi del Terek) ed atmosfera inesistente, o comunque non incandescente come sarebbe certamente stata a Makhachkala.
Terek sicuramente molto sfortunato: due legni colpiti (il primo da Antonio Ferreira, il secondo da uno dei due grandi ex della partita, Shamil Asildarov, nativo di Makhachkala così come il suo compagno Lakhiyalov) ed altre occasioni create. I ceceni hanno mantenuto il comando delle operazioni per gran parte del match, hanno creato molte più occasioni rispetto agli avversari, ma escono dallo stadio dell'Alania a mani vuote. Non meritavano di certo di perdere, così come avrebbero meritato di avere almeno 3 punti in più in classifica. Il calcio però è così: basta un errore (uno dei primi stagionali) del tuo portiere e puoi perdere una partita che hai avuto sotto controllo per larghi tratti.


Krylya Sovetov Samara - Spartak Mosca 0-0

Krylya Sovetov (4-4-2): Lobos; Khozin, Taranov, Belozerov, Budylin; Stavpets, R. Adjindjal, O. Ivanov (dal 71' B. Petrović), Tkachev (dal 74' Samsonov); Strelkov, Savin.
In panchina: Tsygan, N. Đjorđjević, Tsallagov, Alkhazov. In panchina: Y. Gazzaev.
Spartak Mosca (4-2-3-1): Pesjakov; Parshivlyuk, Suchý, Stranzl, Makeev; Sheshukov, Ibson; Saenko (dal 77' Bazhenov), Ananidze (dall'85' Yakovlev), C. Maidana (dal 68' Al. Kozlov); Ari.
In panchina: Djanaev, Jiránek, F. Kudryashov, Zotov. Allenatore: Karpin.

Note: espulso al 90' Sheshukov (Spartak Mosca) per doppia ammonizione.

SINTESI: http://rfpl.org/videotapes?id=2028

Non ne va obiettivamente bene una allo Spartak, rimasto a secco dopo la scorpacciata di gol contro il Sibir: dopo Ryzhikov settimana scorsa, gli uomini di Karpin trovano sulla propria strada un altro portiere (molto meno forte) in giornata di grazia, vale a dire il cileno Lobos, che ha preso letteralmente di tutto e di più. I vari Ari, Stranzl, ancora Ari ed Ananidze si sono tutti visti respingere le loro conclusioni a botta sicura dall'estremo difensore del Krylya Sovetov. Senza dimenticare poi i due tentativi di Ibson usciti veramente per una questione di centimetri. Promosso, dopo la prova titubante contro i siberiani, anche l'altro portiere, Pesjakov, bravo a distendersi per deviare in calcio d'angolo un tiro rasoterra di Oleg Ivanov (tornato titolare dopo il lungo infortunio) ed a bloccare un violento destro di Savin.
Un punticino d'oro per il Krylya Sovetov, ultimo in classifica in coabitazione con il Sibir. Nonostante il buon risultato ottenuto Yuri Gazzaev (cugino del più famoso Valery) s'è comunque dimesso: non sarà più lui il tecnico del Krylya Sovetov.


CSKA Mosca - Spartak Nalchik 1-2: 45'+1 Necid; 8' Siradze, 44' Gogua.

CSKA (4-2-3-1): Akinfeev 6,5; Odiah 5, V. Berezutskiy 5, Ignashevich 5,5, Schennikov 5; Šemberas 5, Mamaev 4,5 (dal 74' Aldonin s.v.); Krasić 4,5 (dal 65' Guilherme 6), Dzagoev 5, M. González 5 (dal 46' S. Oliseh 5,5); Necid 6.
In panchina: Chepchugov, Nababkin, A. Berezutskiy, Rahimić. Allenatore: Slutskiy.
Spartak Nalchik (4-4-2): Fredrikson 6,5; Khatazhenkov 7, Džudović 6,5, Vasin 6,5, Kisenkov 6,5; Leandro 6, R. Kontsedalov 7, Geteriev 7, Gogua 7,5 (dal 46' Schanitsin 6,5); Dyadyun 6,5 (dall'88' Malyarov s.v.), Siradze 6,5 (dall'81' Goshokov s.v.).
In panchina: Mandrykin, Pliev, Mochalin, Shalaev. Allenatore: Krasnozhan.

SINTESI: http://rfpl.org/videotapes?id=2025

Grandissimo Spartak Nalchik, squadra che meriterebbe di essere maggiormente celebrata dai media (russi e non): senza un soldo riesce sempre a disputare sorprendenti stagioni e quest'anno si sta superando. Merito di Yuri Krasnozhan, da anni ormai uno dei migliori tecnici russi, principale artefice dell'ennesimo miracolo chiamato Spartak Nalchik. La sua squadra è sempre ordinata in campo, gioca un calcio semplice ma efficace, tutto sommato anche bello a vedersi, e dietro - nonostante la partenza di Amisulashvili - concede poco. Una macchina quasi perfetta, che ha ripreso a girare dopo i due brutti stop consecutivi in Coppa di Russia (addirittura 5-0 subito dal Volga Nizhniy Novgorod) ed in campionato (il 3-1 contro il Saturn nello scorso turno), con un centrocampo che in particolare funziona a meraviglia. Kontsedalov e Geteriev sono due centrocampisti completi, entrambi da tenere d'occhio in ottica nazionale; Gogua si conferma quel giocatore di ottimo livello qual è. Ma, in generale, è tutta la squadra a brillare, anche chi non ti aspetti, come il terzino destro Khatazhenkov, autore del perfetto assist per il raddoppio di Gogua, o Schanitsin, entrato nella ripresa al posto dello stesso georgiano.
CSKA irriconoscibile, è un peccato veder giocare così male una compagine dall'ottimo potenziale offensivo come l'Armata Rossa, che viene così sorpassata in classifica dal Rubin, oltre che ulteriormente staccata dallo Zenit. Nocivo Krasić: ormai è chiaro che l'esterno serbo abbia la testa altrove, a questo punto è inutile farlo giocare, si rischia solo di far calare le sue quotazioni, già in ribasso dopo un Mondiale tutt'altro che eccezionale. Mai in partita Dzagoev, addirittura peggio di lui Mamaev e Mark González. Insomma, un mezzo disastro collettivo, dal quale si sono salvati giusto Akinfeev e Necid (più che altro per il gol).


CLASSIFICA:
1. Zenit 36
2. Rubin 29
3. CSKA 27
4. Spartak Nalchik 25
5. Lokomotiv 22
6. Spartak Mosca 20
7. Rostov 19
8. Tom 18
9. Dinamo 18
10. Terek 17
11. Anzhi 16
12. Alania 15
13. Saturn 14
14. Amkar 12
15. Sibir 9
16. Krylya Sovetov 9



CLASSIFICA "BOMBARDIERI":
11 reti: Aliev (Lokomotiv, 1 rigore).
9 reti: Kornilenko (Tom, 5).
7 reti: Welliton (Spartak Mosca, 1).
6 reti: Dzagoev (CSKA, 2).
5 reti: Danny, V. Bystrov (Zenit), Guilherme (CSKA), Adamov (Rostov, 1), Asildarov (Terek), Tsoraev (Anzhi), Kirichenko (Saturn, 1), Medvedev (Sibir).

TOP-11


(4-2-3-1)

Lobos (Krylya Sovetov)

Khatazhenkov (Spartak Nalchik), Džudović (Spartak Nalchik), Orekhov (Rubin), Molosh (Sibir)

R. Kontsedalov (Spartak Nalchik), Geteriev (Spartak Nalchik)

Kasaev (Rubin), Aliev (Lokomotiv), Gogua (Spartak Nalchik)

Danny (Zenit)


FLOP-11

(4-2-3-1)

Dikan (Terek)

Sirakov (Amkar), V. Berezutskiy (CSKA), Asatiani (Lokomotiv), Granat (Dinamo)

Sheshukov (Spartak Mosca), Mamaev (CSKA)

Krasić (CSKA), Dzagoev (CSKA), M. González (CSKA)

Vito (Amkar)

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