giovedì 17 marzo 2011

Il punto sulla 1ª Giornata della RPL 2011-12: analisi di tutte le partite


La Russian Premier Liga è tornata, la Russian Premier Liga è ripartita. Nell'anno dei cambiamenti epocali, quello che è già stato definito all'unisono il "campionato di transizione" è iniziato sabato e ci accompagnerà per oltre un anno, fino alla fine prevista addirittura per il mese di maggio del 2012. Nel 2011 non verrà dunque assegnato nessuno scudetto. Al termine dell'anomalo torneo, come vi avevo già preannunciato nell'articolo di presentazione sul Campionato Russo 2011-12, la formula adottata dalla RPL sarà la stessa applicata nei maggiori campionati dell'Europa Occidentale, quella insomma nota a tutti.
Un primo turno che ha mantenuto le aspettative, regalando anche qualche inaspettato colpo di scena, e che merita perciò di essere analizzato come si deve.


Partite di sabato 12 marzo

Anzhi Makhackala - Krasnodar 0-0

Anzhi (4-4-1-1): Revishvili 6; Angbwa 5,5, Gadjibekov 5,5, Tagirbekov 6, R. Carlos 6; Al. Ivanov 5 (dal 69' Bakaev s.v.), Akhmedov 6 (dall'82' D. Tardelli s.v.), Jucilei 5,5, Agalarov 5,5; Lakhiyalov 5; Slavov 4,5 (dal 46' Holenda 5,5).
In panchina: A. Makarov, Kļava, Mirzabekov, M. Gadjiev. Allenatore: G. Gadjiev 5,5.
Krasnodar (4-5-1): Gorodov 6,5; Vranješ 6, Amisulashvili 6, Tubić 6, Anđjelković 6,5; Tatarchuk 6, Kulchiy 6,5 (dall'85' Shipitsin s.v.), Drinčić 5,5, M. Abreu 6, Joãozinho 6 (dal 72' Mikheev s.v.); Picuşceac 6,5 (dal 74' Movsisyan s.v.).
In panchina: Usminskiy, Markov, Ryabov, Vorobjev. Allenatore: Muslin 6,5.

La RPL 2011-12, la più lunga nella storia, comincia nel Daghestan, a Makhachkala. L'Anzhi dei brasiliani e dei tanti investimenti non riesce ad andare oltre lo 0-0 contro il ripescato Krasnodar, club ambizioso nato appena nel 2007, alla sua prima partecipazione nella massima serie.
In un match trascurabile, che non regala praticamente nessuna emozione (solo un paio di occasioni per Agalarov), è principalmente da segnalare l'esordio nel Campionato Russo di Roberto Carlos, tutto sommato il migliore dei brasiliani dell'Anzhi, compagine nella quale peraltro è subito stato eletto capitano.
L'Anzhi è una squadra che per forza di cose non può giocare bene sin da subito. Se poi ci aggiungiamo che qualche acquisto ancora non l'hanno utilizzato (oltre all'infortunato João Carlos, mancavano anche gli ultimi arrivati, Igonin, Boussoufa e Prudnikov) e che gli altri necessitano di un normale periodo di ambientamento, possiamo dire che è ancora un ibrido della scorsa stagione, con l'aggiunta di giocatori dal tasso tecnico superiore, che tuttavia - vuoi per la condizione, vuoi per l'adattamento - latitano ancora un pò. Possono solo crescere, ma continueranno a pagare il fatto di aver pochi russi di qualità. Lakhiyalov ed Alexey Ivanov dovranno fare una grande stagione per supportare la colonia straniera. Ed i vari Tagirbekov, Bakaev ed Agalarov dovranno dare in ogni incontro il 200%, cercando di ripetere la buona annata disputata nel 2010, quando - con una rosa ai limiti della decenza - i Daghi sono lo stesso riusciti a conquistare una salvezza nemmeno troppo sofferta.
Del Krasnodar sorprendono numerose scelte nell'undici iniziale proposto da Muslin (lasciati a casa diversi giocatori che si pensava potessero partire titolari, come Martynovich, Gorbanets, Michkov e Gogniev), al quale bisogna comunque riconoscere di aver preparato bene la gara. Lo 0-0 voleva e lo 0-0 ha ottenuto. Il tecnico serbo la sfida l'ha preparata bene, proponendo un 4-5-1 in grado di chiudere ogni varco e che non ha lasciato alcuno sbocco alla lenta manovra dei padroni di casa.
Le condizioni tutt'altro che eccezionali del terreno della capitale della Repubblica Autonoma del Daghestan hanno fatto il resto: non si può quindi dire che la RPL sia iniziata nel più spettacolare dei modi.

SINTESI ANZHI - KRASNODAR 0-0



Spartak Nalchik - Krylya Sovetov Samara 1-0:
89' Leandro (rig.).

Spartak Nalchik (4-5-1):
Fredrikson; Bagaev, Džudović, Ovsienko, M. Jovanović; Schanitsin (dal 65' Leandro), Zahirović, Kontsedalov, Gridnev, Pylypchuk; Milić (dall'83' Portnyagin).
In panchina: Pomazan, Lukanchenkov, Berkhamov, Siradze, Goshokov. Allenatore: Eshtrekov 6,5.
Krylya Sovetov (4-4-1-1): M'Bolhi; Tsallagov, N. Đjorđjević, Taranov, Molosh; Samsonov, Ponomarenko, Sosnin, Priyomov; S. Kuznetsov; Pečnik.
In panchina: D. Yurchenko, Abdoulfattakh, Novitskiy, Escobar, Shalaev, Kirillov, Savin. Allenatore: Tarkhanov 6.

La rivelazione della passata stagione, lo Spartak Nalchik, nonostante abbia cambiato allenatore e si sia complessivamente indebolito non poco, parte con il piglio giusto, ottenendo tre punti preziosi in un'equilibrata sfida contro il Krylya Sovetov. Nel neutro di Grozny, decide un rigore procurato nel finale dal giovane Portnyagin e trasformato dal brasiliano Leandro.
E' uno Spartak Nalchik diverso rispetto alla passata stagione, che ha perso per strada qualche giocatore importante (Vasin, Geteriev, Gogua e Dyadyun su tutti) e che dopo tanti anni ha cambiato guida tecnica: al posto dello straordinario Krasnozhan, è arrivato Eshtrekov, anche lui nativo della capitale della Kabardino-Balcaria. Il 63enne allenò anche in passato lo Spartak del Sud (dal 1983 al 1989), ma la sua unica - fallimentare - esperienza nella massima serie risale al 2005, quando con la Lokomotiv Mosca si fece rimontare il vantaggio in classifica ottenuto dai rossoverdi con Semin.
Confermatissimo, invece, Tarkhanov, determinante nella sofferta salvezza delle Ali nel 2010, che a Samara sembra intenzionato a continuare il suo progetto incentrato sui giovani.
Entrambi i tecnici si coprono, schierando due formazioni basilari, ad un'unica punta, con un centrocampista (rispettivamente, Kontsedalov e Kuznetsov) avanzato rispetto alla linea a quattro di centrocampo.
Le due squadre non creano troppe occasioni da rete, ma corrono, si impegnano e dimostrano di voler tornare a casa con il bottino pieno; l'incontro rimane così vivo fino all'ultimo, quando il neo-entrato Portnyagin (attaccante classe '89 arrivato con la formula del prestito dal Rubin) recupera un pallone e parte in velocità, venendo steso al limite dell'area da uno scomposto intervento di capitan Taranov. Penalty senza discussioni che - come detto - Leandro realizza, punendo un Krylya Sovetov che nella ripresa aveva sfiorato il vantaggio in un paio di circostanze con l'ucraino Priyomov, a sorpresa il più attivo dei suoi.

SINTESI SPARTAK NALCHIK - KRYLYA SOVETOV 1-0


Lokomotiv Mosca - Dinamo Mosca 3-2: 4' Ďurica, 47' Burlak, 61' Torbinskiy; 90' Samedov, 90'+2 Kurányi.

Lokomotiv Mosca (4-4-2): Guilherme 5,5; Shishkin 6, Baša s.v. (dal 12' Burlak 6), Ďurica 6,5, Nakhushev 6; Ignatjev 6,5, Glushakov 6,5, Loskov 7 (dall'86' S. Ivanov s.v.), Torbinskiy 7 (dal 78' Ibričić s.v.); Maicon 6,5, Sychev 7.
In panchina: Amelchenko, Yanbaev, Gatagov, Poloz. Allenatore: Krasnozhan 7,5.
Dinamo (4-4-1-1): Shunin 5,5; Wilkshire 5, Kisenkov 4,5, L. Fernández 5, Lomić 5; Samedov 6, Sapeta 5,5 (dal 46' Misimović 6), Dujmović 5, Smolov 5 (dal 46' Karyaka 5); Kurányi 6.
In panchina: Puzin, Rotenberg, Yusupov, Voronin, Kokorin. Allenatore: Božović 5.

Se SKY avesse acquistato i diritti della RPL, sabato pomeriggio avrebbe trasmesso il derby andato in scena al Luzhniki, che opponeva i Ferrovieri ai Poliziotti. Il primo derby della stagione, una partita che non ha tradito le attese, vinta dalla rinnovata Lokomotiv di Krasnozhan, l'artefice del miracolo Spartak Nalchik, che si presenta così ai suoi nuovi tifosi. Continuano, imperterriti, i problemi della Dinamo di Božović.
Le due moscovite si presentano al loro debutto ufficiale con qualche novità in formazione.
La rosa della Loko continua ad essere incompleta, troppo corta in difesa (serviva assolutamente un centrale che sostituisse l'ex capitano Rodolfo, tornato - seppur soltanto in prestito - in patria) ed ovviamente senza il centravanti, la punta di peso che a questa squadra manca dalla notte dei tempi. Krasnozhan, che deve inoltre fare a meno dell'infortunato Tarasov, lancia la coraggiosa coppia di centrocampo composta da Glushakov e Loskov, fa debuttare Nakhushev - preferito a Yanbaev ed Andrey Ivanov - sulla corsia mancina e rispolvera Ignatjev, mai sceso in campo nella prima metà della passata stagione, prima di trascorrere la seconda a Krasnodar, con il Kuban. In attacco, spazio a Maicon (utilizzato da Semin quasi esclusivamente come ala destra) e Sychev, apparso in palla durante le amichevoli pre-stagionali. Parte invece dalla panchina il croato Ibričić, teoricamente l'erede di Aliev, che dopo aver fatto le bizze per tutto il calciomercato invernale, è tornato alla Dynamo Kiev, raggiungendo il suo mentore Yuri Semin.
Božović, costretto a rinunciare agli acciaccati Gabulov, Epureanu e Kolodin (che novità!), pur di non far scendere in campo l'oggetto misterioso Rotenberg (un mistero il motivo per il quale la Dinamo l'abbia prelevato - seppur a costo zero - dallo Zenit), prova Kisenkov, un terzino di ruolo, al centro della difesa. Un esperimento malriuscito, visto che l'ex Spartak Nalchik - al debutto con la sua nuova maglia, dopo il brutto infortunio che l'ha tenuto fuori buona parte del 2010 - è apparso visibilmente fuori ruolo e di conseguenza ne ha combinate di cotte e di crude. Sulla linea dei centrocampisti, esordio per Sapeta ed importante opportunità offerta a Smolov, reduce dalla breve esperienza in Olanda al Feyenoord, partito come esterno sinistro d'attacco.
La gara viene subito indirizzata a favore dei rossoverdi, che trovano la rete dell'1-0 in seguito ad un calcio piazzato battuto da Torbinskiy: Leandro Fernández si perde la marcatura di Ďurica, che con un esterno sinistro volante insacca alle spalle di Shunin. E' così dello slovacco il primo gol della RPL 2011-12. Passano pochi minuti ed i padroni di casa sfiorano il raddoppio con una penetrazione in area del redivivo Torbinskiy. Gli ospiti provono a reagire con un paio di tentativi di Samedov e con un pericoloso cross rasoterra di Sapeta, sul quale Kurányi arriva colpevolmente in ritardo. Primo tempo in equilibrio, di fatto condizionato da un calcio da fermo. Ad inizio ripresa, si ripete un film già visto: sempre sugli sviluppi di una palla inattiva, un centrale della Lokomotiv riesce ad essere più lesto degli avversari ed a trovare la rete del 2-0: questa volta trattasi del giovane Burlak, entrato in campo al posto dell'infortunato Baša, che con una deviazione sporca su cross dalla destra di Ignatjev trova il suo primo centro tra i "grandi". La differenza tra le due squadre è tutta qui? Principalmente sì, anche se Loskov e compagni amministrano bene il vantaggio, soffrono relativamente e soprattutto ripartono bene in contropiede. E quello che avviene intorno al 60', quando Sychev - partito sul filo del fuorigioco - manda al bar con una finta di corpo Kisenkov e regala un cioccolatino tutto da scartare a Torbinskiy, che torna a segnare dopo un'eternità. La miglior prestazione da due anni e mezzo a questa parte per l'esterno che continua ad essere misteriosamente chiamato in nazionale da Advocaat.
L'incontro sembra ormai avere poco da dire, ma i Biela-Galubye si risvegliano nel finale, riuscendo addirittura a riaprire il match, realizzando due reti simili, con Samedov e Kurányi, assistiti rispettivamente da Semshov e Misimović (inserito dopo l'intervallo). Ma, ormai, è troppo tardi per completare la rimonta.

SINTESI LOKOMOTIV - DINAMO 3-2


Partite di domenica 13 marzo

Kuban Krasnodar - Rubin Kazan 0-2:
52' Kasaev, 88' Noboa (rig.).

Kuban (4-4-1-1): Budakov 5,5; Al. Kozlov 6, Zuela 5 (dal 28' Rogochiy 4,5), Zelão 4,5, Zhavnerchik 5,5; Varga 6,5, Fiedler 6, Né 5,5, Maxymov 5 (dal 69' Kalimullin s.v.); Davydov 4,5 (dal 77' L. Traoré s.v.).
In panchina: Karyukin, S. Gorelkov, Tlisov, Bucur. Allenatore: Petrescu 5,5.
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 7; V. Kaleshin 5, Sharonov 5,5, Bocchetti 6,5, Ansaldi 6; Noboa 6, Natkho 6 (dal 70' P. Bystrov s.v.); Gökdeniz Karadeniz 5 (dall'83' Nemov s.v.), Ryzantsev 6, Kasaev 6,5 (dal 67' Lebedenko s.v.); Dyadyun 5,5.
In panchina: Arlauskis, Zhestokov, Kislyak, Medvedev. Allenatore: Berdyev 6.

A Krasnodar si festeggia l'immediato ritorno nella massima serie del Kuban, che tuttavia non perde le cattive abitudini che hanno contraddistinto la sua storia e perde immeritamente per 0-2 contro un Rubin tutt'altro che trascendentale. I Canarini sciupano davanti e fanno regali dietro. I gialloverdi, infatti, ne hanno create diverse di occasioni, in particolar modo nella ripresa, senza riuscire però a sfruttarle. Dopo un discreto primo tempo, nel quale hanno impensierito Ryzhikov con alcune conclusioni da fuori del rumeno Varga, i Cosacchi non sfruttano le opportunità capitategli. La più nitida capita sui piedi di Davydov, involontariamente servito da uno scellerato retropassaggio di Kaleshin, che tuttavia non riesce a controllare un banale pallone, facendo così svanire la possibilità di portare i suoi avanti nel punteggio. In seguito, il Kuban sfiora il pari due volte con Tsoraev, ma Ryzhikov è bravo a chiudere lo specchio in uscita bassa.
I Tartari, dal canto loro, hanno trovato il gol al primo vero affondo, sfruttando una disattenzione della retroguardia della squadra di casa: il brasiliano Zelão, arrivato dal Saturn, salta a vuoto e permette all'atteso ex, Alan Kasaev, di superare comodamente l'estremo difensore avversario con un pallonetto. Da notare l'assist arrivato dalla difesa, con il lancio di Bocchetti che ha colto impreparato il pacchetto arretrato della squadra di casa. Dyadyun sciupa solo davanti a Budakov calciando a lato, ma nel finale si rifà, procurandosi il rigore poi trasformato dallo specialista Noboa. Altro grave errore per i centrali difensivi del Kuban, che pasticciano ancora, questa volta con Rogochiy come principale responsabile.
Un appunto su Petrescu, l'allenatore che dopo aver compiuto un autentico miracolo in patria con l'Unirea Urziceni ha ottenuto la promozione immediata nella massima serie russa: Lacina Traoré andava inserito prima, il Kuban mancava di peso in attacco. Di testa il promettente ivoriano arrivato dal CFR Cluj le ha prese tutte.

SINTESI KUBAN - RUBIN 0-2


CSKA Mosca - Amkar Perm 2-0: 45' (rig.) e 48' Ignashevich.

CSKA (4-4-2): Akinfeev; Nababkin, V. Berezutskiy, Ignashevich, Schennikov; Tošić (dall'80' S. Oliseh), Aldonin, P. Mamaev (dal 68' Šemberas), Dzagoev; Vágner Love, Necid.
In panchina: Chepchugov, A. Berezutskiy, Rahimić. Allenatore: Slutskiy.
Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, A. Popov, Belorukov, Cherenchikov; Peev, Kolomeytsev, M. Novaković (dal 19' J. Knežević), Mijić (dall'80' Molodtsov); S. Volkov (dall'82' Đjalović), Ristić.
In panchina: Shumailov, N. Mijailović, Fedoriv, Burmistrov. Allenatore: Rakhimov.

Il CSKA parte vincendo contro l'Amkar proprio come un anno fa. Questa volta però gli ultimi minuti non sono d'assedio, ma di gestione delle forze in vista del delicatissimo match di giovedì sera a Oporto. Un successo inappellabile per i Kony, che hanno comunque confermato questa loro tendenza di inizio 2011 che li porta a divorarsi una quantità esagerata di palle gol. Anche domenica, così come nelle precedenti partite contro PAOK Salonicco, Zenit San Pietroburgo (nella Supercoppa) e Porto, i giocatori in maglia rossoblù non hanno brillato per freddezza e precisione. Con una mira migliore e con un pizzico di fortuna in più (vedi pali e salvataggi sulla linea), l'Armata Rossa avrebbe vinto di goleada, ma sta di fatto che per passare hanno avuto bisogno di un rigore quasi regalato e di un calcio d'angolo.
E' un periodo nero per Vágner Love che, pur non giocando male, il gol non lo riesce proprio a trovare: nel freddo primo pomeriggio moscovita, ha colpito ben due pali nei primi 15'. Per sbloccare il match i Soldati hanno così avuto bisogno dell'assegnazione di un penalty assai discutibile, per l'atterramento dello stesso attaccante dalle treccine colorate; dagli undici metri Ignashevich non perdona. E' lo stesso difensore della nazionale a siglare la rete del definitivo 2-0, questa volta insaccando di testa un corner battuto da Tošić (il migliore dei suoi). Una doppietta neanche troppo insolita per il numero 4, che aveva segnato due gol anche nella gara d'esordio di due anni fa (Saturn-CSKA 0-3).

SINTESI CSKA - AMKAR 2-0


Terek Grozny - Zenit San Pietroburgo 0-1: 14' Lazović.

Zenit (4-2-3-1): Malafeev 6,5; Anyukov 6, B. Alves 5, Luković 6, Cheminava 6; Zyryanov 6, Shirokov 5,5; Ionov 5,5, Danny 6,5, Huszti 6,5 (dall'89' S. Petrov s.v.); Lazović 6,5 (dal 79' Fayzulin s.v.).
In panchina: Zhevnov, Peñailillo, Matyash. Allenatore: Spalletti 6,5.
Terek (4-3-1-2): Godzyur 6; Utsiev 5, Polczak 5,5, Omelyanchuk 6, Yatchenko 6; Georgiev 6,5, Essame 6, Maurício 6 (dall'88' Katsaev s.v.); Gvazava 6 (dal 75' Mguni 6,5); Asildarov 5,5 (dal 61' R. Tiuí 5,5).
In panchina: Djanaev, A. Ferreira, Tagilov, Xavier Zengue. Allenatore: Gullit 6.

Lo Zenit ha sofferto abbastanza, specie nella ripresa, l'iniziativa dei padroni di casa, ma alla fine è tornato a casa con tre punti importanti conquistati su un campo difficile come quello di Grozny, sul quale s'è visto l'esordio stagionale del Terek allenato da un ex leggenda del calcio mondiale come Ruud Gullit (al quale, al termine dell'incontro, Luciano Spalletti ha augurato buona fortuna e s'è detto sicuro che in Cecenia il tecnico olandese farà bene). Partono meglio i giocatori in completo verde, con Gvazava e Sadaev particolarmente attivi, ma fin dalle prime battute è lo Zenit a rendersi maggiormente pericoloso: all'8' Danny sfiora quel gol che il compagno Lazović troverà pochi minuti dopo, su assist d'esterno destro dello stesso lusitano, perfettamente imbeccato da un positivo Huszti. La prima frazione di gioco rimane tutto sommato in mano ai Campioni di Russia, che tuttavia - come detto - subiscono per buona parte del secondo tempo. Il Terek ci prova per lo più da fuori con conclusioni di Georgiev, una delle quali viene respinta alla grande da Malafeev. La chance più nitida arriva proprio all'ultimo, quando - in seguito ad un bello spunto del nuovo entrato Katsaev - irrompe Utsiev, che di prima intenzione gonfia la rete: la parte esterna però, per la gioia dell'allenatore toscano, che riprende il campionato russo così come lo aveva lasciato: vincendo.

SINTESI TEREK - ZENIT 0-1


Partite di lunedì 14 marzo

Volga Nizhny Novgorod - Tom Tomsk 2-0: 5' Martsvaladze, 15' Bendz.

Volga (4-4-1-1): Abaev; Salukvadze, Bendz, Grigalava, Getigezhev; Yashin (dal 61' Tursunov), M. Crosas, Pleşan, Gogua; Khodjava (dall'87' Vatsadze); Martsvaladze (dal 90' Zyuzin).
In panchina: M. Kerzhakov, Abramov, Léilton, R. Adjindjal. Allenatore: Tetradze.
Tom (4-1-4-1): Botvinjev; Kharitonov, Sosnovski, Jokić, Gultyaev; Tigorev; Bazhenov, Kim Nam-Il, Sabitov (dal 59' Starikov), Klimov (dal 69' Balyaikin); Kanunnikov (dal 46' Stroev).
In panchina: Pesjakov, Khatazhenkov, K. Kovalchuk, Skoblyakov. Allenatore: Nepomniachiy.

Da quando esiste la Russian Premier Liga nessuna neopromossa era mai riuscita a vincere all'esordio: tale impresa riesce al Volga di Nizhny Novgorod, al debutto assoluto nella massima categoria. Con una prova di forza, gli uomini di Tetradze hanno avuto la meglio piuttosto nettamente su un Tom poco convincente, anche a causa di alcune particolari scelte di Nepomniachiy, che nella prima frazione di gioco ha presentato una sorta di 4-1-4-1 di difficile interpretazione, con diversi giocatori fuori ruolo (Kharitonov in primis, che probabilmente mai nella sua carriera s'era ritrovato a fare il terzino).
Una squadra piuttosto interessante il Volga, che cerca di proporre un buon calcio, il cui punto di forza è senza dubbio il centrocampo, il reparto numericamente più ricco ma anche più dotato da un punto di vista puramente tecnico. Spiccano Gogua e Khodjava, che danno qualità alla manovra, ma nel caso si inserisse bene nei meccanismi della squadra una piacevole sorpresa potrebbe essere rappresentata da Marc Crosas, prodotto della cantera del Barça, persosi negli ultimi anni trascorsi in Scozia con la maglia del Celtic. Una squadra molto veloce, abile nelle ripartenze, grazie alla rapidità di alcuni suoi esterni come Yashin e Tursunov, alle sovrapposizioni del puntuale terzino sinistro Getigezhev ed al continuo movimento offerto dall'attaccante Martsvaladze, bomber che con i suoi gol l'anno scorso ha garantito la promozione al più antico club di Nizhny Novgorod.
Come spesso capita in questi casi, a stare dalla parte dei vincitori sono anche gli episodi. I padroni di casa, presentatisi con una strana maglietta claret and blue che ricordava quella classica dell'Aston Villa, hanno infatti sbloccato in apertuta il match, con Martsvaladze abile a superare due avversari in dribbling ma anticipato al momento della conclusione da Kharitonov: poco male, perchè la deviazione del suo capitano è letale al Tom, visto che la sfera rotola nella porta siberiana. La sensazione è che il tocco finale, quello decisivo, sia stato dell'ex Saturn, ma la RFPL ha assegnato il gol al georgiano scuola Dynamo Kiev: noi ci adeguiamo e facciamo altrettanto.
Trascorrono appena 10' ed il Volga passa ancora, questa volta ringraziando il numero uno avversario Botvinjev, che uscendo a farfalle rende più semplice il compito di Bendz che di testa svetta più in alto di tutti. La reazione del Tom tarda ad arrivare e l'intero incontro diventa così un monologo del Volga, che in special modo nella seconda frazione di gioco va più volte vicino alla rete del tri-nulyu con Martsvaladze. Poco giudicabile la difesa, visto che i siberiani non hanno creato nessuna seria palla gol. Come sempre azzardate e rischiose, ma si sapeva già, le uscite di Abaev, portiere che Tetradze aveva avuto con sé anche a Makhachkala.

SINTESI VOLGA NN - TOM 2-0


Rostov - Spartak Mosca 4-0: 6' e 48' Adamov, 73' Blatnjak, 80' Kalachev.

Rostov (4-5-1): Radić 6,5; Khagush 6, Okoronkwo 7, Saláta 6,5, A. Khokhlov 6,5; Blatnjak 7 (dal 79' Kirichenko s.v.), Yankov 6,5 (dal 54' Kalachev 6,5), Rebko 6,5, Gaţcan 7, Česnauskis 6,5 (dall'87' Boussaidi s.v.); Adamov 7,5.
In panchina: Lejsal, Živanović, Proshyn, Kulesha. Allenatore: Protasov 7,5.
Spartak Mosca (4-4-2): Dykan 5,5; K. Kombarov 5,5, Suchý 5, S. Rodríguez 5, F. Kudryashov 5,5; Yakovlev 5 (dal 52' Ananidze 5,5), Ibson 5, Makhmudov 5, D. Kombarov 5,5; Welliton 5, Dzyuba 5 (dal 63' Ari 5,5).
In panchina: N. Zabolotniy, Makeev, Rojo, Sheshukov, R. Carioca. Allenatore: Karpin 4,5.

Il risultato più clamoroso ed inaspettato giunge dall'ultimo campo, dal sud della Russia: a Rostov sul Don, infatti, i padroni di casa si impongono per 4-0 contro i rivali dello Spartak Mosca. Un risultato incredibile, che nessuno sarebbe stato in grado di pronosticare. Un risultato che parla da solo.
Fino al 2010, per nove volte consecutive, l'Olimpik-2 era stato terreno di conquista per gli uomini col Rombo sul petto. Da quando c'è Protasov, però, solo pomeriggi amari per i Myaso contro il Rostov, che non perdevano con quattro gol di scarto dal luglio del 2008(memorabile 1-5 subito in casa dal CSKA). Peggio di così, la "Squadra del Popolo" non poteva davvero iniziarlo il suo torneo. Al contrario, hanno ancora paura di svegliarsi da un bellissimo sogno giocatori, staff tecnico e tifosi del Rostov, che un avvio così roboante non lo avevano mai avuto in tutta la loro storia.
Eppure, già a guardare le formazioni veniva naturale storcere il naso. L'impressione che s'è avuta è quella di un massiccio turnover effettuato da Karpin. Un turnover che non ha portato i risultati sperati ma che - con il senno del poi - è stato pagato a caro prezzo. Il biondo tecnico, che già doveva rinunciare all'infortunato di lungo corso Parshivlyuk, agli squalificati Pareja e McGeady, perde all'ultimo Alex (forfait che non dovrebbe comunque mettere in dubbio la presenza del trequartista brasiliano nell'importantissimo ritorno della sfida con l'Ajax) e lancia dal 1' alcuni gli esordienti Sergio Rodríguez e Makhmudov (entrambi non inseriti nella lista UEFA) e dei giocatori che finora avevano trovato poco spazio, Kudryashov, Ibson, Yakovlev e Welliton (ancora in ritardo di condizione).
Nel Rostov, invece, spicca l'assenza di Oleg Ivanov, mentre parte dall'inizio il motivatissimo ex Rebko, arrivato dalla Dinamo insieme al lituano Česnauskis, due dei componenti del folto centrocampo a cinque presentato da Protasov.
Pronti e via e già si capisce che la testa degli ospiti sia già proiettata a giovedì sera: contatto dubbio (l'arbitro avrebbe potuto benissimo sorvolare) fra Suchý ed Adamov, che porta ad un rigore che lo stesso centravanti con la maglia numero 9 si fa tuttavia respingere da Dykan. Il Rostov rimane a presidiare l'area degli avversari, conquistandosi due corner consecutivi, ed Adamov ha così la possibilità di rifarsi subito: è sua l'incornata vincente che porta avanti i suoi al 6'. Lo Spartak è impreciso, non riesce ad imbastire alcuna trama offensiva che sia un minimo credibile. Il Rostov si difende con ordine e si scatena dopo l'intervallo. Adamov raddoppia immediatamente, ancora di testa, sempre su calcio d'angolo battuto da Blatnjak. Successivamente, è lo stesso centrocampista bosniaco ex Khimki a far impazzire di gioia lo stadio gremito, con un destro dalla distanza che - a causa di una strana traiettoria - trae in inganno Dykan. Il poker è servito quando Adamov fa da sponda per il subentrato Kalachev, che di prima intenzione infila alle spalle del portiere ucraino. Festa Rostov, buonanotte allo Spartak Mosca.

SINTESI ROSTOV - SPARTAK MOSCA 4-0


CLASSIFICA:
1 Rostov 3
2 Rubin Kazan 3
3 CSKA Mosca 3
4 Volga Nizhny Novgorod 3
5 Lokomotiv Mosca 3
6 Zenit San Pietroburgo 3
7 Spartak Nalchik 3
8 Anzhi Makhachkala 1
9 Krasnodar 1
10 Dinamo Mosca 0
11 Terek Grozny 0
12 Krylya Sovetov Samara 0
13 Tom Tomsk 0
14 Amkar Perm 0
15 Kuban Krasnodar 0
16 Spartak Mosca 0


TOP-11


(4-4-2)

Ryzhikov (Rubin)

Bagaev (Spartak Nalchik), Ignashevich (CSKA), Ďurica (Lokomotiv), Getigezhev (Volga)

Tošić (CSKA), Blatnjak (Rostov), Gaţcan (Rostov), Torbinskiy (Lokomotiv)

Sychev (Lokomotiv), Adamov (Rostov)

Allenatore: Protasov (Rostov)


FLOP-11

(4-4-2)

Botvinjev

Kisenkov (Dinamo), Rogochiy (Kuban), Zelão (Kuban), Taranov (Krylya Sovetov)

Kharitonov (Tom), Ibson (Spartak Mosca), Sabitov (Tom), Maximov (Kuban)

Davydov (Kuban), Slavov (Anzhi)

Allenatore: Karpin (Spartak Mosca)


VIDEO CON TUTTI I GOL DEL 1° TURNO:

2 commenti:

JAT 64 ha detto...

ciao kerzha bentornato. spero chetu faccia un bell articolo sul furto subito giovedi dallo zenit

Kerzhakov91 ha detto...

Purtroppo giovedì ho avuto problemi con la connessione e la partita dello Zenit l'ho vista malissimo, con lo streaming che si interrompeva in continuazione. Per non parlare poi delle gare di CSKA e Spartak, delle quali ho visto soltanto una breve sintesi. Se a ciò aggiungiamo che nei due giorni seguenti di tempo libero non ne ho proprio avuto... Beh, ecco spiegato il motivo per il quale non sono riuscito a scrivere niente sulle gare di ritorno degli Ottavi di Finale di EL :(