domenica 27 marzo 2011

Il punto sulla 2ª Giornata della RPL 2011-12: analisi di tutte le partite


Partite di sabato 19 marzo

Krasnodar - Spartak Nalchik 2-0: 34' Picuşceac, 70' Movsisyan.

Krasnodar (4-5-1): Gorodov; Vranješ, Amisulashvili, Tubić, Anđjelković; Tatarchuk, Vorobjev (dal 46' Kulchiy), Drinčić, M. Abreu, Komkov (dal 62' Movsisyan); Picuşceac (dal 79' Shipitsin).
In panchina: Usminskiy, Markov, Gorbanets, Zaika. Allenatore: Muslin.
Spartak Nalchik (4-5-1): Fredrikson; Bagaev, Džudović, Ovsienko, M. Jovanović; Leandro (dal 74' Goshokov), Zahirović, Kontsedalov, Gridnev (dal 58' Siradze), Pylypchuk; Milić (dal 46' Portnyagin).
In panchina: Pomazan, Lukanchenkov, Schanitsin, Berkhamov. Allenatore: Eshtrekov.
Note: all'89' Gorodov (Krasnodar) para rigore a Kontsedalov (Spartak Nalchik).

E' positivo l'inizio dell'esordiente Krasnodar, che dopo essere uscito indenne da Makhachkala, trova la sua prima vittoria nella massima serie tra le mura amiche, con lo Spartak Nalchik come avversario. La squadra allenata da Eshtrekov, reduce dal successo di misura ottenuto contro il Krylya Sovetov, è stata regolata con un gol per tempo dai Tori.
La partita non regala troppe emozioni, ma fin dalle prime battute sono i padroni di casa ha condurre le operazioni, nonostante siano stati gli ospiti a creare il primo serio pericolo, in seguito ad una concitata azione sviluppatasi su calcio d'angolo, con il palo centrato da pochi passi dal centrale difensivo Ovsienko. Tuttavia, al primo vero affondo, passa il Krasnodar: sul perfetto cross dalla sinistra dell'ex Rostov Anđjelković, Picuşceac impatta bene di testa ed indirizza la sfera all'incrocio dei pali. E' così del centravanti moldavo - a sorpresa partito titolare in questo primissimo scorcio di torneo - il primo storico gol della seconda squadra di Krasnodar, nata appena nel 2007, nella Russian Premier Liga. Dopo averlo sfiorato con Kulchiy, i verdeneri trovano il raddoppio con il subentrato Movsisyan, avvantaggiato dal buco difensivo di Bagaev, terzino destro che fino a pochi mesi fa militava proprio nel Krasnodar. All'89', il georgiano Amisulashvil - ovvero sia il principale ex dell'incontro - stende in area Portnyagin (al secondo rigore procurato in altrettante giornate): dal dischetto Kontsedalov si fa però respingere il tiro da Gorodov, negando così ai suoi la possibilità di riaprire il match.

SINTESI KRASNODAR - SPARTAK NALCHIK 2-0


Dinamo Mosca - Rostov 3-1: 50' L. Fernández, 75' Misimović (rig.), 90' Voronin; 86' Khagush.

Dinamo (4-4-1-1): Shunin 6,5; Wilkshire 5,5, L. Fernández 6,5, Granat 6, Lomić 6; Samedov 7, Dujmović 6 (dal 79' Sapeta s.v.), Semshov 7, Karyaka 5 (dall'86' Smolov s.v.); Misimović 6,5 (dal 75' Voronin 6); Kurányi 6,5.
In panchina: Puzin, Rotenberg, Kolodin, Yusupov. Allenatore: Božović 6.
Rostov (4-5-1): Radić 6,5; Khagush 6, Okoronkwo 5, Saláta 5,5, A. Khokhlov 5; Kalachev 5 (dal 57' O. Ivanov 5), Blatnjak 6,5, Rebko 6, Gaţcan 5,5, Česnauskis 6,5; Adamov 5 (dal 79' Kirichenko s.v.).
In panchina: Lejsal, Boussaidi, Živanović, Proshyn, Kulesha. Allenatore: Protasov 5,5.

E' una buona Dinamo quella che fa tornare sulla terra il Rostov, dopo la sbornia del lunedì precedente (difficilmente dimenticheranno da quelle parti il 4-0 rifilato allo Spartak Mosca). Il problema evidenziato dai biancoblù è stato quello di una scarsa mira. Infatti, nonostante le innumerovoli palle gol create, per portarsi sul 2-0 i padroni di casa hanno avuto bisogno di due palle inattive. Dev'essere quindi più concreta la squadra di Božović se vuole puntare ad obiettivi importanti; anche perchè sabato il Rostov - pur non giocando di certo bene - sul risultato di 1-0 ha pur sempre sfiorato la rete del pari in due circostanze: insomma, la beffa sarebbe potuta benissimo arrivare.
I Poliziotti partono subito forte e Kurányi chiama agli straordinari Radić, abile a dirgli continuamente di no. Il primo tempo si conclude sullo 0-0, ma nel secondo la musica non cambia: la Dinamo continua a premere e Semshov per poco non inquadra lo specchio con un bel tiro al volo. Il gol è comunque solo una questione di tempo, ed arriva poco dopo: Karyaka prolunga la punizione battuta da Samedov, El Coti Fernández - colpevolmente tenuto in gioco da Česnauskis - insacca. Il lituano con il dente avvelenato, cerca immediatamente di farsi perdonare, ma Shunin con un gran intervento gli nega la gioia del più classico dei gol dell'ex. Kurányi continua la sua battaglia personale contro l'estremo difensore avversario, Karyaka si divora da due passi la rete del possibile 2-0; il Rostov ringrazia e non trova il pari per una questione di centimetri, prima con un tentativo maldestro di autogol da parte di Granat, poi con una volèe di Blatnjak. Dopo i pericoli scampati, Semshov capisce che è giunto il momento di chiudere l'incontro e si guadagna con esperienza un calcio di rigore che Misimović, pur non calciando benissimo, trasforma. Primo sigillo in Russia per il trequartista bosniaco, ancora indietro da un punto di vista atletico dopo il lungo periodo di inattività trascorso in Turchia, ma che garantisce tutta un'altra qualità alla manovra della Dinamo. Il Rostov - grazie ad un incredibile "gollonzo" di Khagush, il quale aveva ovviamente cercato il cross - continua a crederci, ma scoprendosi si espone ai contropiedi degli avversari, portati avanti da Samedov (il migliore, insieme a Semshov) e Kurányi. Nel finale, c'è così gloria addirittura per Voronin, che dopo aver fallito una colossale occasione, a porta sguarnita firma il risultato finale.

SINTESI DINAMO - ROSTOV 3-1


Partite di domenica 20 marzo

Tom Tomsk - Kuban Krasnodar 0-1: 83' Davydov.

Tom (4-4-2): Botvinjev; Gultyaev, Sosnovski, Jokić, Skoblyakov; Bazhenov, Kim Nam-Il, Tigorev, Kharitonov; Starikov (dal 46' Klimov), Kanunnikov.
In panchina: Pesjakov, Stroev, Khatazhenkov, Sabitov, K. Kovalchuk. Allenatore: Nepomniachiy.
Kuban (4-5-1): Budakov; Al. Kozlov, Zelão, Armaş, Zhavnerchik; Tsoraev, Né (dall'85' Fiedler), Tlisov, Kulik, Varga (dal 57' Bucur); L. Traoré (dal 63' Davydov).
In panchina: Karyukin, Rogochiy, S. Gorelov, Ureña. Allenatore: Petrescu.

Sembrava dovesse essere un pareggio scritto, ma alla fine ad uscire da Tomsk con i tre punti è stata la squadra che ci ha provato di più e che ci ha creduto fino alla fine. Tre punti estramente importanti per il Kuban, immeritatamente sconfitto dal Rubin alla prima giornata, che tuttavia ha denunciato gli stessi limiti che avevano fatto sì che i Tartari si imponessero per 2-0 a Krasnodar. Assolutamente negativo, l'inizio del Tom, che totalizza la seconda sconfitta consecutiva contro le due neopromosse.
Dopo la brutta prestazione di Nizhny Novgorod, Nepomniachiy torna al classico 4-4-2, con Starikov e Kanunnikov, entrambi di proprietà dello Zenit, in attacco. Bazhenov e Kharitonov sono i due esterni alti, Klimov parte così dalla panchina; a protezione della difesa giocano due mediani puri come il sudcoreano Kim Nam-Il ed il bielorusso Tigorev.
Protasov questa volta preferisce Lacina Traoré a Davydov in avanti, rimpiazza al centro della difesa l'infortunato Zuela con Armaş, rispolvera Tlisov dal 1' minuto e si affida ad un centrocampo a cinque, coperto ma dinamico.
Al termine della prima frazione di gioco, il pari è il risultato più giusto. Da segnalare, una grande occasione per parte: quella del Tom capita sui piedi di Gultyaev, che riesce a piegarsi ed a colpire il pallone con una buona potenza, trovando però il gran riflesso di Budakov; ancor più clamorosa quella capitata al Kuban, in seguito ad uno scellerato retropassaggio di petto dello stesso Gultyaev, con Lacina Traoré, che - ostacolato dall'uscita di Botvinjev - calcia incredibilmente a lato, non sfruttando il regalo confezionatogli dal terzino cresciuto nelle giovanili dello Spartak Mosca.
La partita rimane equilibrata e godibile (sarebbe stato uno scandalo se fosse finita a reti bianche) anche nella ripresa, con i Canarini che però - nonostante la prima opportunità capiti ai siberiani - prendono con più frequenza l'iniziativa. I gialloverdi sfiorano la rete dello 0-1 prima con Lacina Traoré (a chi scrive non è dispiaciuto, si vede che è un giocatore di livello superiore rispetto alla maggior parte dei suoi compagni; deve crescere, è ancora impreciso e poco lucido sottoporta), poi in due circostanze con Tsoraev. Quando la partita sembrava indirizzata verso lo 0-0, prima arriva una nitidissima chance per il Tom, con un colpo di testa in tuffo ancora di Gultyaev che dà soltanto l'illusione del gol, e poi la rete che decide il match, firmata Davydov. Semplice tap-in per l'attaccante ex Torpedo Mosca e Volgar-Gazprom Astrakhan, che ha comunque avuto un buon impatto sul match; ottimo l'inserimento centrale di Kulik, il cui tiro è stato deviato da Botvinjev sul palo. Il Kuban il gol lo ha trovato alla fine, ma ha dato la sensazione di essere la classica squadra russa sprecona oltre ogni ragionevole limite, che deve creare un numero elevato di opportunità prima di riuscire a buttarla dentro.
Il Tom, invece, fin da queste primissime giornate sta denunciando gravi limiti davanti, in un reparto nel quale manca un bomber vero; Dzyuba e Kornilenko non sono stati rimpiazzati, è un dato di fatto. L'unico centravanti che hanno in rosa è Kanunnikov, che potrebbe rivelarsi ancora acerbo per fare il titolare...

SINTESI TOM - KUBAN 0-1


Amkar Perm - Lokomotiv Mosca 1-0: 25' Ristić.

Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, A. Popov, Belorukov, Cherenchikov; Peev, Kolomeytsev, M. Novaković, Mijić (dall'84' Molodtsov); S. Volkov (dal 90' J. Knežević), Ristić (dal 78' Đjalović).
In panchina: Khomutovskiy, V. Kalashnikov, N. Mijailović, Fedoriv. Allenatore: Rakhimov.
Lokomotiv (4-4-2): Guilherme; Shishkin, Burlak, Ďurica, Yanbaev; Ignatjev, Glushakov, Loskov, Torbinskiy; Maicon, Sychev.
In panchina: Amelchenko, Ilič, Nakhushev, Ozdoev, Ibričić, Gatagov, Poloz. Allenatore: Krasnozhan.

La gara di Perm ha evidenziato per l'ennesima volta ha evidenziato - se mai ce ne fosse stato bisogno - qual è il principale problema della Lokomotiv, non da oggi, ma da almeno un lustro a questa parte: la mancanza di quell'attaccante capace di vedere la porta e di segnare quei gol che potremmo definire "stupidi"; manca insomma un bomber con il fiuto del gol nelle sue corde. Quel centravanti che a Cherkizovo cercano ad ogni sessione di mercato, ma che puntualmente non trovano mai. Il problema, naturalmente, non è stato risolto neanche adesso che è cambiata la dirigenza e che è arrivato un nuovo allenatore.
Come hanno dichiarato i protagonisti nelle interviste del dopo-partita, è incredibile come i Ferrovieri siano riusciti a perdere. Hanno creato una valanga di opportunità (tra le quali una traversa colpita da Glushakov) e, nel complesso, giocato una buona gara. Maicon, in particolare, è apparso ispirato come non mai (infermabile quando partiva in velocità), lo stesso Ignatjev ha disputato un ottimo match. Bene anche Loskov, ma non è una novità. Rispetto alla partita contro la Dinamo sono mancati Torbinskiy e Sychev: il primo è tornato ai suoi livelli abituali post-2008, il secondo è stato un ectoplasma.
L'altro problema dei rossoverdi è la difesa. C'è abbondanza (forse pure eccessiva) sugli esterni, ma in mezzo la Loko possiede tre soli centrali difensivi, peraltro tutt'altro che fenomenali: Baša, Ďurica ed il giovane Burlak. A questi eventualmente si può aggiungere lo sloveno Ilič che può giocare in quel ruolo, ma è chiaro che ciò non basti. E' partito Rodolfo, con chi l'hanno rimpiazzato? Con nessuno.
Inoltre, bisogna aggiungere che Guilherme sulle uscite alte è un mezzo disastro: ne sbaglia tantissime. Solitamente viene graziato, domenica non è stato così ed ha regalato un gol agli avversari.
Per l'Amkar un successo per certi versi insperato, ma la prestazione dei Permyaki è stata comunque positiva ed abbastanza propositiva. Anche una volta passati in vantaggio, non hanno rinunciato a giocare e sono risultati pungenti in contropiede. Almeno un punto lo avrebbero meritato, tutto sommato: se ne ritrovano tre e non possono certo lamentarsi.

SINTESI AMKAR - LOKOMOTIV 1-0



Rubin Kazan - Terek Grozny 2-0: 33' Gökdeniz Karadeniz, 57' Noboa.

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; Kuzmin, Sharonov, César Navas, Ansaldi; Noboa, P. Bystrov (dal 70' Kislyak); Gökdeniz Karadeniz (dall'83' Nemov), Ryazantsev, Lebedenko; Dyadyun (dall'85' Medvedev).
In panchina: Y. Nesterenko, V. Kaleshin, Bocchetti, Natkho. Allenatore: Berdyev.
Terek (4-3-3): Godzyur; Utsiev, Polczak, Omelyanchuk, Yatchenko; Georgiev (dal 65' Xavier Zengue), Maurício, Pavlenko (dal 78' Essame); Sadaev, Mguni, R. Tiuí.
In panchina: Djanaev, A. Ferreira, Tagilov, Gvazava, Asildarov. Allenatore: Gullit.

Quattro reti segnate e zero subite, sei punti conquistati, due vittorie ottenute con il minimo sforzo. Dopo due giornate, seppur a pari merito con lo Zenit ed in attesa del CSKA che ne deve recuperare una, il Rubin guida già la classifica in Russia. Quella dei tartari è stata una prestazione paragonabile a quella di settimana scorsa, con la differenza che il Kuban li aveva messi molto più in difficoltà, mentre invece il Terek s'è fatto vivo dalle parti di Ryzhikov una sola volta, con Sadaev, a circa 15' dal termine. Per il resto, la compagine cecena è apparsa assai inconsistente. Sicuramente s'era comportata meglio contro lo Zenit, al Tsentralny di Kazan non hanno creato alcuna minaccia nonostante si schierassero con un 4-3-3 puro, con tre attaccanti veri. Gullit sembra avere le idee ancora confuse, ma la ristrettezza di una rosa che s'è complessivamente indebolita ed il calendario non l'hanno di certo aiutato. E' presto, in ogni caso, per formulare dei giudizi e per sparare sentenze, anche perchè - come detto - i verdi di Grozny hanno pur sempre affrontato due big del campionato.
Rispetto alla gara di Krasnodar, Berdyev cambia per due quarti la difesa, inserendo Kuzmin ed il rientrante César Navas al posto di Kaleshin e Bocchetti; in mezzo al campo, al fianco di capitan Noboa, spazio a Petr Bystrov, mentre sulla trequarti vengono schierati Karadeniz, Ryazantsev (nella posizione di trequartista) e Lebedenko. Oltre al solito Carlos Eduardo, assente anche Kasaev, autore del primo gol del Rubin nella RPL 2011-12.
Non si può dire che Ruud Gullit manchi di coraggio: l'olandese manda infatti in campo un 4-3-3 temerario, con Sadaev, Mguni e Rodrigo Tiuí a comporre il terzetto d'attacco. Indisponibile Bracamonte, ancora non convocati gli esterni Kobenko e Vlasov; debutto con la maglia del Terek, invece, per l'ex promessa dello Spartak Mosca Pavlenko.
L'incontro è purtroppo rovinato dalle pietosi condizioni del campo di Kazan, sul quale è onestamente difficile offrire uno spettacolo migliore: pure i giocatori del Barcelona avrebbero difficoltà a controllare il pallone. I ventidue malcapitati faticano a mantenere l'equilibrio, a turno finiscono tutti giù per terra ed a risentirne ovviamente è il gioco. Ad ogni inizio di campionato è sempre la solita storia: quello della capitale del Tatarstan rimane per distacco il peggior terreno di gioco (e dire che la concorrenza non è niente male, basti pensare al Metallurg di Samara, al Petrovskiy di San Pietroburgo o al Trud di Tomsk).
Tornando alla sfida, i primi 45' si concludono con i granata avanti per 1-0, grazie al primo centro stagionale del turco Gökdeniz Karadeniz (del volenteroso Dyadyun l'assist). Rivedibile il posizionamento dei difensori ceceni, così come il mancato intervento di Godzyur, preso sì in controtempo ma che non ha nemmeno abbozzato il tuffo. Anche nella seconda rete c'è lo zampino dell'attaccante in prestito allo Spartak Nalchik nella passata stagione, che s'avventa in spaccata sul tiro-cross di Ansaldi, poi corretto in rete da Noboa. A proposito dell'argentino: sembra essere tornato quello del 2008 in queste prime partite dell'anno solare.
Il Rubin da qualche settimana parla di un nuovo sistema di gioco che stanno sperimentando. Vorrebbero giocare più sulle combinazioni palla a terra, dialogando nello stretto. Secondo Berdyev e Sharonov, tutti stanno facendo il massimo, ma i campi aiutano poco. Proprio il difensore ha polemizzato con Fursenko: "Col nuovo calendario magari viene lui a giocare su questi campi?".

SINTESI RUBIN - TEREK 2-0


Partite di lunedì 21 marzo

Zenit San Pietroburgo - Anzhi Makhachkala 2-0: 6' Shirokov, 45' Lazović.

Zenit (4-2-3-1): Malafeev 6,5; Anyukov 6, B. Alves 6, Lombaerts 6,5, Luković 6; Zyryanov 6, Shirokov 7; Ionov 5, Fayzulin 5,5 (dal 46' Danny 6,5), Lazović 6,5 (dal 73' Huszti s.v.); A. Kerzhakov 5,5 (dal 75' Bukharov s.v.).
In panchina: Borodin, Cheminava, Peñailillo, S. Petrov. Allenatore: Spalletti.
Anzhi (4-4-1-1): Revishvili 6; Angbwa 6, Gadjibekov 5, Tagirbekov 5, Agalarov 5,5; M. Gadjiev 5,5 (dal 46' D. Tardelli 5,5), Akhmedov 6 (dall'84' D. Ivanov s.v.), Jucilei 4,5, R. Carlos 5,5; Lakhiyalov 5; Holenda 5 (dal 64' Al. Ivanov 5,5).
In panchina: A. Makarov, Kļava, Bakaev, Mukhammad. Allenatore: G. Gadjiev.

Partita non indimenticabile anche quella di San Pietroburgo, condizionata - come la maggior parte di questo inizio di campionato - dal terreno di gioco, in condizioni pessime. Dobbiamo sempre considerare che su un campo del genere risulta obiettivamente molto difficile giocare a pallone come si deve.
Successo comunque senza difficoltà per lo Zenit, andato a segno all'inizio ed alla fine del primo tempo, sempre su situazioni da palle da fermo. Una gemma la punizione di Lazović, il migliore in campo insieme ad un eccellente Shirokov.
Il secondo tempo è stato di gestione totale del vantaggio, con degli errori sotto porta che ormai sono il marchio di fabbrica dello Zenit. Da segnalare, in particolare, le chance sprecate in contropiede rispettivamente da Kerzhakov, Lazović, Bukharov e Danny (quest'ultimo partito dalla panchina, poichè da poco rientrato dal Portogallo). Male Ionov, autore della sua peggiore prestazione in questo primo scorcio di 2011 fin qui positivo per lui. Ha corso molto, ma spesso a vuoto l'esterno convocato a sorpresa da Advocaat in nazionale; in questi mesi avrà la sua grande occasione per dimostrare ciò che vale, dal momento che Bystrov tonerà disponibile in estate.
Al termine dell'incontro, festa grande per Kerzhakov, che riceve ben due premi dal quotidiano Sport-Express: il "Leader Sbornaya 2010" e soprattutto il "Premio come Miglior Giocatore dell'Ex Unione Sovietica nel 2010".
L'Anzhi attuale è ancora poca cosa. Gadjiev ha da lavorare, chissà che la pausa per le nazionali non gli possa tornare utile. Al momento, il principale limite della squadra di Makhachkala è la mancanza di intensità, il ritmo troppo lento e compassato. Molti giocatori sono visibilmente fuori condizione ed infatti gente come Jucilei e Lakhiyalov sono apparsi semplicemente irriconoscibili. Per la terza volta consecutiva, il giocatore dei Daghi che meglio si è comportato è stato l'uzbeko Akhmedov, il più propositivo e volitivo.
Tante polemiche all'indomani dell'incontro, per via del deprecabile gesto di un tifoso idiota dello Zenit, reo di aver mostrato una banana a Roberto Carlos. Un chiaro gesto razzista, che ha avuto un grande impatto anche al di fuori dei confini russi. Una brutta immagine, ma cogliamo l'occasione per dire che lo Zenit sta facendo non poco: organizza conferenze contro il razzismo, ha invitato ed ospitato tifosi dell'Alania lo scorso anno e Anzhi quest'anno. Insomma, non sono mancate le belle iniziative, poi se qualcuno è imbecille a tal punto, nemmeno la Gazprom può far molto. Purtroppo episodi del genere finiscono con il macchiare l'immagine di una tifoseria straordinaria come quella che riempie il Petrovsky di San Pietroburgo. E la cosa viene ad essere controproducente proprio in virtù dei prossimi Mondiali del 2018 che saranno ospitati dalla Russia, visto che la FIFA combatte una costante lotta al razzismo negli stadi. Il responsabile è stato comunque trovato e bandito per sempre da ogni stadio russo. Minimalizza il tutto Roberto Carlos, che dice che in 37 anni ne ha viste di tutti i colori e che perciò non può scandalizzarsi per una banana.
Non va dimenticato però che quella di lunedì è stata soprattutto la partita di Malafeev, tornato subito a giocare dopo il terribile incidente che non ha lasciato scampo a sua moglie Marina, madre di due bambini. Inutile dire che la vittoria è stata dedicata a lei.

SINTESI ZENIT - ANZHI 2-0


Spartak Mosca - Volga Nizhny Novgorod 1-0: 50' Welliton.

Spartak Mosca (4-4-2): Dykan; K. Kombarov, Sheshukov, Rojo, Makeev; Ozobić (dal 76' Yakovlev), R. Carioca, Ibson, D. Kombarov (dall'88' F. Kudryashov); Welliton, Dzyuba (dal 46' Ari).
In panchina: Belenov, Suchý, S. Rodríguez, Makhmudov. Allenatore: Karpin.
Volga (4-4-1-1): Abaev; Salukvadze, Bendz, Grigalava, Getigezhev; Yashin, M. Crosas, Pleşan (dal 39' Zyuzin), Gogua (dall'83' Tursunov); Khodjava (dal 53' Ahmetović); Martsvaladze.
In panchina: M. Kerzhakov, Rikovskiy, Léilton, R. Adjindjal. Allenatore: Tetradze.

Come era prevedibile, Valery Karpin salva solo i tre punti del posticipo di luedì contro il neopromosso Volga. Il tecnico ha letteralmente scaricato tutte le responsabilità sui suoi, che a suo dire sono andati a piedi anzichè correre. Così come a Rostov sul Don, i Myaso hanno giocato senza gli squalificati Pareja e McGeady ed hanno rinunciato ad Alex, volato in Brasile per problemi di salute di sua moglie: è evidente la differenza con il brasiliano in campo. Nel 4-0 complessivo rifilato all'Ajax fra andata e ritorno, ad illuminare la scena, decidendo il match dell'Amsterdam Arena e chiudendo quello del Luzhniki, era stato proprio il centrocampista offensivo ex Internacional. Senza di lui, la "squadra del popolo" fatica tremendamente non solo ad andare a segno, ma proprio a creare occasioni. Dopo qualche tentativo non troppo convinto dalla distanza, lo Spartak Mosca si porta avanti con Welliton, alla prima palla gol costruita dopo 50' di gioco. Buon inserimento sulla sinistra di Makeev con puntuale servizio a Welliton, che di ginocchio insacca goffamente. Per il capocannoniere degli ultimi due campionati, tornato giovedì a gonfiare le reti europee dopo tre anni e mezzo di astinenza (!), si trata della seconda rete stagionale, la prima in Premier Liga. Il resto dell'incontro prosegue lentamente, a ritmi bassissimi, inisuali per il campionato russo. Per ritmo, azione lente ed insistite, possesso palla prolungato da parte di entrambe le squadre è sembrata infatti più una partita da calcio spagnolo.
Il Volga prende con filosofia questa prima sconfitta maturata nella massima serie. La compagine di Nizhny Novgorod è convinta di esser in grado di dimostrare la propria compattezza e la propria sostanza già nelle prossime gare.

SINTESI SPARTAK MOSCA - VOLGA NN 1-0


Krylya Sovetov Samara - CSKA Mosca è stata rinviata a data da destinarsi per impraticabilità del campo.

CLASSIFICA:
1. Rubin Kazan 6
2. Zenit San Pietroburgo 6
3. Krasnodar 4
4. CSKA 3 *
5. Lokomotiv 3
6. Dinamo 3
7. Rostov 3
8. Spartak Mosca 3
9. Volga Nizhny Novgord 3
10. Kuban 3
11. Spartak Nalchik 3
12. Amkar 3
13. Anzhi 1
14. Krylya Sovetov 0 *
15. Tom 0
16. Terek 0

* 1 partita da recuperare



VIDEO CON TUTTI I GOL DEL 2° TURNO:

2 commenti:

calcio pazzo ha detto...

Complimenti per il blog!! Ci sono molte notizie ed è aggiornato costantemente... Io ho appena creato il mio blog.. Ti andrebbe di creare qualche forma di collaborazione? rispondimi a calciopazzo@hotmail.com

www.calciopazzo.blogspot.com

frank ha detto...

Hi, I came across your site and wasn’t able to get an email address to contact you. Would you please consider adding a link to my website on your page. We are happy to offer you a 10% discount to our Online Store if you do so. Please email me back and I would be happy to give you our link.

Thanks!

Frank
frank641w@gmail.com