lunedì 25 aprile 2011

Il punto sulla 5ª Giornata della RPL 2011-12: analisi di tutte le partite


Krylya Sovetov Samara - Krasnodar 0-0


Krylya Sovetov (4-4-1-1): M'Bolhi; Tsallagov, Abdoulfattakh (dal 46' Kirillov), N. Đjorđjević, Molosh; Samsonov (dall'83' Escobar), Sosnin, Ponomarenko, Priyomov; S. Kuznetsov; Pečnik.
In panchina: D. Yurchenko, Novitskiy, Kovba, Shalaev, Savin. Allenatore: Tarkhanov.
Krasnodar (4-5-1): Gorodov; Vranješ, Amisulashvili, Tubić, Anđjelković; Tatarchuk (dall'84' Komkov), Drinčić, M. Abreu, Kulchiy (dal 75' Shipitsin), Joãozinho; Picuşceac (dall'84' Gogniev).
In panchina: Usminskiy, Markov, Zaika, Vorobjev. Allenatore: Muslin.

E' uno 0-0 scritto quello di Samara, dove si affrontano due squadre non esattamente votate al gioco d'attacco, con i padroni di casa che faticano a trovare la via del gol e con gli ospiti che si confermano come la squadra più catenacciara di tutto il torneo. Non si può dire, in ogni caso, che il Krylya Sovetov non ci abbia provato, sia nel primo tempo che soprattutto nella ripresa. Nei primi minuti della seconda frazione di gioco, Sergey Kuznetsov fornisce sui piedi di Kirillov la palla dell'1-0, ma l'ex centrocampista di Khimki ed Alania spara alto da posizione più che favorevole. Molosh per poco non sorprende Gorodov con una velenosa conclusione dai 35 metri e poco dopo Amisulashvili salva miracolosamente sulla linea il colpo di testa a botta sicura dell'ucraino Priyomov. Niente da fare, tuttavia, per i ragazzi di Tarkhanov, che non riescono a bissare il successo casalingo di sette giorni prima.

SINTESI KRYLYA SOVETOV - KRASNODAR 0-0


Kuban Krasnodar - Rostov 2-0: 9' L. Traoré, 35' Zelão.

Kuban (4-5-1): Budakov; Al. Kozlov, Zelão, Armaş, Zhavnerchik; Tsoraev, Tlisov, Maximov (dal 61' Fiedler), Kulik, D. Varga (dall'87' G. Bucur); L. Traoré (dal 90' M. Ureña).
In panchina: Karyukin, Rogochiy, S. Gorelov, Skvernyuk. Allenatore: Petrescu.
Rostov (4-4-1-1): Radić; Khagush, Okoronkwo, Saláta, A. Khokhlov; Blatnjak (dal 46' M. Grigorjev), Yankov, Boussaidi (dal 67' Kirichenko), Kalachev (dal 46' Česnauskis); O. Ivanov; Adamov.
In panchina: Lejsal, Živanović, Rebko, Malyaka. Allenatore: Protasov.
Note: espulso al 65' Al. Kozlov (Kuban) per doppia ammonizione.

Terza vittoria in campionato per il neopromosso Kuban, che si aggiudica il derby del Mar Nero, al termine di un incontro dominato per buona parte proprio dai Canarini. Il match si mette subito bene per i gialloverdi, che passano dopo neanche 10': Tlisov lancia in profondita Lacina Traoré, che stacca in velocità Okoronkwo e che - da posizione defilata - lascia partire uno straordinario sinistro in corsa perfetto per potenze e precisione, che si insacca nell'angolino opposto. Gran gol davvero quello del promettente centravanti ivoriano, che può contare su dei mezzi atletici, fisici ma anche tecnici importanti. L'ex CFR Cluj pecca però di freddezza sottoporta, e lo dimostra poco dopo, non riuscendo ad impattare la sfera, vanificando così un'iniziativa di Tsoraev. E' lo stesso centrocampista osseta ad incaricarsi della battuta del corner sugli sviluppi del quale arriva il 2-0 di Zelão. Sul finire di tempo, è ancora Tsoraev a rendersi protagonista, questa volta però sparando addosso a Radić in uscita. Nonostante l'inferiorità numerica (espulso Alexey Kozlov al 65' per doppia ammonizione), il Kuban continua a fare il buono ed il cattivo tempo, rischiando solo in una circostanza (salvataggio sulla linea di Armaş) e non trovando per pochissimo il terzo gol con i due protagonisti dell'incontro, Tsoraev e Lacina Traoré.

SINTESI KUBAN - ROSTOV 2-0


Terek Grozny - Dinamo Mosca 0-0

Terek (4-5-1): Djanaev 6,5; Yatchenko 6,5, A. Ferreira 6,5, Omelyanchuk 6, Xavier Zengue 6; Vlasov 6 (dal 63' Gvazava 5,5), Maurício 6,5, Essame 6, Katsaev 6 (dall'81' Pavlenko s.v.), R. Tiuí 6; Mguni 6.
In panchina: Godzyur, Polzcak, Tagilov, Georgiev, Bracamonte. Allenatore: Gullit 6.
Dinamo (4-1-4-1): Shunin 6,5; Wilkshire 6, L. Fernández 5,5, Granat 5,5, Lomić 6; Ropotan 4,5; Samedov 6, Semshov 5, Sapeta 6, Karyaka 4 (dal 60' Voronin 5,5); Kurányi 5,5.
In panchina: Puzin, Kolodin, Dujmović, Misimović, Smolov, Kokorin. Allenatore: Božović 4,5.

Prestazione, tanto per cambiare, scialba e senza idee dei Poliziotti, con Božović che ha tenuto in panchina per tutti e 90 i minuti il giocatore più creativo della rosa, Misimović. Un pò meglio il Terek di Gullit, al secondo pareggio per 0-0 consecutivo contro una compagine moscovita, che quantomeno ha fatto la partita, mantenendo a lungo un possesso palla comunque fine a se stesso.

SINTESI TEREK - DINAMO 0-0


Amkar Perm - Zenit San Pietroburgo 1-3: 90'+3 Mikhalev; 20' Ionov, 24' Danny, 80' Bukharov.

Amkar (4-4-2): Khomutovskiy 6,5; Sirakov 5,5, A. Popov 5, Belorukov 5, Cherenchikov 5,5; Peev 6,5, Kolomeytsev 6,5, M. Novaković 6,5, Mijić 5 (dal 59' Grishin 6); S. Volkov 6 (dal 76' Mikhalev 6), Đjalović 6 (dal 64' Ristić 6).
In panchina: Narubin, N. Mijailović, Molodtsov, J. Knežević. Allenatore: Rakhimov 6.
Zenit (4-2-3-1): Malafeev 6; Anyukov 6,5, B. Alves 6,5, Lombaerts 7, Luković 5; Denisov 6, Zyryanov 6,5; Ionov 6, Danny 6,5 (dal 50' Lazović 6), Huszti 6 (dal 58' Hubočan 6); A. Kerzhakov 6,5 (dal 71' Bukharov 6,5).
In panchina: Zhevnov, Cheminava, S. Petrov, Fayzulin. Allenatore: Spalletti.

Al di là del punteggio, forse eccessivo e che punisce esageratamente un buon Amkar, Zenit bene solamente a tratti, un pò con il freno a mano tirato in certi momenti della partita, ma in grado di fare seriamente male ai permyaki ogni volta che attaccava con una certa convinzione. Uno Zenit che ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo, specialmente nei primi 45', conclusi avanti di due reti. Huszti serve in velocità Kerzhakov, che resiste alle cariche di Popov e mette al centro per Ionov che insacca a porta vuota, trovando alla buon'ora il suo primo centro in campionato. Passano 240 secondi ed i Meshki raddoppiano, questa volta con una bella azione personale di Danny. Nel mezzo, c'era stato il palo esterno colpito da Peev con un destro dal limite. I rossoneri degli Urali si fanno preferire nella prima metà della seconda frazione di gioco, ma nel finale i Campioni di Russia rischiano di dilagare con il subentrato Bukharov, che ha sui suoi piedi tre grandissime occasioni: la prima e l'ultima (sarebbe stato un gran gol) le spreca, quella in mezzo l'ha sfrutta, districandosi bene in mezzo ai difensori avversari. Nel finale c'è spazio per la gioia personale del giovane Mikhalev, attaccante ucraino scuola Shakhtar Donetsk che - per la prima volta nel calcio dei "grandi" - finisce nel tabellino dei marcatori.

SINTESI AMKAR - ZENIT 1-3


Lokomotiv Mosca - Volga Nizhny Novgorod 1-0: 82' Ozdoev.

Lokomotiv (4-4-2): Guilherme; Shishkin, Burlak, Ďurica, Yanbaev; Ignatjev, Glushakov (dal 74' Ozdoev), Loskov (dal 59' Ibričić), Torbinskiy; Sychev, D. B. Fall (dal 55' Maicon).
In panchina: Amelchenko, Ilič, Nakhushev, Gatagov. Allenatore: Krasnozhan.
Volga NN (4-4-2): Abaev; Salukvadze, Bendz, Grigalava, Getigezhev; Tursunov (dal 52' Gogua), M. Crosas, Pleşan (dal 44' R. Adjindjal), Yashin; Martsvaladze, Khazov (dal 68' Ahmetović).
In panchina: M. Kerzhakov, Aravin, Samokhvalov, Burchenko. Allenatore: Tetradze.

Tornano al successo i Ferrovieri, ma che fatica! La Loko passa solamente all'82' e lo fa nel modo più fortunato possibile: vale a dire, con un tiro senza pretese del 18enne Ozdoev (appena entrato in campo) provvidenzialmente deviato dalla schiena di un avversario. Abaev, che fino a quel momento aveva parato di tutto, viene così beffato nel modo forse peggiore possibile. Successo comunque meritato quello dei rossoverdi, cresciuti con il passare dei minuti, che hanno assediato il Volga per buona parte della ripresa. Lodevole l'atteggiamento degli uomini di Tetradze, che non hanno pensato a rafforzare il muro difensivo, ma hanno provato a giocarsela ad armi pari, sullo stesso piano degli avversari.

SINTESI LOKOMOTIV - VOLGA NN 1-0


CSKA Mosca - Rubin Kazan 2-0: 27' M. González, 52' S. Doumbia.

CSKA (4-4-2): Akinfeev; Nababkin, V. Berezutskiy, Ignashevich, A. Berezutskiy; S. Oliseh (dal 90' Cauņa), Šemberas (dal 59' Rahimić), Dzagoev, M. González; S. Doumbia (dal 64' Vágner Love), Necid.
In panchina: Chepchugov, Odiah, Schennikov, Tošić. Allenatore: Slutskiy.
Rubin (5-4-1): Ryzhikov; Kuzmin, Sharonov (dal 53' Gökdeniz Karadeniz), César Navas, Bocchetti, Ansaldi (dal 72' V. Kaleshin); Ryazantsev, Natkho, Kislyak (dal 51' Nemov), Lebedenko; Dyadyun.
In panchina: Arlauskis, Djalilov, Antoniuk, Medvedev. Allenatore: Berdyev.
Note: espulso all'85' Bocchetti (Rubin) per doppia ammonizione.

L'insolita papera di Ryzhikov spiana la strada al CSKA, che vince il secondo scontro diretto di fila, anche se questa volta lo fa "sul campo". Prima della rete di Mark González, però, la palla gol più ghiotta per portarsi in vantaggio ce l'aveva avuta il Rubin, con Dyadyun, che per l'ennesima volta dimostra di non avere quel "killer instinct" tipico dei bomber di razza: l'attaccante che tanto bene ha fatto l'anno scorso in prestito a Nalchik, infatti, ha fatto tutto benissimo ma s'è lasciato iptnotizzare sul più bello da Akinfeev. Tanto fortunato il gol dell'1-0, quanto ben orchestrato quello del 2-0: da manuale del calcio la ripartenza degli uomini di Slutskiy, che in pochi e rapidi tocchi mettono in condizione Doumbia di insaccare comodamente da pochi passi. Partita nera per i tartari, che già dovevano rinunciare ai loro tre elementi più fantasiosi (lo squalificato Noboa e gli infortunati Carlos Eduardo e Kasaev): si sono ritrovati sotto nel punteggio a causa di un incredibile errore del loro estremo difensore, hanno centrato l'incrocio dei pali in pieno con Ryazantsev poco dopo il radoppio dei Soldati ed hanno - dulcis in fundo - concluso l'incontro in dieci uomini (cartellino rosso mostrato per somma di ammonizioni al "nostro" Bocchetti). Evidenti, tuttavia, anche le responsabilità di Berdyev, che ha optato su un discutibilissimo 5-4-1 di "copeneghiana" memoria (tale modulo il tecnico turkmeno lo utilizzò solamente nella funesta trasferta in terra danese, nella Fase a Gironi dell'attuale Champions League).

SINTESI CSKA - RUBIN 2-0


Anzhi Makhachkala - Spartak Mosca 2-1: 29' Holenda, 75' Angbwa; 7' D. Kombarov.

Anzhi (4-3-3): Revishvili; Angbwa, Gadjibekov, Tagirbekov, Agalarov; Akhmedov (dal 66' M. Gadjiev), R. Carlos, Jucilei; Boussoufa (dal 90'+2 Bakaev), Holenda, Lakhiyalov (dal 70' D. Tardelli).
In panchina: A. Makarov, Igonin, Al. Ivanov, Mukhammad. Allenatore: G. Gadjiev.
Spartak Mosca (4-4-2): Dikan (dal 46' N. Zabolotniy); K. Kombarov, S. Rodríguez, Rojo, F. Kudryashov; McGeady, Sheshukov, Alex (dal 75' Ibson), D. Kombarov; Welliton, Dzyuba (dal 46' Ari).
In panchina: Parshivlyuk, Makeev, R. Carioca, Yakovlev. Allenatore: Karpin.

Non c'è un attimo di tregua per lo Spartak Mosca, il cui periodo di crisi non conosce fine: in Daghestan è arrivata l'ennesima sconfitta stagionale, un altro duro colpo per il morale dei ragazzi di un Karpin sempre più traballante, secondo molti dalla sorte ormai già segnata. E dire che la gara era iniziata nel migliore dei modi per i rossobianchi, subito portatisi avanti nel punteggio grazie ad una conclusione di Dmitry Kombarov goffamente non trattenuta da Revishvili. Cala il silenzio a Makhachkala, ma la reazione dei Daghi non si fa troppo attendere. Lakhiyalov, che pochi istanti prima era andato vicino al gol, crossa al centro dell'area, dove svetta imperioso il ceco Holenda, che di testa anticipa tutti, prende in controtempo Dikan (poi uscito infortunato) e fa 1-1. La "squadra del popolo" si disunisce, si spezza in due tronconi e, pur riuscendo ad impensierire Revishvili in qualche circostanza, soffre terribilmente dietro. Angbwa punisce i Myaso e fa impazzire di gioia una città intera. Il progetto dell'Anzhi comincia a dare i primi frutti.

SINTESI ANZHI - SPARTAK MOSCA 2-1


Spartak Nalchik - Tom Tomsk 1-2: 86' Portnyagin; 4' Golyshev, 10' Jokić.

Spartak Nalchik (4-5-1): Fredrikson; Lebedev, Džudović, Ovisenko, Bagaev; Leandro (dal 58' Siradze), Zahirović (dal 30' Milić), Kontsedalov, Berkhamov, Pylypchuk; Portnyagin.
In panchina: Pomazan, Kulikov, M. Jovanović, Gridnev, Goshokov. Allenatore: Eshtrekov.
Tom (4-6-0): Pesjakov; Gultyaev, Jokić, Tigorev, Skoblyakov; Balyaikin (dal 72' Khatazhenkov), Sabitov, Kim Nam-Il (dal 46' Sosnovski), K. Kovalchuk (dal 77' Starikov), Kharitonov, Golyshev.
In panchina: Komissarov, Stroev, Bazhenov, Kanunnikov. Allenatore: Nepomniachiy.

Colpaccio esterno dal valore inestimabile per i siberiani, che passano a Nalchik ottenendo la loro prima vittoria in questo 2011. La partita per Kharitonov e compagni si mette subito sui binari giusti, con Golyshev che riesce a sbloccare il risultato dopo soli 4'. Poco dopo, Jokić ha già raddoppiato. Il Tom segna così più reti nei primi 10' di questa sfida che nelle precedenti altre quattro gare. I padroni di casa non demordono, provano in tutti i modi a riaprire il match, ma vanno a segno con l'interessante Portnyagin quando ormai è troppo tardi.


VIDEO CON TUTTI I GOL DEL 5° TURNO

Il punto sulla 4ª Giornata della RPL 2011-12: analisi di tutte le partite



Krylya Sovetov Samara - Lokomotiv Mosca 1-0: 87' N. Đjorđjević.

Krylya Sovetov (4-4-1-1): M'Bolhi; Tsallagov, N. Đjorđjević;, Taranov, Molosh; Samsonov (dal 62' Abdoulfattakh), Sosnin, Kirillov (dall'80' Escobar), Priyomov; S. Kuznetsov; Pečnik.
In panchina: D. Yurchenko, Novitskiy, Ponomarenko, Shalaev, Savin. Allenatore: Tarkhanov.
Lokomotiv (4-4-2): Guilherme; Shishkin, Burlak, Ďurica, Yanbaev; Ignatjev, Glushakov, Loskov (dal 90' Ozdoev), Torbinskiy (dal 77' Gatagov); Maicon, Sychev (dal 66' B. D. Fall).
In panchina: Amelchenko, Ilič;, Nakhushev, S. Ivanov. Allenatore: Krasnozhan.

Tre punti d'oro per le Ali di Samara, che nei minuti finali ottengono la loro prima, importantissima, prima vittoria stagionale. Sul terribile campo di patate del Metalurg, sono i padroni di casa a creare i maggiori pericoli, in particolare con Samsonov e lo sloveno Pečnik. Guilherme risponde sempre presente, ma commette un grave errore in occasione della rete del serbo Đjorđjević, uscendo a vuoto ed andandosi a scontrare con un compagno. Per i Ferrovieri, da segnalare solamente una traversa scheggiata dal senegalese Fall.
Dopo un promettente avvio (la vittoria per 3-2 contro la Dinamo nel derby), allarmanti i risultati ottenuti in seguito dalla Lokomotiv: duue sconfitte di misura a Perm ed a Samara ed un inutile pareggio casalingo contro il Rostov. Risultati degni di una squadra mediocre.

SINTESI KRYLYA SOVETOV - LOKOMOTIV 1-0


Krasnodar - Amkar Perm 1-0: 68' Tubić.

Krasnodar (4-5-1): Gorodov; Vranješ, Amisulashvili, Tubić, Anđjelković; Tatarchuk jr. (dal 65' Komkov), Drinčić, M. Abreu (dal 60' Vorobjev), Kulchiy, Joãozinho (dal 90' Shipitsin); Picuşceac.
In panchina: Pchelintsev, Markov, Zaika, Gogniev. Allenatore: Muslin.
Amkar (4-4-2): Khomutovskiy; Sirakov, A. Popov, Belorukov, Cherenchikov; Peev, Kolomeytsev, M. Novaković, Mijić (dal 71' Sekretov); Đjalović, Ristić (dall'86' Mikhalev).
In panchina: Narubin, N. Mijailović, Molodtsov, J. Knežević, Burmistrov. Allenatore: Rakhimov.

A Krasnodar lo 0-0 sembrava un risultato scritto, nonostante ad entrambe le squadre non siano mancate le palle gol per portarsi avanti nel punteggio. I padroni di casa, nello specifico, crescono con il passare dei minuti e mettono paura agli ospiti prima con una potente rasoiata del vivace brasiliano Joãozinho e con uno stacco aereo di Picuşceac, poi con un incredibile colpo di tacco volante di Vorobjev uscito per una questione di centimetri ed infine con un altro colpo di testa del numero 9 moldavo, che questa volta si stampa sul palo. Sul successivo calcio d'angolo, Tubić anticipa tutti sul primo palo e regala un altro successo alla giovane compagine del Sud della Russia.

SINTESI KRASNODAR - AMKAR 1-0


Dinamo Mosca - Kuban Krasnodar 1-0: 83' Semshov.

Dinamo (4-4-1-1): Shunin 6; Wilkshire 6, L. Fernández 6, Granat 6, Lomić 6; Samedov 6, Semshov 6 (dall'89' Sapeta s.v.), Ropotan 5,5, Karyaka 5 (dal 69' Smolov s.v.); Misimović 5,5 (dal 56' Voronin 6,5); Kurányi 6,5.
In panchina: Puzin, Kolodin, Dujmović, Kokorin. Allenatore: Božović 6,5.
Kuban (4-5-1): Budakov 7; Al. Kozlov 5,5, Zelão 5,5, Armaş 5, Zhavnerchik 6; Tsoraev 6, Fiedler 6 (dal 76' Skvernyuk s.v.), Tlisov 6 (dall'87' G. Bucur s.v.), Kulik 6,5, D. Varga 6; Davydov 5,5 (dal 62' M. Ureña 5,5).
In panchina: Namaşco, Rogochiy, S. Gorelov, Maximov. Allenatore: Petrescu 6.

Incredibile ma vero, ogni tanto i miracoli si avverano: Dinamo rivitalizzata dall'ingresso in campo di Voronin, che ha avuto un ottimo impatto sul match, come testimoniano le numerose opportunità create con lo zampino del biondo attaccante ucraino. Da salvare, comunque, c'è ben poco nella prestazione della Dinamo, che continua a non riuscire a risolvere i problemi di gioco che la attanagliano ormai da due anni. Da lodare però l'impegno degli uomini di Božović, che ci hanno creduto fino all'ultimo, trovando la rete nel finale con Semshov, un vero guerriero che non molla mai, che ha così salvato una partita per il resto ricca di errori da parte sua (specialmente sottoporta).
C'è dispiacere in casa Kuban, sia perchè la sconfitta è maturata a pochi minuti dal termine, sia perchè la squadra s'era comportata discretamente, giocando in maniera ordinata e disciplinata. E' anche vero però che negli ultimi 20' ha subito troppo centralmente, con i due centrali difensivi che non sono riusciti a prendere le misure al duo composto da Kurányi e Voronin: nella circostanza del gol del caparbio Semshov, da segnalare l'addormentato Armas, che s'è fatto anticipare come un pivello.

SINTESI DINAMO - KUBAN 1-0


Rostov - Volga Nizhny Novgorod 1-3: 81' Okoronkwo; 45' Khodjava, 52' Khazov, 75' Tursunov.

Rostov (4-4-1-1): Radić; Khagush, Okoronkwo, Saláta, A. Khokhlov; Blatnjak, Gaţcan (dall'87' Kulesha), Rebko (dal 58' M. Grigorjev), Kalachev (dal 68' Malyaka); Adamov.
In panchina: Lejsal, Boussaidi, Živanović, Proshyn. Allenatore: Protasov.
Volga NN (4-4-1-1): Abaev; Salukvadze (dall'84' Gaál), Bendz, Grigalava, Getigezhev; Tursunov, M. Crosas, Pleşan, Yashin (dal 64' Martsvaladze); Khodjava; Khazov (dall'80' Ahmetović).
In panchina: Astakhov, Semyachkin, R. Adjindjal, Burchenko. Allenatore: Tetradze.
Note: espulso all'82' Khodjava (Volga NN) per doppia ammonizione.

La principale sorpresa di queste primissime giornate di campionato, ancor più delle due squadre di Krasnodar, è un'altra neopromossa, che risiede a Nizhny Novgorod: parliamo ovviamente del Volga guidato da Omari Tetradze, che ha il pregio non indifferente di giocare un buon calcio, reso piacevole grazie ad un centrocampo di palleggiatori mediamente ben dotati da un punto di vista tecnico e grazie a degli esterni rapidi e ficcanti, abili a ribaltare l'azione. L'emblema della prima "categoria" è rappresentato alla perfezione da Gocha Khodjava, talentuosissimo trequartista georgiano che s'è preso una bella rivincita nei confronti del Rostov, che in passato non credette in lui. L'ex fantasista dell'Anzhi, allo scadere del primo tempo ha sbloccato l'incontro con una rete fantastica (la più bella vista fin qui nella RPL 2011-12), un sensazionale tiro di sinistro che s'è insaccato sotto l'incrocio dei pali. Per descrivere, invece, la "seconda" categoria di giocatori fondamentali del Volga, basterebbe soffermarsi sulla prestazione di Tursunov: l'uzbeko prima - con un perfetto cross teso - permette a capitan Khazov di raddoppiare, poi ci pensa direttamente lui a coronare la sua gran prestazione, saltando in dribbling un paio di avversari e battendo Radić dal limite dell'area. Unico rimpianto del Volga, l'evitabilissima espulsione di Khodjava, che nel finale s'è fatto cacciare per doppia ammonizione.

SINTESI ROSTOV - VOLGA NN 1-3


Rubin Kazan - Spartak Nalchik 0-0

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; V. Kaleshin, Sharonov, César Navas, Ansaldi; Nemov (dal 46' Ryazantsev), Natkho; Gökdeniz Karadeniz (dal 62' Medvedev), Noboa, Lebedenko; Dyadyun.
In panchina: Arlauskis, Kuzmin, Zhestokov, Kislyak, Antoniuk. Allenatore: Berdyev.
Spartak Nalchik (4-5-1): Fredrikson; Lebedev, Džudović, Ovsienko, Bagaev; Leandro, Zahirović, Kontsedalov, Berkhamov, Pylypchuk (dal 90' Siradze); Kazharov (dall'81' Milić).
In panchina: Pomazan, Lukanchenkov, Gridnev, Schanitsin, Mitrishev. Allenatore: Eshtrekov.
Note: espulso all'83' Noboa (Rubin) per doppia ammonizione.

Nulla di nuovo sotto il sole: il Rubin continua a fare una fatica immane a costruire palle gol, quelle poche che crea non le riesce a concretizzare a causa della mancanza di un vero bomber nella rosa di Berdyev e così basta fare una partita attendista, attenta e volta a chiudere ogni spazio, per strappare senza problemi un pareggio a reti bianche nel campo della squadra che si laureò Campione di Russia per due anni consecutivi (2008 e 2009). Paradossalmente, sono gli ospiti a provarci con molta più convinzione ed a sfiorare il vantaggio con Kontsedalov a metà ripresa.
Lo Spartak Nalchik, che esce imbattuto dal Tatarstan per la seconda stagione consecutiva, ottiene così un altro prezioso punticino dopo quello ottenuto in rimonta nel week-end scorso contro lo Zenit.

SINTESI RUBIN - SPARTAK NALCHIK 0-0


Zenit San Pietroburgo - CSKA Mosca 1-1: 45' Zyryanov; 32' M. González.
0-3 a tavolino

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 5, B. Alves 7, Lombaerts 6, Luković 5,5; Zyryanov 6 (dall'80' Fayzulin s.v.), Denisov 6, Shirokov 6; Ionov 5,5 (dal 66' Lazović 6), Danny 5,5; A. Kerzhakov 6 (dall'88' Bukharov s.v.).
In panchina: Zhevnov, F. Meira, Hubočan, Huszti. Allenatore: Spalletti 3.
CSKA (4-4-2): Akinfeev 6; Nababkin 5,5, V. Berezutskiy 6, Ignashevich 5, Schennikov 7 (dal 90'+3 A. Berezutskiy s.v.); Tošić 6 (dal 67' S. Oliseh s.v.), Rahimić 4,5, Dzagoev 6, M. González 6; S. Doumbia 6,5 (dal 90'+5 Šemberas 10), Necid 6.
In panchina: Chepchugov, Odiah, Cauņa. Allenatore: Slutskiy 6.

Termina 1-1 il big match del Quarto Turno che opponeva le due squadre più vincenti in Russia nell'ultimo lustro, nonchè le due più forti dell'attuale torneo. Un tempo a testa, pareggio risultato tutto sommato giusto, sebbene sia stato lo Zenit a fare maggiormente la partita ed a creare più palle gol, quasi tutte sprecate.
Primo tempo molto intenso, con occasioni da una parte e dall'altra. Slutsky legge bene la partita, e schiera una linea difensiva molto alta, per cercare di limitare le azioni in velocità dello Zenit, mettendo puntualmente in fuorigioco gli attaccanti di Spalletti. Prima occasione sui piedi di Ionov che, ben servito da Danny, si fa anticipare in uscita da Akinfeev. Poi, arriva il vantaggio ospite. Doumbia vince un rimpallo con Lombaerts, serve Tošić, che allunga sulla sinistra per Mark González, che - completamente dimenticato dalla difesa dello Zenit - insacca alle spalle di Malafeev. CSKA che potrebbe anche raddoppiare poco dopo con Doumbia, di nuovo lasciato liberissimo in mezzo all'area su cross dalla destra di Nababkin. L'attaccante ivoriano però scivola al momento di concludere. Il finale è tutto di marca Zenit. Prima va vicino al pareggio Bruno Alves che, di testa, sugli sviluppi di un corner, mette fuori. Quindi, arriva il pareggio. Lancio lunghissimo di Anyukov dalla difesa, che trova Kerzhakov con molto spazio a disposizione. L'attaccante vede libero al centro Zyryanov che, controlla, e batte Akinfeev, anticipando il recupero in scivolata di Vasily Berezutskiy. Bravo Kerzhakov a premiare l'inserimento di Zyryanov, il quale stava giocando un primo tempo infarcito di errori non da lui.
Secondo tempo a cui son mancati soltanto i gol, ma si è vista una partita all'altezza delle gran qualità di cui dispongono le due squadre. All'inizio si fa pericolosa l'Armata Rossa, con una punizione di Tošić, bloccata da Malafeev. Quindi Danny avrebbe potuto concludere meglio una buona triangolazione con Ionov. Miglior sorte meritava la conclusione di Kerzhakov che, servito da Zyryanov, si libera di Ignashevich, e con il suo sinistro calcia di poco alto. Nel finale, arrivano le migliori occasioni dei Bomzhi per vincere la partita. Prima il subentrato Fayzulin, ruba un pallone alla difesa dei Kony, e, dopo una triangolazione con tacco di Bukharov, conclude lentamente tra le mani di Akinfeev. Poi, la mira Danny, ancora una volta, non è tra le migliori: azione in velocità con Lazović che mette un pallone dentro per il portoghese da spingere in porta, ma che in realtà termina altissimo.

Tutto reso vano però dalla "genialata" di Spalletti, che ha pensato bene di infrangere le regole non convocando nessun U-21 per questa importante gara di cartello. Una mossa che è costata allo Zenit lo 0-3 a tavolino, come da regolamento. Una regola senz'altro discutibile, ma che - come tale - va rispettata. Una grave ingenuità del tecnico italiano e di tutto il suo staff tecnico, pagata a caro prezzo. Ci auguriamo che possa servire di lezione.

SINTESI ZENIT - CSKA 1-1 (0-3 a tavolino)


Spartak Mosca - Terek Grozny 0-0

Spartak Mosca (4-4-2): Dikan 6; K. Kombarov 5,5, Suchý 6, Rojo 6, D. Kombarov 6; Alex 5, Sheshukov 5, Ibson 5 (dal 64' Makeev 5,5), McGeady 5; Welliton 5,5, Dzyuba 5 (dal 64' Ari 6).
In panchina: N. Zabolotniy, S. Rodríguez, F. Kudryashov, Makhmudov. Allenatore: Karpin 5.
Terek (4-5-1): Djanaev 6,5; Yatchenko 6, A. Ferreira 6,5, Omelyanchuk 5,5, Xavier Zengue 6; Vlasov 6,5 (dal 74' Pavlenko s.v.), Katsaev 6 (dall'83' Gvazava s.v.), Essame 6, Maurício 6,5, R. Tiuí 6; Mguni 5,5 (dal 54' Bracamonte 5,5).
In panchina: Godzyur, Polczak, Tagilov, Georgiev. Allenatore: Gullit 6.

Il pessimo e tutt'altro che emozionante pareggio per 0-0 fra Spartak Mosca e Terek rende ancor più brutto un week-end deludente. Se escludiamo le sfide di Rostov e San Pietroburgo, tutte le altre partite sono state di livello non propriamente alto. In un aggettivo: noiose.
Malissimo lo Spartak nel suo Luzhniki, incapace di orchestrare un'azione offensiva degna di tale nome. Una squadra in crisi, che sta vivendo un periodo deprimente. Ora Karpin rischia veramente tanto.
Il Terek ha fatto la sua onesta gara, è arrivato a Mosca per fare le barricate e c'è riuscito tutto sommato bene, pur concedendo un paio di ghiotte opportunità, non sfruttate nella ripresa da Ibson e McGeady. Ma, almeno per il momento, gli uomini di Gullit si possono accontentare.

SINTESI SPARTAK MOSCA - TEREK 0-0


Tom Tomsk - Anzhi Makhachkala 0-0

Tom (4-6-0): Pesjakov; Gultyaev, Jokić, Tigorev, Skoblyakov (dal 76' Stroev); Balyaikin (dal 70' Starikov), Kim Nam-Il, Sabitov, K. Kovalchuk, Kharitonov, Golyshev (dall'85' Khatazhenkov).
In panchina: Komissarov, Nikitinskiy, Chernov, K. Pogrebnyak. Allenatore: Nepomniachiy.
Anzhi (4-3-3): Revishvili; Angbwa, Gadjibekov, Tagirbekov, Agalarov; Akhmedov (dal 62' Bakaev), R. Carlos, Jucilei; Lakhiyalov (dal 56' Al. Ivanov), Holenda, Boussoufa (dal 78' M. Gadjiev).
In panchina: A. Makarov, Kļava, Mirzabekov, D. Tardelli. Allenatore: G. Gadjiev.

Come si suol dire, non c'è due senza tre ed ecco quindi il terzo pareggio a reti bianche della Quarta Giornata del Campionato Russo, un turno che di emozioni ne ha regalate poche. E la gara di Tomsk non fa eccezione, anzi.
Positivo l'inizio dei padroni di casa, che hanno mostrato un piglio più aggressivo rispetto alle ultime uscite. Prima Balyaykin ha una buona occasione su cross dalla sinistra di Kovalchuk, ma il suo colpo di testa a incrociare finisce a lato. Quindi la migliore opportunità capita sui piedi di Jokić, che con una conclusione in diagonale colpisce il palo mentre, sulla ribattuta, Golyshev svirgola clamorosamente. A metà primo tempo inizia a farsi vedere anche l'Anzhi. Holenda, ben servito di prima da Boussoufa, va vicino al gol di testa, ma Pesjakov lo anticipa all'ultimo momento. Poi, lo stesso Holenda, colpisce di testa su una lunghissima rimessa laterale di Roberto Carlos, con la sfera che si stampa sulla traversa.
Secondo tempo addirittura meno interessante del primo, nel quale non succede di fatto nulla, con le due squadre che si accontentano del pari.
Tom sicuramente più propositivo rispetto alle sfide precedenti, ma continua a pesare come un macigno l'assenza di un attaccante là davanti. Brutto passo indietro per l'Anzhi, che non ha confermato i progressi mostrati nella Terza Giornata contro il Rubin.

SINTESI TOM - ANZHI 0-0


VIDEO CON TUTTI I GOL DEL 2° TURNO:

venerdì 8 aprile 2011

Il punto sulla 3ª Giornata della RPL 2011-12: analisi di tutte le partite


Campionato che si preannuncia molto equilibrato, visto che dopo tre turni, già nessuna squadra si trova a punteggio pieno.
Questa 3ª Giornata ha dimostrato quanto sia competitivo il Campionato Russo e quanto siano difficili da affrontare le cosiddette "piccole", le provinciali, specie se affrontate in trasferta. Uno dei tanti motivi per cui chi scrive adora il calcio russo, infatti, è per il fatto che tradizionalmente (anche quando il livello medio era meno elevato) non sono mai esistiti campi facili. Anzi, sono numerosi gli stadi dai quali - per tornare a casa con i tre punti - devi disputare una grande partita, altrimenti rischi di uscire con le ossa rotte. E' quello che è successo sabato a Dinamo e Spartak Mosca, letteralmente umiliate rispettivamente a Nizhny Novgorod (3-0) e Krasnodar (3-1), contro due neopromosse, Volga e Kuban. In misura minore, vista la qualità della rosa dell'Anzhi, è quello che è successo anche al Rubin, che ha perso di misura a Makhachkala.
Lo stesso Zenit Campione in carica non è riuscito ad imporsi in trasferta, pareggiando per 2-2 a Nalchik, nella tana dello Spartak del Sud.
Ancor più inattesi i pareggi - entrambi per 1-1 - di CSKA e Lokomotiv, fermate al Luzhniki rispettivamente da Krasnodar (una squadra ripescata ad un mese e mezzo dall'inizio del torneo) e Rostov (che nella prima giornata s'era già tolto la soddisfazione di rifilare quattro pere allo Spartak che poi si sarebbe vendicato in Europa League ai danni dell'Ajax).
Dei risultati che, insomma, confermano la competitività e l'equilibrio sovrano che regnano nella Russian Premier Liga.


Amkar - Krylya Sovetov 1-1: 24' Sirakov; 69' S. Kuznetsov.

Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, A. Popov, Belorukov, Cherenchikov; Peev, Kolomeytsev, M. Novaković, Sekretov (dal 66' Grishin); S. Volkov (dal 72' Đjalović), Ristić (dall'82' Mikhalev).
In panchina: Khomutovskiy, N. Mijailović, Molodtsov, J. Knežević. Allenatore: Rakhimov.
Krylya Sovetov (4-4-1-1): M'Bolhi; Tsallagov, N. Đjorđjević, Taranov, Molosh; Escobar, Sosnin, Kirillov (dal 46' S. Kuznetsov), Samsonov; Priyomov; Savin (dal 63' Pečnik).
In panchina: D. Yurchenko, Abdoulfattakh, Novitskiy, Ponomarenko, Shalaev. Allenatore: Tarkhanov.

Termina in parità la sfida di Perm, diventata nel corso degli ultimi anni piuttosto sentita da parte di entrambe le tifoserie. Un risultato che accontenta la formazione ospite, che ottiene così il suo primo punto stagionale, ma che lascia qualche rimpianto in quella di casa: l'Amkar ha infatti fatto per lunghi tratti la partita ed ha creato un numero notevolmente maggiore di palle gol. I Permyaki pagono così la buonasorte avuta nel turno precedente, quando riuscirono a vincere in modo incredibile contro una Lokomotiv sprecona.
Il primo tempo è tutto di marca rossonera, ma il protagonista assoluto è un giocatore del Krylya Sovetov, vale a dire il portiere algerino Raïs M'Bolhi. L'estremo difensore arrivato dalla Bulgaria è prima bravissimo a sventare una conclusione in mezza rovesciata dell'ottimo Ristić (autore di un gesto tecnico spettacolare che avrebbe meritato maggior fortuna) ed una fucilata dalla lunga distanza di Peev, poi però si fa beffare da un tiro non irresistibile effettuato da Sirakov: appare determinante una leggera deviazione che ha mandato fuoritempo il 24enne che partecipò agli scorsi Mondiali in Sudafrica. Savin e compagni si fanno vedere per la prima volta solamente verso la fine della prima frazione di gioco, quando tuttavia non trovano per pochissimo la rete del pari con Samsonov, che arriva con una frazione di secondo di ritardo sulla deviazione volante di Kirillov. E' proprio colui che prende il posto sulla trequarti di quest'ultimo, Sergey Kuznetsov, a siglare la rete dell'1-1 finale, con un tiro a giro sul quale Narubin ci fa una pessima figura, intervenendo in maniera goffa all'inverosimile. Si tratta appena del primo centro nella massima serie per l'ex promessa del settore giovanile della Dinamo Mosca.

SINTESI AMKAR - KRYLYA SOVETOV 1-1


Volga Nizhny Novgorod - Dinamo Mosca 3-0: 63' Pleşan, 65' Khodjava, 75' Ahmetović.

Volga (4-4-1-1): Abaev; Salukvadze, Bendz, Grigalava, Getigezhev; Tursunov (dall'80' Yashin), M. Crosas, Pleşan, Gogua (dal 46' Ahmetović); Khodjava (dall'83' Khazov); Martsvaladze.
In panchina: Astakhov, Gaál, Pashtov, R. Adjindjal. Allenatore: Tetradze.
Dinamo (4-4-1-1): Shunin; Wilkshire, L. Fernández, Granat, Lomić; Samedov, Dujmović (dall'85' Ropotan), Semshov, Karyaka (dall'83' Smolov); Misimović (dal 77' Voronin); Kurányi.
In panchina: Puzin, Kolodin, Sapeta, Kokorin. Allenatore: Božović.

Meglio di così, non poteva davvero iniziare il Volga di Nizhny Novgorod la sua prima stagione in Russian Premier Liga. Due vittorie conquistate in casa mostrando un buonissimo calcio, un gioco frizzante, piacevole e tremendamente rapido nelle ripartenze, ed una sconfitta di misura al Luzhniki, nella tana dello Spartak Mosca. Niente male per una neopromossa. E' una compagine interessante quella guidata dall'ex tuffofare della nazionale russa degli anni '90, Omari Tetradze, che ha nel centrocampo il suo reparto senz'altro migliore: ben dotato da un punto di vista tecnico e molto abile a ribaltare l'azione, grazie alla velocità dei suoi esterni alti ed alla mobilità del suo unico attaccante, il georgiano Martsvaladze. Meno convincente, sulla carta, la retroguardia, che tuttavia per il momento - pur non potendo ancora contare su un potenziale titolare come l'ex Krylya Sovetov Belozerov - finora sta reggendo pù che discretamente. Chi scrive, non sarebbe sorpreso se fosse proprio la squadra di Nizhny Novgorod (città che mancava da troppo tempo nel calcio che conta) la principale rivelazione di questa fase iniziale del torneo.
Giusto lodare il Volga, che ha ottenuto un risultato storico con pieno merito, ma bisogna riconoscere che il passivo è probabilmente eccessivo nei confronti di una Dinamo allarmante per alcuni tratti, ma che a conti fatti ha perso anche a causa degli episodi. Nel primo tempo, in particolare, i Poliziotti - pur senza strafare - avrebbero potuto trovare il vantaggio, che avrebbe verosimilmente indirizzato la gara verso un differente risultato. La Dinamo ha tenuto i ritmi bassi, anche perchè il Volga pressava altissimo e Martsvaladze cercava di creare scompiglio cambiando continuamente la sua posizione, svariando più a sinistra che a destra. Negli ultimi 10' della prima frazione di gioco, i giocatori in maglia biancoblù hanno avuto almeno in quattro circostanze la possibilità di portarsi avanti nel punteggio: due volte con Kurányi (di testa, e poi in rovesciata sulla traversa) ed altrettante con Semshov (la seconda la più clamorosa, praticamente a porta vuota).
Nella ripresa, il Volga è riuscito a passare in vantaggio al primo vero affondo con una prodezza di Khodjava, che a messo a sedere in un colpo solo Karyaka e Semshov ed ha fornito al rumeno Pleşan un pallone che doveva essere soltanto spinto in rete. Una giocata di grande qualità da parte di uno dei giocatori più talentuosi dell'intero campionato, ancora alla ricerca della definitiva consacrazione. L'ex Anzhi è il tipico trequartista georgiano: un pò lento, troppo innamorato del pallone, ma da un punto di vista tecnico estremamente dotato. Passano 2' ed a confezionare la rete del raddoppio sono ancora gli stessi protagonisti: sul velenoso calcio di punizione dello stesso Khodjava, il movimento di Pleşan (che sembra non toccare la sfera) trae in inganno Shunin, che si fa così beffare. La responsabilità principale in realtà è dei difensori che si erano completamente disinteressati del centrocampista arrivato nella passata stagione dalla Steaua Bucarest. Un'altra grande combinazione sull'asse georgiano (protagonista questa volta, insieme al solito Khodjava, anche il suo gemello del gol Martsvaladze) ha portato poi all'autorete di Granat: la RFPL ha tuttavia assegnato il gol ad Ahmetović, sebbene sembri del difensore l'ultimo tocco. A proposito del centravanti bosniaco, è doveroso segnalare una mossa di Tetradze che ha inciso non poco sull'andamento della gara: all'inizio del secondo tempo, ha infatti lasciato in panchina Gogua, spostando Martsvaladze sulla fascia sinistra ed inserendo l'ex Rostov al centro dell'attacco, aumentando così il potenziale offensivo della sua formazione, che ha poi dilagato.

SINTESI VOLGA NN - DINAMO 3-0


Lokomotiv Mosca - Rostov 1-1: 74' Ignatjev; 83' M. Grigorjev.

Lokomotiv (4-4-2): Guilherme 5,5; Shishkin 6, Baša s.v. (dal 35' Burlak 6), Ďurica 6, Yanbaev 5; Ignatjev 6,5, Glushakov 5, Loskov 5,5 (dall'88' B. D. Fall s.v.), Torbinskiy 5; Maicon 6, Sychev 5 (dal 79' Ibričić s.v.).
In panchina: Amelchenko, Nakhushev, S. Ivanov, Gatagov. Allenatore: Krasnozhan 5,5.
Rostov (4-5-1): Radić 6; Khagush 5,5, Okoronkwo 6, Saláta 6,5, A. Khokhlov 6; Blatnjak 6, Yankov 6,5 (dal 77' Kirichenko s.v.), Rebko 6 (dal 61' O. Ivanov 6), Gaţcan 6, Kalachev 5 (dal 76' M. Grigorjev 6,5); Adamov 7.
In panchina: Lejsal, Boussaidi, Živanović, Proshyn. Allenatore: Protasov 7.

Passo indietro a livello di gioco per la Lokomotiv, dopo le belle prove con alterne fortune nelle precedenti sfide contro Dinamo ed Amkar.
I Ferrovieri, ancora "ospitati" al Luzhniki, ricevono un Rostov combattivo e volitivo, deciso a rialzarsi dopo il passo falso nel secondo turno. Primo tempo piuttosto brutto, soprattutto a causa della prova scarna fornita dai rossoverdi, apparsi con poche idee. Al Rostov, che per la cronaca colpisce un palo con una conclusione da fuori area di Yankov e ci prova in un paio di circostanze con Adamov, basta mantenere la propria linea difensiva alta, applicando la tattica del fuorigioco, per rendere inoffensiva la manovra degli avversari, che si ritrovano sistematicamente in offside.
Secondo tempo, al contrario, palpitante, con l'arbitro protagonista assoluto (una volta tanto, in positivo). Una buona prestazione, infatti, quella della terna, bravi in particolare i due guardalinee, che - pur non avendo un compito facile - hanno azzeccato tutte le loro decisioni (giustamente annullati per fuorigioco, per esempio, i gol di Ignatjev e Ibričić). La Loko nella ripresa è entrata in campo con un'altra mentalità, ha accelerato i ritmi ed ha indubbiamente creato di più. Ben messo in campo il Rostov, grossi meriti vanno fatti a Protasov che ha schierato un 4-5-1 compatto che ha concesso relativamente poco agli avversari, sebbene la linea difensiva così alta - guidata da Okoronkwo - qualche rischio lo ha corso: basti pensare alla rete di Ignatjev, con Khagush che è salito in ritardo, tenendo colpevolmente in gioco Sychev.
Per quanto concerne i singoli, ottima partita di Adamov, caparbio e determinante nell'azione che ha portato all'1-1 di Maxim Grigorjev (primo gol tra i "grandi" per il laterale mancino scuola Spartak Mosca). Prima rete in maglia Lokomotiv, invece, per Ignatjev, sicuramente uno dei più positivi nella squadra di Krasnozhan in questo inizio di torneo. Male, così come a Perm, Torbinskiy (è quello che ha maggiori colpe sul gol del Rostov, s'è completamente disinteressato dell'ex centravanti di FC Mosca, Rubin e Terek) e Sychev; più impreciso del solito anche Loskov, a corrente alternata Maicon, che in ogni caso quando innesta il turbo è davvero difficile da contenere. Insufficienti Yanbaev e Glushakov, da inserire prima l'oggetto misterioso Fall.

SINTESI LOKOMOTIV - ROSTOV 1-1


Kuban Krasnodar - Spartak Mosca 3-1: 45' L. Traoré (rig.), 58' Kulik, 88' Dayvdov; 49' Ibson.

Kuban (4-5-1): Budakov 7; Al. Kozlov 6,5, Zelão 6,5, Armaş 7, Zhavnerchik 5,5; Tsoraev 5,5 (dal 79' Skvernyuk s.v.), Né 7 (dall'85' Fiedler s.v.), Tlisov 6,5, Kulik 8, D. Varga 7,5; L. Traoré 6,5 (dal 70' Davydov 7).
In panchina: Namaşco, M. Prieto, S. Gorelov, Bucur. Allenatore: Petrescu 8.
Spartak Mosca (4-2-3-1): N. Zabolotniy 6; K. Kombarov 5, Sheshukov 4,5, S. Rodríguez 4, F. Kudryashov 5,5; R. Carioca 4,5, Ibson 6,5; McGeady 6,5, Alex 5,5, D. Kombarov 6; Ari 4,5 (dal 64' Dzyuba 5).
In panchina: Belenov, Suchý, Valikaev, Makhmudov, Ozobić, Yakovlev. Allenatore: Karpin 4,5.

Nuovo passo falso dello Spartak Mosca, che - a Krasnodar - incassa la seconda sconfitta in due trasferte. Un tonfo netto, paragonabile a quello di Rostov sebbene questa volta il punteggio finale sia stato più clemente con i Myaso, che la partita ad un certo punto sembrava pure potessero indirizzarla verso loro favore. Ma sarebbe ingeneroso nei confronti del Kuban non riconoscere i meriti di questa squadra, che sabato ha disputato una delle più belle prestazione ad alti livelli nella sua storia. Quello dei Canarini è stato un successo ampiamente meritato, totale, arrivato al termine di una gara esaltante, giocata a mille all'ora, senza timori reverenziali. Un Kuban aggressivo, deciso, rapido nelle ripartenze come in quella famosa sfida all'inizio del torneo del 2009, che fece conoscere a tutta la Russia il talento di Alan Kasaev. Anche in questo caso, il risultato finale ha sorriso ai Cosacchi, che salgono così a quota 6 punti, raggiungendo un'altra neopromossa come il Volga e superando i concittadini del Krasnodar (rimasti peraltro imbattuti). Se nella già citata gara di due anni fa fu più che l'altro l'attuale fantasista del Rubin a fare il fenomeno, in questa hanno giocato tutti benissimo (unica eccezione, il calciatore forse migliore dei gialloverdi, vale a dire Tsoraev). Insomma, un vero e proprio capolavoro tattico dell'emergente tecnico Dan Petrescu, già diventato un beniamino dei tifosi.
Fin dalle prime battute, allo stadio "Kuban" si assiste ad una partita dal ritmo intenso, e - nelle fasi iniziali - è lo Spartak sia a mantenere il pallino del gioco, sia a creare il primo pericolo, con un tiro di Alex diretto all'incrocio dei pali ottimamente alzato sopra la traversa da Budakov. Il Kuban si affida alle ripartenze, gioca con il solo Lacina Traoré in avanti, ma ha il pregio di attaccare con diversi uomini. Il più attivo tra questi è Kulik, autore di una delle migliori prestazione della sua carriera; determinante con i suoi inserimenti senza palla già a Tomsk (fu lui a colpire il palo che permise a Davydov di insaccare senza problemi a porta sguarnita), ha avuto il merito di procurarsi il rigore, poi trasformato da Traoré. Sul giovane ivoriano, che dire: sottoporta ha ancora dei limiti evidenti, anche sabato s'è divorato un gol pazzesco, al termine di un bellissimo uno-due con il connazionale Né (splendida la sua palla di ritorno), in un'azione che avrebbe davvero meritato maggior fortuna. Ha tutte le qualità in ogni caso per crescere, è di un'altra categoria rispetto al Traoré maliano (l'indimenticato Dramane) che decise la già citata partita del 2009. Mancano molti elementi nella difesa dello Spartak, e si vede. Gli avversari, ogni volta che arrivano nei pressi della porta difesa per la prima volta dal numero 1 dell'U-21 russa Zabolotniy, fanno male. Del resto, Sheshukov e Sergio Rodríguez non avevano mai giocato insieme ed il fitro operato a centrocampo è stato largamente insufficiente. Tuttavia, è innegabile la maggior qualità degli ospiti, che devono sì rinunciare al loro bomber principe, Welliton, ma che ritrovano due giocatori del calibro di Alex e McGeady. L'nizio di ripresa è infatti favorevole ai rossobianchi, con McGeady che cerca da solo di ribaltare l'incontro. Prima costringe Budakov ad una difficile parata su una conclusione da dentro l'area, poi, entra nell'azione del pari: botta dalla distanza di Dmitry Kombarov respinta dal portiere, l'irlandese prova a ribadire in rete, ma si imbatte nel salvataggio di un difensore, per poi dare palla all'indietro verso Ibson, il cui tiro di esterno si insacca, deviato, alle spalle di un incolpevole Budakov. Sembrava che la partita potesse girare a favore dello Spartak, ma una difesa ancora inguardabile, lo evita. Kulik serve Traoré lungo il vertice sinistro dell'area di rigore, l'ivoriano arriva fin quasi sul fondo e serve di nuovo all'indietro il compagno, con la difesa schierata, ma statica, dello Spartak che sta a guardare il pallone che termina la sua corsa al sette. Fondamentale, quindi, per i padroni di casa, aver trovato subito dopo la rete del 2-1, firmata dal migliore in campo, l'ex Terek e Krylya Sovetov Vladislav Kulik, colpevolmente dimenticato da Rafael Carioca (una disattenzione inaccettabile, che a conti fatti è costata carissima). Da quel determinante episodio in poi c'è stata una sola squadra in campo: quella di Krasnodar. E' salito in cattedra il rumeno Varga, davvero niente male come esterno, che ha impreziosito la sua ottima prova con l'assist per il 3-1 finale del subentrato Davydov. Nel finale il numero 10 - sempre di testa - sfiora la doppietta, facendo tremare la porta difesa dal giovane estremo difensore cresciuto nel settore giovanile dello Zenit. Subito dopo, l'arbitro fischia la fine: è festa grande a Krasnodar, dove - per la seconda volta di fila - lo Spartak cade nelle primissime giornate.

SINTESI KUBAN - SPARTAK MOSCA 3-1


Spartak Nalchik - Zenit San Pietroburgo 2-2: 60' Zahirović, 88' Kontsedalov; 7' A. Kerzhakov, 80' Lazović.

Spartak Nalchik (4-5-1): Fredrikson 6; Bagaev 5,5, Džudović 6,5, Ovisenko 5, M. Jovanović 5; Leandro 6, Zahirović 6,5 (dal 78' Gridnev s.v.), Kontsedalov 7, Berkhamov 6 (dal 69' Lukanchenkov s.v.), Pylypchuk 6,5 (dal 90'+3 Kulikov s.v.); Portnyagin 7.
In panchina: Pomazan, Siradze, Goshokov, Milić. Allenatore: Eshtrekov 6,5.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 5, B. Alves 5,5, Lombaerts 4,5, Luković 5,5; Zyryanov 5,5 (dal 71' Ionov s.v.), Denisov 6, Shirokov 5,5; Lazović 6,5 (dall'89' Huszti s.v.), Danny 6,5; A. Kerzhakov 6 (dall'80' Bukharov s.v.).
In panchina: Borodin, Cheminava, Peñailillo, Fayzulin. Allenatore: Spalletti 6.

Uno Zenit poco volenteroso, che ha dato la sensazione di aver preso sottogamba la partita, esce da Nalchik con un solo punto, dopo essere stato raggiunto in due occasioni. Per abnegazione e spirito di sacrificio, il peggior Zenit visto in questo inizio di 2011. I Meshki hanno avuto il merito di sbloccare subito l'incontro con Kerzhakov ben imbeccato da Danny al termine di una bella azione corale "spallettiana" al 100%. Un gol molto importante per Sasha, che diventa il miglior goleador nella storia dello Zenit.
Poi la pigrizia ha iniziato ad affiorare nella squadra Campione di Russia, che probabilmente era sicura che sarebbe bastato il minimo sforzo per portare a casa i tre punti. Primo tempo assolutamente privo di emozioni, eccezion fatta per il salvataggio sulla linea di capitan Džudović su tiro a botta sicura di Kerzhakov. Il problema è che, se non chiudi la partita, basta una disattenzione per rovinare tutto. E così è stato. Su azione d'angolo, errori su errori, con un disattento Lombaerts che s'è fatto mettere a sedere dal vivace Portnyagin, che ha poi fornito l'assist per il tocco ravvicinato di Zahirović (del quale Anyukov sembra quasi disinteressarsi). Subito dopo il pareggio, lo Zenit ha iniziato a fare qualcosa di più, accelerando, e arrivando più volte ad impensierire Fredrikson, soprattutto con Danny. E' bastata un'accelerazione fatta come si deve al club di Piter per riportarsi avanti nel punteggio, questa volta grazie al solito Lazović. Ma, ancora una volta, lo Zenit s'è rilassato quando s'è ritrovato in vantaggio ed è stato così definitivamente raggiunto dagli avversari. Perfetta la punizione di Kontsedalov, centrocampista di assoluto valore che meriterebbe qualcosa di più dello Spartak Nalchik (con tutto il rispetto), e che potrebbe tornare utile anche in ottica nazionale. Chissà che in seguito a questo gol segnato proprio contro il "suo" Zenit anche Advocaat non si sia accorto di lui...
Il risultato finale punisce dunque uno Zenit che, come si suol dire, se l'è andata a cercare. In seguito al vantaggio iniziale, la squadra allenata da Spalletti s'è seduta, ha abbassato i ritmi e ci ha provato con poca determinazione. Al contrario, dopo un primo tempo poco coraggioso, lo Spartak del Sud è cresciuto nel corso della ripresa, proponendosi con maggior frequenza dalle parti di Malafeev e riuscendo a trovare la via del gol in due occasioni.

SINTESI SPARTAK NALCHIK - ZENIT 2-2


Anzhi Makhachkala - Rubin Kazan 1-0: 7' Holenda.

Anzhi (4-3-3): Revishvili; Angbwa, Gadjibekov, Tagirbekov, Agalarov; Akhmedov, R. Carlos, Jucilei; Lakhiyalov (dal 66' Boussoufa), Holenda, D. Tardelli (dal 58' Al. Ivanov).
In panchina: A. Makarov, Kļava, Bakaev, Mirzabekov, M. Gadjiev. Allenatore: G. Gadjiev.
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; V. Kaleshin, Sharonov, César Navas, Ansaldi; Noboa, Natkho; Gökdeniz Karadeniz (dall'85' Medvedev), Ryazantsev, Lebedenko; Dyadyun.
In panchina: Y. Nesterenko, Bocchetti, Nemov, Kislyak, Antoniuk, W. Chalá. Allenatore: Berdyev.

Pochissime occasioni da ambo le parti a Makhachkala, eppure è stata una sfida abbastanza interessante.
S'è visto, per la prima volta, un Anzhi diverso, più convincente rispetto a quello opaco delle primissime uscite. Un Anzhi con qualche idea in più, che promette di crescere ulteriormente con il passare del tempo. La squadra del Daghestan domenica pomeriggio ha dimostrato di avere una duttilità niente male: Gadjiev è partito con una sorta di 4-3-3 (che in talune circostanze poteva diventare un 4-3-1-2, con Lakhiyalov trequartista e con Diego Tardelli che andava ad affiancarsi al match-winner Holenda), con Roberto Carlos addirittura schierato come regista basso di centrocampo (sì, avete letto bene) e sostituito nel ruolo di terzino sinistro da Agalarov. Poi, nella seconda frazione di gioco, con il cambio Tardelli-Ivanov, i Daghi sono passati ad un 4-4-1-1, con Lakhiyalov alle spalle di Holenda, con Roberto Carlos tornato nella sua posizione originaria e con il neo entrato Alexey Ivanov ed Agalarov esterni alti. Insomma, non mancano le soluzioni all'esperto tecnico daghestano, che nella ripresa ha fatto esordire l'atteso marocchino Boussoufa, conteso fino all'ultimo al Terek Grozny.
Jucilei, criticato non poco nelle prime due giornate, è piaciuto, ha giocato una buonissima gara. E' un centrocampista di rottura, dal quale è inutile aspettarsi la giocata di classe tipica dei brasiliani, perchè non è nelle sue corde. Contro il Rubin, ha finalmente ha giocato con grande foga agonistica, iniziando sempre l'azione di pressing dei padroni di casa, risultata determinante ai fini del punteggio finale. Bene, ma ormai comincia a non essere più una novità, anche il suo compagno di reparto, l'uzbeko Akhmedov, autore peraltro dell'assist per la rete di Holenda (difesa tartara sorpresa colpevolmente, César Navas - ancora preferito al "nostro" Bocchetti - s'era appisolato). Quella di Roberto Carlos regista di centrocampo immaginiamo sia una soluzione temporanea, per sopperire alla mancanza di un vero e proprio costruttore di gioco (lì l'Anzhi dovrà intervenire; si parla tanto di un interessamento per Gattuso, ma se proprio vogliono prendere un centrocampista italiano del Milan, che virassero allora su Pirlo), però è evidente che fatichi. Per il momento si sta comunque comportando da professionista esemplare (e ci mancherebbe, obietterete giustamente voi, visto quello che guadagna), abnegazione ed impegno non mancano mai. Ancora sottotono Lakhiyalov, il quale stranamente fatica per il momento ad incidere come ai tempi di Grozny. Buona prova fornita dal pacchetto arretrato: solidi i due centrali, Gadjibekov e Tagirbekov, entrambi "made in Daghestan".
Prestazione anonima quella dei tartari, realmente vicini al pari solo con un tiro da fuori di Lebedenko stampatosi sulla traversa. I problemi del Rubin rimangono sempre i soliti, li conosciamo a memoria: sulla trequarti manca l'uomo dell'ultimo passaggio (Domínguez), in attacco un bomber (Bukharov). Siamo sempre lì, non vale perciò la pena di aggiungere nulla.

SINTESI ANZHI - RUBIN 1-0


CSKA Mosca - Krasnodar 1-1: 20' Necid; 52' Picuşceac.

CSKA (4-4-2): Akinfeev 6; Nababkin 6, V. Berezutskiy 6, Ignashevich 5,5, Schennikov 6,5; S. Oliseh 5,5 (dal 73' Honda s.v.), Aldonin 6 (dal 37' Šemberas 5), Dzagoev 5, Tošić 6 (dal 64' M. González 6); S. Doumbia 6,5, Necid 6,5.
In panchina: Chepchugov, A. Berezutskiy, Cauņa, Rahimić. Allenatore: Slutskiy 5,5.
Krasnodar (4-5-1): Gorodov 6; Vranješ 5,5, Amisulashvili 6, Tubić 5,5, Anđjelković 6,5; Tatarchuk jr. 6, Drinčić 6, M. Abreu 6, Kulchiy 6 (dal 75' Shipitsin s.v.), Gorbanets 5,5 (dall'84' Vorobjev s.v.); Picuşceac 6,5 (dal 64' Gogniev 5,5).
In panchina: Usminskiy, Martynovich, Zaika, Komkov. Allenatore: Muslin 6,5.

Al termine dei primi 45', il CSKA conduceva per 1-0 ed era in completo controllo della gara. I tre punti sembravano essere già assegnati e la sensazione era che i Soldati avrebbero potuto dilagare nel secondo tempo. Ciò non è avvenuto, perchè nella ripresa il CSKA s'è seduto e - se escludiamo il forcing finale avvenuto nei 5' di recupero - non si ricorda nessuna palla gol creata dai rossoblù nella seconda frazione di gioco. Un pò misera come reazione. Gara sicuramente buttata via dai Kony, che sulla carta non avrebbero dovuto avere particolari problemi; gli uomini di Slutskiy non sfruttano così i passi falsi delle avversarie. Continuano soprattutto i problemi in fase realizzativa per l'Armata Rossa, che fatica tremendamente - specie considerando quello che crea - a trovare la via del gol. Domenica pomeriggio, per la verità, i due attaccanti (Doumbia e Necid) sono stati i migliori, mentre sono mancati coloro che avrebbero dovuto assisterli (specie Dzagoev, anonimo come purtroppo sempre più spesso gli succede).
Il Krasnodar ha disputato una prestazione normalissima, davvero nulla di trascendentale. Tutti dietro ad aspettare, cercando di chiudere ogni spazio (compito riuscito nel secondo tempo) ed invocando in un episodio favorevole in avanti. Episodio che è arrivato al termine di un'azione in mischia iniziata in seguito ad un calcio piazzato e finalizzata da Picuşceac. Quest'ultimo, centravanti moldavo di 28 anni dal pedigree modesto, sta vivendo il suo periodo di gloria in questo periodo: quello segnato è infatti il suo secondo gol consecutivo in RPL, il terzo stagionale considerando anche quello che ha qualificato il Krasnodar ai Quarti di Kubok Rossii.
Slutskiy ritrova gli africani Oliseh e Doumbia (ma anche Cauņa, Honda e Mark González, che partono dalla panchina), ma deve rinunciare a Mamaev e Vágner Love, oltre ovviamente agli infortunati di lungo corso Odiah e Vasin. Formazione ultra offensiva, comunque. Tanto offensivo e spregiudicato il CSKA quanto catenacciaro il Krasnodar. Non è difficile capire quale sarà il tema della partita, una partita speciale per speciale per Vladimir Tatarchuk jr., figlio di quel Vladimir che per tanti anni fu uno dei simboli del CSKA Mosca che - tanto per citare le imprese più note - nel '91 vinse l'ultimo storico campionato sovietico della storia e che l'anno dopo eliminò il Barcelona Campione d'Europa dalla Champions League andando a vincere per 3-2 al Camp Nou, per poi contendere a Marsiglia e Glasgow Rangers l'accesso alla finalissima.
La marcatura che decide il primo tempo porta la firma di Necid, abile a controllare un pallone servitogli da Seydou Doumbia (presentatosi con una cresta quantomeno discutibile), ed a resistere agli attacchi di Tubić e dell'accorrente Kulchiy, prima di battere l'incolpevole Gorodov. Davvero un ottimo movimento spalle alla porta, quello del centravanti ceco. Quindi, ci provano dalla distanza Dzagoev ed il già citato Doumbia, senza particolare esito. Ad inizio ripresa, alla prima vera occasione, il Krasnodar pareggia. Azione confusa in area. Tocco di Vranješ, torre di Amisulashvili che sovrasta Ignashevich, e botta di Picuşceac che trafigge Akinfeev. Da questo momento in poi, si inzia a giocare in una sola metà campo, ma, pur avendo il quasi totale possesso del pallone, l'ex squadra dell'esercito non riesce mai a rendersi veramente pericolosa. Ci prova due volte Vasily Berezutsky, prima da fuori area, poi di testa su cross di Nababkin, ma senza fortuna. Quindi un tiro di Necid ampiamente fuori. Slutskiy prova a cambiare gli esterni, facendo entrare Mark González e Honda, ma non cambia molto. A sinistra soprattutto il CSKA sfonda abbastanza facilmente, specie con l'ottimo Schennikov, ma senza mai essere preciso nell'ultimo passaggio. In pieno recupero arrivano le due palle gol più ghiotte per i padroni di casa. Cross dalla sinistra di Schennikov, torre di Honda, e gran conclusione ancora di Vasily Berezutsiy, sulla quale si oppone Amisulashvili. Infine, Honda, dopo un buon controllo, scivola al momento della conclusione, regalando il pallone all'estremo difensore avversario.
La compagine moscovita non riesce dunque a concretizzare la sua supremazia, mentre continua la serie positiva del Krasnodar, che resta imbattuto.

SINTESI CSKA - KRASNODAR 1-1



Terek Grozny - Tom Tomsk 2-0: 14' Maurício (rig.), 21' R. Tiuí.

Terek (4-3-3): Djanaev 4,5; Yatchenko 6,5, A. Ferreira 6, Omelyanchuk 6, Xavier Zengue 6; Katsaev 6 (dall'80' Pavlenko s.v.), Essame 6,5 (dal 72' Georgiev s.v.), Maurício 6,5; Kobenko 6,5 (dall'83' Sadaev), Mguni 6, R. Tiuí 6,5.
In panchina: Godzyur, Haymovich, Tagilov, Bracamonte. Allenatore: Gullit 6.
Tom (4-1-4-1): Botvinjev 4,5; Gultyaev 5,5, Sosnovski 4, Jokić 4,5, Skoblyakov 6 (dall'85' Stroev); Tigorev 5,5; Balyaikin 5,5, Kim Nam-Il 5, Sabitov 4,5 (dal 46' Golyshev 5,5), Kharitonov 6; Bazhenov 5,5 (dal 61' K. Kovalchuk 5,5).
In panchina: Pesjakov, Khatazhenkov, Nikitinskiy, Starikov. Allenatore: Nepomniachiy 5.

Gara dall'esito scontato, noiosa e senza particolari emozioni, decisa già al termine del primo tempo. Nonostante i primi importanti punti conquistati in stagione, non un granchè la prestazione del Terek, che ha pur sempre vinto sfruttando due calci piazzati o, meglio ancora, due regali degli avversari (vedi il colpo di mano di Jokić e l'uscita a farfalle di Botvinjev).
Non c'è partita a Grozny. Primo tempo in totale controllo della squadra allenata da Ruud Gullit. Il Tom si avvicina alla porta di Djanaev solo in avvio di partita, con un tiro dalla lunga distanza di Sabitov che finisce lento tra le mani del portiere ex Spartak Mosca. Gli ospiti, come detto, ci mettono molto del loro a complicarsi la vita. Su cross dalla destra di Katsaev, c'è un chiaro fallo di mano di Jokić per anticipare Antonio Ferreira. Rigore nettissimo, dal dischetto si presenta Maurício, che non perdona. Passano pochi minuti ed il Terek raddoppia, con la chiara complicità della difesa della compagine siberiana. Su punizione dell'onnipresente Maurício, Sabitov ostacola l'uscita di Botvinjev, e Tiuí non ha difficolta ad inzuccare a porta vuota. Primo centro in Russia per il "tascabile" attaccante brasiliano, arrivato in Cecenia nella scorsa estate.
Nel secondo tempo, non avviene praticamente nulla. I padroni di casa si preoccupano principalmente di tenere il possesso palla e di mantenere il più possibile gli avversari lontano dalla propria porta. Partita che per gli ospiti si fa ancora più in salita quando Sosnovski è costretto ad abbandonare il campo, in seguito al secondo giallo rimediato per un fallo netto a centrocampo, che ha negato una pericolosa ripartenza ai ceceni.
Il Tom se la passa male, peggio il torneo non poteva davvero cominciarlo. Tre sconfitte, cinque gol subiti e zero realizzati sono un magro bottino, specie considerando che i siberiani hanno finora affrontato tre squadre di pari livello o comunque di poco superiori. Appaiono meno solidi rispetto all'anno scorso (quando avevano comunque una delle difese più perforate dell'intero torneo) e soprattutto molto meno pungenti davanti: i vari Dzyuba e Kornilenko non sono stati rimpiazzati, sulla trequarti non è arrivato nessun giocatore creativo ed i risultati non possono così che essere questi.

SINTESI TEREK - TOM 2-0


CLASSIFICA:
1. Zenit 7
2. Volga NN 6
3. Rubin 6
4. Kuban 6
5. Krasnodar 5
6. Rostov 4
7. CSKA 4 *
8. Amkar 4
9. Lokomotiv 4
10. Spartak Nalchik 4
11. Anzhi 4
12. Terek 3
13. Dinamo 3
14. Spartak Mosca 3
15. Krylya Sovetov 1 *
16. Tom 0

* 1 partita in meno


VIDEO CON TUTTI I GOL DEL 2° TURNO: