sabato 31 marzo 2012

Zenit corsaro al Luzhniki: allungo decisivo?

Spartak Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-2

86' Dzyuba; 10' Semak, 65' Kerzhakov (rig.).


Spartak Mosca (4-4-2): Dykan 6,5 (dal 68' A. Rebrov s.v.); Bryzgalov 5,5, Pareja 5, Suchý 6, Makeev 6; Ari 5 (dal 46' McGeady 5), de Zeeuw 5 (dall'84' Ananidze s.v.), R. Carioca 5, D. Kombarov 6; Emenike 6, Dzyuba 7.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 6, Hubočan 6, Lombaerts 6, Criscito 6,5; Zyryanov 6,5 (dal 79' B. Alves 5), Denisov 6,5, Shirokov 7; V. Bystrov 6,5 (dall'89' Huszti s.v.), Semak 7,5; Kerzhakov 6,5 (dal 90'+2 Kanunnikov s.v.).


Lo Zenit sbanca il Luzhniki, sconfiggendo i rivali storici dello Spartak Mosca e portandosi a +9 sul CSKA secondo in classifica, fermato nel pomeriggio sull'1-1 a Krasnodar dal Kuban. Un successo che vale doppio per gli uomini di Spalletti, che si avvicinano sempre più a bissare lo scudetto del 2010: la sensazione è che il titolo sia ormai una pura formalità per il club di San Pietroburgo. Rimane incertissima, invece, la lotta per il secondo posto (che vale la qualificazione in Champions League), che potrebbe coinvolgere addirittura sei squadre.

La gara si mette subito sui binari giusti per lo Zenit, che dopo 10' si porta avanti, grazie a una meravigliosa conclusione di prima intenzione di Semak: un esterno destro esteticamente bellissimo che si insacca sotto il sette. Una volta acquisito il vantaggio, gli ospiti - già scesi in campo con un undici conservativo a causa delle assenze di giocatori offensivi quali Arshavin, Danny, Fayzulin e Lazović -, indietreggiano, si chiudono, badando a concedere meno spazio possibile ai giocatori dello Spartak, in particolare al temuto Emenike. Il tema della partita diventa così il seguente: Spartak con il pallino del gioco e alla ricerca dei pertugi giusti per colpire la retroguardia avversaria, Zenit pronto a far male in contropiede. La difesa alta dei rossobianchi favorisce i tagli dei rapidissimi Bystrov e Kerzhakov, gli inserimenti senza palla degli incursori Semak e Zyryanov, facilitando il compito del rifinitore Shirokov. Lo Spartak, sul finire del primo tempo, colpisce la traversa direttamente su punizione dal limite con Dmitry Kombarov, ma è solo nella ripresa che la sua pressione comincia ad aumentare. Emenike vanifica una buona azione, dall'altra parte Kerzhakov si procura e trasforma il rigore dello 0-2. Partita chiusa? No, ci pensa Dzyuba a riaprirla nel finale, facendo venire un brivido ai tifosi giunti a Mosca da Piter. Ma alla fine lo Zenit i tre punti riesce comunque a portarseli a casa.


TOP

Sergey Semak: questo splendido 36enne si rende protagonista di una prestazione che rasenta la perfezione: segna un gol fantastico, corre e pressa in continuazione gli avversari, si butta sempre negli spazi, non si prende una pausa. Sta attraversando un ottimo momento di forma e, in generale, si può dire che stia invecchiando meglio del suo compagno di reparto Zyryanov (oggi comunque autore di una buona prova). Immortale.

Roman Shirokov: gioca perennemente a testa alta, limita gli inserimenti poiché - in assenza di Arshavin, Danny e Fayzulin - il regista offensivo deve farlo lui. E ci riesce benissimo, lanciando più volte in profondità i compagni di squadra.

Alexander Kerzhakov: quarta rete consecutiva siglata ai Myaso, ventunesima in campionato. Numeri da capogiro per Sasha, che sta disputando una super stagione, nella quale mancava solo un gol segnato dal dischetto. Ora è arrivato pure quello.

Vladimir Bystrov: non è ancora l'imprendibile ala destra di un tempo, ma è sulla via del recupero. Può essere un'arma molto importante per lo Zenit nella volata finale.

Artem Dzyuba: si sbatte, si sacrifica per la squadra, fa a sportellate con i difensori avversari, ma dimostra di avere anche qualità, con diverse giocate di fino. Da bomber di razza (quale, ad oggi , non è) il suo nono centro in campionato.

FLOP

Nicolás Pareja: ormai si sognerà Kerzhakov anche di notte. Ogni volta che ci gioca contro, l'argentino vede i sorci verdi e il russo puntualmente segna. Nell'ultimo precedente, Kerzhakov aveva procurato l'espulsione dell'ex difensore di Anderlecht ed Espanyol; oggi si è accontentato di un'ammonizione, che è valsa però un penalty.

Aiden McGeady: entra dopo l'intervallo al posto dell'impalpabile Ari, ma non dà la scossa. Criscito lo contiene nel migliore dei modi.

Rafael Carioca: con qualche giocata lascia intravedere un certo potenziale, ma fatica a crescere, a fare il salto di qualità. Sbaglia qualche appoggio di troppo e perde malamente il pallone che porta al raddoppio dei Meshki.

Demy de Zeeuw: vaga per il campo senza una meta, partecipa poco alla costruzione del gioco, non si inserisce da dietro... Davvero la copia sbiadita di quel centrocampista ammirato prima ad Alkmaar (con l'AZ) e poi ad Amsterdam (Ajax).

lunedì 26 marzo 2012

L'Anzhi regola il Kuban


Anzhi Makhachkala - Kuban Krasnodar 2-0: 60' Akhmedov, 80' Boussoufa.


Anzhi (4-2-3-1): V. Gabulov 6; Gadzhibekov 5,5, Samba 6,5, João Carlos 6 (dal 56' Mukhammad 5,5), Tagirbekov 6; Akhmedov 7, Jucilei 6,5; Carcela-Gonzalez 6,5, Shatov 5,5, M. Gadzhiev 5 (dal 46' Boussoufa 6,5); Prudnikov 5,5 (dall'88' Holenda s.v.).

Kuban (4-4-2): Belenov 6; Lolo 6 (dall'84' Al. Kozlov s.v.), Zelão 6, Rogochiy 6, Zhavnerchik 6; Tsoraev 5, Fidler 6 (dal 65' Sosnin s.v.), Kulik 6, Ionov 6,5; M. Ureña 6 (dal 65' M. Pizzelli s.v.), L. Traoré 6,5.

Senza gli squalificati Zhirkov ed Eto'o, Guus Hiddink - seppur a fatica - riesce comunque a ottenere il suo secondo successo nel campionato russo, portando l'Anzhi al quinto posto a pari merito con la Dinamo Mosca. Non è stata affatto una partita facile per i Daghi, perché il Kuban s'è confermata per l'ennesima volta una squadra difficile da affrontare, molto aggressiva, che concede poco e che sa punire in contropiede. Fin dalle battute iniziali, l'Anzhi sembra giocare con maggior intensità rispetto al solito, sfiora il gol con un tiro-cross di Akhmedov deviato sulla traversa da Zelão, ma poi si spegne, scontrandosi contro il muro gialloverde. Ed è così il Kuban a rendersi maggiormente pericoloso, con delle ripartenze affidate ai piedi e al fisico di Lacina Traoré e alla rapidità dei vari Tsoraev, Ionov e Ureña. Nella ripresa il tecnico olandese inserisce Boussoufa al posto di uno spento Gadzhiev, aggiungendo maggiore qualità sulla trequarti. E i risultati non tardano ad arrivare: Carcela-Gonzalez, uno dei più volitivi, serve al centro dell'area Akhmedov, che in tuffo di testa supera Belenov. Poi, ci pensa lo stesso Boussoufa a chiudre la contesa, raccogliendo un passaggio orizzontale di Akhmedov e facendo partire un destro rasoterra a fil di palo che si insacca.

TOP

Odil Akhmedov: il gol è un premio meritatissimo, sia per la partita disputata ieri sia soprattutto per il gran campionato giocato fin qui da questo inesauribile centrocampista uzbeko, premiato dai tifosi come miglior giocatore dell'Anzhi nel 2011. Nonostante provi in tutte le partite a sorprendere i portieri avversari con potenti tiri dalla lunga distanza (soluzione della quale un pò abusa), per Akhmedov si tratta del primo sigillo personale con la compagine di Makhachkala.

Mbark Boussoufa: con lui in campo, la manovra dell'Anzhi diventa più lucida e precisa. A 10' dal termine, arriva il suo quinto gol stagionale.

Mehdi Carcela-Gonzalez: dopo averlo visto all'opera, viene da chiedersi come mai non sia stato preso in considerazione fino a ieri. Rapido, vivace, in grado di saltare l'uomo nell'uno contro uno e con una buona visione di gioco: caratteristiche che rendono il giovane fantasista ex Standard Liegi uno dei giocatori più talentuosi nella rosa dell'Anzhi. Contro il Kuban, il belga-marocchino ha fatto capire di che pasta è fatto, fornendo peraltro un invitante assist ad Akhmedov.

Christopher Samba: acquisto di spessore, con l'ex colosso del Blackburn la difesa dell'Anzhi è già migliorata notevolmente. Attento, sicuro, ben posizionato e senza cali di concentrazione. Se è stato votato miglior difensore della Premiership 2010-11, un motivo ci dovrà pur essere...

Lacina Traoré: contro una squadra come quella daghestana che lo segue con particolare interesse, il centravanti ivoriano dà un assaggio delle proprie qualità, giocando più lontano dalla porta rispetto a quanto avviene regolarmente. Ancora all'asciutto in questo 2012, ma se continuerà a giocare così il gol arriverà presto.

FLOP

David Tsoraev: il grande ex dell'incontro, colui che nel 2010 salvò l'Anzhi dalla retrocessione quasi da solo, non sfrutta il miss match favorevole con l'amico Tagirbekov e si perde colpevolmente Akhmedov in occasione dell'1-0.

Makhach Gadzhiev e Alexander Prudnikov: chiamati a rimpiazzare Yury Zhirkov e Samuel Eto'o, hanno dimostrato di non essere esattamente la stessa cosa.

domenica 25 marzo 2012

Niente allungo dello Zenit: è solo 1-1 col Rubin


Zenit San Pietroburgo - Rubin Kazan 1-1: 36' Huszti; 58' N. H. Valdez.


Zenit (4-1-4-1): Malafeev 6; Anyukov 5,5, Hubočan 6, Lombaerts 6 (dal 66' B. Alves 6), Criscito 5,5; Denisov 6; V. Bystrov 6, Semak 6, Shirokov 6,5 (dall'87' Zyryanov s.v.), Huszti 6 (dal 75' Kanunnikov s.v.); A. Kerzhakov 5,5.

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6; Kuzmin 6, César Navas 6, Bocchetti 6,5, Nemov 5; Natkho 6, R. Eremenko 6; Gökdeniz Karadeniz 6, Ryazantsev 5, Kasaev 4,5 (dal 60' Davydov 5); Dyadyun 5 (dal 46' N. H. Valdez 7) (dal 68' J. Valle s.v.).

Pareggiando per 1-1 in casa contro il Rubin, lo Zenit si fa sfuggire l'opportunità di portarsi a + 9 sul CSKA, sconfitto ieri dalla Lokomotiv, e di avvicinarsi sempre più al titolo. Una prestazione poco brillante quella offerta dagli uomini di Spalletti, ai quali è mancata la qualità nell'ultimo passaggio (innumerevoli i cross sbagliati dal fondo): le assenze dei vari Arshavin, Danny, Fayzulin e Lazović - vale a dire i giocatori più talentuosi della rosa - si sono sentite eccome. Nonostante il Rubin abbia fatto poco (due tiri in porta in 90'), il pareggio è il risultato più giusto per quello che s'è visto in campo.
La prima frazione di gioco si conclude con i padroni di casa avanti nel punteggio, grazie al secondo centro consecutivo di Huszti, imbeccato da Shirokov. Un gol di astuzia che, per come è maturato, ha fatto molto contento Spalletti: il centrocampista russo, infatti, ha battuto rapidamente il calcio di punizione - senza aspettare il fischio dell'arbitro - cogliendo impreparata la retroguardia avversaria, che stava sistemando la barriera (non richiesta, ovviamente, dallo Zenit). Per il resto, il club di San Pietroburgo non è che avesse fatto molto altro: giusto qualche iniziativa del rientrante Bystrov, il più attivo dei suoi.
Nella ripresa i tartari scendono in campo con un altro piglio: determinante il cambio di Berdyev, che inserisce il vispo Valdez al posto dell'opaco Dyadyun. E' proprio il paraguayano, arrivato in estate dall'Hércules, a pareggiare, prendendo d'infilata la difesa avversaria. Lo Zenit prova a reagire, ma lo fa con poca convinzione, rischiando di subire la clamorosa beffa finale quando Roman Eremenko - con un potente destro dalla lunga distanza - colpisce l'incrocio dei pali in pieno.

TOP

Nelson Haedo Valdez: gioca soli 20' (esce infatti a causa di un terribile scontro aereo con Lombaerts), ma con grande intensità. Vivacizza il Rubin, mai pericoloso nel primo tempo, impegna la difesa avversaria e trova la rete dell'1-1 finale. Si tratta del suo primo, atteso gol nel campionato russo.

Roman Shirokov: geniale il modo in cui ha beffato il Rubin in occasione dell'1-0 di Huszti, battendo immediatamente la punizione senza aver richiesto il fischio dell'arbitro. Un vecchio trucco che funziona ancora, ma anche un gol tipicamente "spallettiano": già alla Roma l'allenatore toscano provava spesso questo tipo di soluzioni.

Vladimir Bystrov: ancora lontano dalla miglior condizione, oggi è parso comunque sulla via del recupero. Gli è mancata la lucidità nel momento di finalizzare l'azione, ma con i suoi spunti in velocità ha messo in crisi Nemov. Riuscirà a tornare il miglior Bystrov in vista degli Europei?

FLOP

Alan Kasaev: contro la squadra che non credette in lui quando era giovane, disputa una prestazione che è la fotografia del momento negativo che sta vivendo questo talento osseta. Svogliato, impalpabile, anche in evidente sovrappeso: non prova addiritura mai l'uno contro uno, il suo marchio di fabbrica. Da recuperare, assolutamente.

Vladimir Dyadyun: nella scorsa stagione, in prestito allo Spartak Nalchik, aveva destato un'ottima impressione; peccato però che non abbia confermato a Kazan quanto fatto vedere in provincia. Probabilmente, non vale certe piazze.

Petr Nemov: non è un terzino sinistro di ruolo, e si vede. Perennemente in difficoltà, non riesce a contenere Bystrov.

I cambi di Spalletti: non che siano stati sbagliati, ma tardivi sicuramente sì. La sensazione è che l'allenatore italiano non abbia creduto troppo nella possibilità di vincere questa partita. Ok, ha inserito Kanunnikov al posto di Huszti, ma mettendo il giovane numero 99 come ala sinistra la sostanza è cambiata poco. Kerzhakov aveva bisogno di un compagno di reparto. Poteva essere la partita giusta per Bukharov, il grande ex.

martedì 20 marzo 2012

Il punto sulla 35ª Giornata della RPL 2011-12


Dinamo Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-5: 72' Kurányi; 14' Criscito, 15' Kerzhakov, 24' Semak, 75' Kerzhakov, 79' Huszti.

VIDEO SINTESI


Volga Nizhny Novgorod - Krasnodar 1-2: 52' Bibilov; 49' Movsisyan, 69' Martynovich.

VIDEO SINTESI


Terek Grozny - Rostov 1-0: 48' Asildarov.

VIDEO SINTESI


Amkar Perm - Tom Tomsk 0-0

VIDEO SINTESI


Kuban Krasnodar - Rubin Kazan 1-0: 43' M. Pizzelli.

VIDEO SINTESI


Lokomotiv Mosca - Anzhi Makhachkala 1-0: 73' Glushakov.

VIDEO SINTESI


Krylya Sovetov Samara - Spartak Nalchik 1-0: 48' Yakovlev.

VIDEO SINTESI


Spartak Mosca - CSKA Mosca 1-2: 51' Dzyuba; 37' Tošić, 62' S. Doumbia.

VIDEO SINTESI


Nelle parti alte della classifica, la 35ª Giornata della Russian Premier Liga ha sorriso a tre squadre: Zenit San Pietroburgo, CSKA Mosca e Lokomotiv Mosca. Nell'anticipo disputato venerdì, i Campioni di Russia hanno vinto addirittura di goleada alla Khimki Arena, in casa della Dinamo Mosca, con un umiliante 1-5 che parla da solo. Ancora una volta determinante Kerzhakov, autore di una doppietta. Per lo Zenit sono andati a segno anche Criscito (primo gol in Russia per lui), Semak e il redivivo Huszti (da antologia il suo missile terra-aria su punizione). Vale solo per le statistiche, invece, la rete del momentaneo 1-3 ad opera di Kurányi.

Ad inseguire la squadra allenata da Luciano Spalletti, a sei punti di distanza, c'è il CSKA, che ha avuto la meglio sugli acerrimi rivali dello Spartak Mosca nel derby più sentito della capitale russa. Protagonista, sia in positivo che in negativo, è stato Seydou Doumbia: l'ivoriano, bomber principe del torneo con 26 marcature, ha servito un assist a Tošić per la rete che ha sbloccato il match, ha siglato lui stesso il gol rivelatosi decisivo dopo il pareggio di Dzyuba e - per non farsi mancare nulla - s'è divorato almeno un paio di chance clamorose nel finale.

Turno favorevole anche per la Lokomotiv, che ha superato l'Anzhi grazie al nono centro stagionale di Glushakov; sfruttando i passi falsi di Dinamo e Spartak, i Ferrovieri si sono così portati al terzo posto.

Continua il periodo poco brillante del Rubin, sconfitto di misura a Krasnodar: primo successo nel 2012 per il Kuban di Petrescu, che ringrazia l'attaccante brasiliano naturalizzato armeno Marcos Pizzelli, in gol all'esordio.

Nelle zone meno nobili della classifica, il risultato più importante lo ottiene il Krylya Sovetov, che grazie a un eurogol del gioiellino dell'U-21 russa, Pavel Yakovlev, ha la meglio sullo Spartak Nalchik, penultimo. Con i tre punti acquisiti, la compagine di Samara stacca il Volga Nizhny Novgorod, sconfitta a domicilio per 1-2 da Krasnodar (già ampiamente salvo). Lo 0-0 ottenuto a Perm fra Amkar e Tom non accontenta nessuna delle due squadre: per i rossoneri è stata un'occasione persa per mettersi quasi definitivamente fuori pericolo, i biancoverdi - comunque in ripresa - rimangono ancora fanalino di coda. Terek-Rostov, due squadre che dovrebbero salvarsi senza difficoltà, è una sfida che si aggiudicano i ceceni, al terzo successo di fila. Merito delle tre reti consecutive dell'attaccante Asildarov.


CLASSIFICA
1. Zenit 70
2. CSKA 64
3. Lokomotiv 60
4. Dinamo 59
5. Spartak Mosca 59
6. Rubin 57
7. Anzhi 56
8. Kuban 54
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9. Krasnodar 48
10. Terek 41
11. Rostov 39
12. Amkar 38
13. Krylya Sovetov 34
14. Volga NN 31
15. Spartak Nalchik 27
16. Tom 25


CLASSIFICA BOMBARDIERI:
26 reti: Seydou Doumbia (CSKA).
20 reti: Alexander Kerzhakov (Zenit).
15 reti: Lacina Traoré (Kuban).
12 reti: Danko Lazović (Zenit), Igor Semshov (Dinamo).
11 reti: Andriy Voronin, Kevin Kurányi (Dinamo).


lunedì 19 marzo 2012

Il primo Clasico di Russia del 2012 lo vince il CSKA


Spartak Mosca - CSKA Mosca 1-2: 51' Dzyuba; 36' Tošić, 61' S. Doumbia.

Spartak (4-4-2): Dykan 6,5; Parshivlyuk 5, Pareja 4,5, Suchý 5, Makeev 6; Ari 5,5 (dal 55' McGeady 5,5), R. Carioca 5,5, de Zeeuw 4,5 (dal 73' Welliton s.v.), Bilyaletdinov 5 (dal 63' D. Kombarov 5); Emenike 5,5, Dzyuba 6,5.

CSKA (4-4-2): Chepchugov 6,5; A. Berezutskiy 6, V. Berezutskiy 6,5, Ignashevich 5, Schennikov 5,5; Musa 6 (dal 63' S. Oliseh 6), Wernbloom 6, Dzagoev 6,5, Tošić 6,5; S. Doumbia 6,5 (dal 90'+1 Cauņa s.v.), Necid 5,5 (dal 65' Aldonin 6).

Il derby moscovita più sentito, nonché la partita più attesa del calcio russo, se lo aggiudica l'Armata Rossa, che regola lo Spartak grazie ad un gol per tempo e si conferma al secondo posto, a -6 dallo Zenit capolista.
Equilibrato e molto combattuto il primo tempo: nelle prime fasi dell'incontro, sembra essere lo Spartak a comandare maggiormente il gioco, pur trovando pochi spazi e affidandosi ai lanci dalle retrovie a cercare la velocità di Emenike. A rendersi più pericoloso è comunque il CSKA, in particolar modo con Doumbia, al quale vengono negati due probabili rigori (netto il primo, si poteva sorvolare sul secondo). E' proprio l'attaccante ivoriano a lanciare in porta Tošić, nell'azione che porta al gol che sblocca il nervoso match. Nella ripresa lo Spartak scende in campo con un altro piglio e trova subito il pari con Dzyuba, abile a sfruttare un buco centrale di Ignashevich. Nel momento migliore dei rossobianchi, tuttavia, i Soldati vanno ancora a segno, questa volta con Doumbia, che sfrutta il mancato intervento di Suchý, elude con una finta di corpo l'approssimativa marcatura di Pareja e batte Dykan. La partita, di fatto, finisce qui. I padroni di casa accusano il colpo, gli ospiti avrebbero l'opportunità di dilagare, ma sprecano l'inverosimile. Merito di Dykan (ottime risposte su Oliseh e Necid) e demerito di Doumbia, che si divora due gol già fatti. Errori che, per sua fortuna, non pesano però sul risultato.

TOP

Seydou Doumbia: nel bene e nel male, l'uomo copertina del derby è lui, il capocannoniere della Russian Premier Liga. Serve l'assist per la rete di Tošić, trova il suo 26esimo gol stagionale, tiene continuamente in apprensione la retroguardia dello Spartak e nel finale sciupa clamorosamente due occasioni comodissime.

Alan Dzagoev: in una gara piuttosto confusa, con diversi errori da ambo le parti, ci pensa il talento osseta a mettere un pò d'ordine in mezzo al campo. Nonostante venga schierato in una posizione più arretrata del solito, non perde la lucidità: non a caso, tutte le azioni migliori del CSKA passano dai suoi piedi.

Zoran Tošić: dopo la bella ma inutile perla rifilata al Real Madrid, va ancora a segno l'esterno sinistro serbo, che pur non colpendo benissimo la palla riesce a spedirla in rete con l'ausilio del palo. Vince il duello con Parshivlyuk, cosa non da tutti.

Andriy Dykan: incolpevole sui gol segnati dai Kony, riesce a rendere meno pesante il passivo.

Artem Dzyuba: lotta, si sacrifica, fa a sportellate con gli avversari e sfrutta nel migliore dei modi l'unica chance capitatagli. E' la prima volta che va a segno contro gli odiati rivali.

FLOP

La difesa dello Spartak: Doumbia non sarà un cliente facile, ma Pareja e Suchý ci mettono del loro, regalandogli il gol dell'1-2. Al di là dei due centrali, la retroguardia deiMyaso è piazzata male per quasi tutti i 90': la sensazione è che Karpin non la curi troppo la fase difensiva.

Demy de Zeeuw: scende in campo in ciabatte, svagato e poco determinato, cosa inammissibile in un match di tale importanza. Non un acquisto azzeccato da parte dello Spartak: l'olandese, ex AZ Alkmaar e Ajax, sta facendo rimpiangere non poco Ibson, giocatore che fu forse un pò sottovalutato.

Diniyar Bilyaletdinov: la brutta copia del giocatore ammirato con la Lokomotiv Mosca e nel primo anno in Inghilterra. Pare sfiduciato, deve riprendersi. Ad oggi, comunque, non è da nazionale (ciò nonostante, è assai probabile che Advocaat lo porti lo stesso agli Europei).

Sergey Ignashevich: stringe inspiegabilmente troppo in occasione della rete dello Spartak, creando un varco centrale nel quale si inserisce Dzyuba. Schennikov nella circostanza non fa la diagonale appropriata, ma l'errore a monte è dell'esperto centrale difensivo della nazionale russa.

domenica 18 marzo 2012

La Loko vola con Glushakov, Anzhi ko

Lokomotiv Mosca - Anzhi Makhachkala 1-0: 73' Glushakov.

Lokomotiv (4-3-1-2): Guilherme 7; Shishkin 5,5, M. da Costa 6, Burlak 6,5, Yanbaev 6; Ozdoev 6,5, Tarasov 5,5 (dal 46' Zapater 6), Torbinskiy 5,5 (dal 71' Ignatjev s.v.); Glushakov 6,5; Caicedo 6,5 (dall'85' Loskov s.v.), Pavlyuchenko 6,5.

Anzhi (4-2-3-1): V. Gabulov 6; Gadzhibekov 5,5 (dal 66' Logashov 6), Samba 5, Joao Carlos 6, Tagirbekov 6; Akhmedov 5,5, Jucilei 7; Shatov 6 (dal 79' Prudnikov s.v.), Boussoufa 5 (dal 79' Holenda s.v.), Zhirkov 6; Eto'o 5,5.

Successo importantissimo della Lokomotiv nello scontro diretto contro l'Anzhi, che permette ai Ferrovieri di raggiungere momentaneamente la terza piazza. I rossoverdi si sono imposti grazie ad una rete di Glushakov, arrivata al termine di un'azione molto ben congegnata e impreziosita dall'intelligente velo di Pavlyuchenko.
La partita è stata molto equilibrata e sempre in bilico, con diverse occasioni da ambo le parti. Le più nitide sono però capitate ai padroni di casa, che nel primo tempo avevano già sfiorato il vantaggio prima con Ozdoev in contropiede e poi con Caicedo sugli sviluppi di un corner. Nella ripresa, lo stesso Glushakov - lanciato in campo aperto - aveva mancato l'opportunità di portare i suoi sull'1-0. La compagine daghestana, dal canto suo, ha impegnato svariate volte Guilherme, sempre abile a sventare i tentativi degli avversari. Si tratta della prima sconfitta per Guus Hiddink.

TOP

Guilherme: nei primi 45' è attento su Akhmedov e Shatov prima e su Eto'o poi. Nella seconda frazione di gioco si esalta, compiendo in particolare una parata determinante su una conclusione di Zhirkov, avvenuta subito dopo il gol di Glushakov. Incredibile ma vero, non sbaglia neanche un'uscita alta (solitamente, il suo tallone d'Achille).

Felipe Caicedo: si divora il più facile dei gol, sparando alto a porta vuota da due metri. Ma invece di abbattersi, continua a lottare, impegnando i difensori dell'Anzhi. A cominciare l'azione che ha portato al gol che ha deciso l'incontro, è stato proprio il caparbio ecuadoregno.

Roman Pavlyuchenko: meno nel vivo del gioco rispetto a Caicedo, ancora un pò troppo individualista, l'ex Spartak Mosca e Tottenham ha comunque mostrato sprazzi della sua classe. Geniale il velo che ha consentito a Glushakov di ritrovarsi tutto solo contro Gabulov. Una giocata che è valsa tre punti pesantissimi.

Denis Glushakov: non è stata la partita più brillante dell'anno per il centrocampista della nazionale russa, ma a deciderla con un inserimento senza palla è stato comunque lui. Come tipologia di giocatore ricorda Frank Lampard: in questa stagione ha perfezionato il tiro dalla distanza e soprattutto ha cominciato a vedere bene la porta. 9 reti, con ancora una decina di gare da giocare, per un centrocampista sono tutt'altro che poche.

Jucilei: ha avuto bisogno di un pò di tempo per carburare, ma in queste ultime uscite gli appassionati di calcio russo hanno potuto apprezzare quel volante che s'era messo in mostra nel Corinthians, entrando nel giro della Seleçao. In costante crescita.

FLOP

Christopher Samba: per un'ora abbondante di gioco, è stato il migliore in campo. Ma sono bastati due episodi per cambiare opinione sulla sua prestazione. Prima ha bucato pericolosamente in zona centrale, permettendo a Glushakov di volare verso la porta (per sua fortuna, il numero 8 della Loko è stato ipnotizzato da Gabulov); poi si è fatto ingannare dalla finta di Pavlyuchenko, perdendosi così l'ingresso in area di Glushakov.

Mbark Boussoufa: poco attivo, non trova la posizione e non incide. Non sta attraversando un gran momento di forma.

Samuel Eto'o: non disputa una brutta partita nel complesso, prova anche a creare qualcosa, ma da un giocatore del genere aspettarsi qualcosa di più è il minimo. In questo 2012 è ancora a secco: oggettivamente poco assistito dai compagni, rimane spesso fuori dalla manovra e svaria troppo (l'Anzhi attuale, assai carente sul piano del gioco, avrebbe bisogno di un centravanti maggiormente presente in area di rigore, che faccia da punto di riferimento).

Pizzelli regala tre punti ai Canarini


Kuban Krasnodar - Rubin Kazan 1-0: 43' M. Pizzelli.


Kuban (4-4-2): Belenov 6; Lolo 6, Zelão 6,5, Armaş 6, Zhavnerchik 6; G. Bucur 5 (dal 90'+2 R. Bugaev s.v.), Fidler 6, Kulik 6,5, Ionov 6,5 (dal 78' Komkov s.v.); M. Pizzelli 6,5 (dal 67' M. Ureña 6,5), L. Traoré 7.

Rubin (4-4-2): Ryzhikov 6; V. Kaleshin 6,5, Sharonov 5, César Navas 5, Bocchetti 5,5; Ryazantsev 5 (dal 59' Kasaev 5,5), Natkho 5, R. Eremenko 6, Gökdeniz Karadeniz 5,5 (dal 68' Martins 5); N. H. Valdez 5, Davydov 5 (dal 55' Dyadyun 5,5).

Grazie ad un gol siglato verso la fine del primo tempo dal nuovo acquisto Pizzelli, arrivato dagli ucraini del Metalurh Donetsk, il Kuban ottiene la sua prima vittoria nel 2012, regolando di misura a Krasnodar il Rubin. Un successo meritato, sia per la solita determinazione e foga agonistica messe in mostra dai gialloverdi in campo, sia per le numerose occasioni create dai padroni di casa. Prestazione estremamente negativa, al contrario, per i tartari, mai pericolosi, spuntati in attacco e con poche idee a centrocampo. Come se non bastasse, anche la difesa ha balbettato. Per la compagine allenata da Kurban Berdyev, il pericolo di rimanere fuori dall'Europa il prossimo anno c'è eccome.

TOP

Dan Petrescu: il suo Kuban, pur avendo magari poche individualità di spessore, è una delle squadre più difficili da affrontare nel campionato russo. Aggressivo, ordinato, pungente nelle ripartenze: la mano dell'allenatore si vede tutta.

Lacina Traoré: tra i singoli, ce n'è uno che svetta su tutti gli altri in casa Kuban, ed è proprio l'ex centravanti del CFR Cluj. L'ivoriano oggi ha dato una dimostrazione delle sue qualità, mettendo in crisi la retroguardia avversaria grazie ad un mix di forza fisica ed esplosività.

Marcos Pizzelli: prima presenza da titolare nella Russian Premier League e primo gol in Russia per questo attaccante brasiliano naturalizzato armeno, lesto a sfruttare la sponda del compagno di reparto.

Vladislav Kulik: continua ad essere uno dei giocatori più continui del Kuban (e non solo) in questa stagione. Corre tantissimo, ma ragiona anche, spesso e volentieri - specie in assenza di Tlisov - è lui a dover cominciare l'azione. Un giocatore molto importante per Petrescu, che ha avuto il merito di cambiargli ruolo (Kulik, infatti, nasce come esterno sinistro).

FLOP

Il non-gioco del Rubin: anche quando vinceva i campionati, la squadra di Kazan non era particolarmente brillante in termine di gioco; evidentemente il calcio spettacolare non è nelle corde di Berdyev, che ha sempre fatto della fase difensiva il suo punto di forza. Il Rubin negli ultimi due anni è drasticamente calato proprio a causa di una manovra lenta, macchinosa, inconcludente, esageratamente prevedibile. Se a ciò aggiungiamo il fatto che ad ogni sessione di mercato parta un giocatore chiave (l'ultimo Noboa) poi non rimpiazzato a dovere, ecco spiegato perché il Rubin è la principale big candidata a rimanere fuori dall'Europa.

Roman Sharonov e César Navas: solitamente attenti e affidabili, questo pomeriggio i due centrali difensivi del Rubin sono stati messi in crisi dalla fisicità dell'incontrollabile Lacina Traoré e dalla rapidità di Pizzelli prima e Ureña poi.

Sergey Davydov: insieme a Kaleshin e al fischiatissimo Kasaev, era uno dei tre ex della partita presenti in campo. Gestito senza problemi da quelli che fino ad un mese fa erano i suoi compagni di squadra, il 26enne in quasi un'ora di gioco non s'è mai fatto notare.

George Bucur: Gigel, come è soprannominato in Romania, ha sulla coscienza due facili palle gol divorate (clamorosa la prima, sullo 0-0, a tu per tu con Ryzhikov) e un cartellino giallo evitabilissimo che gli farà saltare la prossima gara del Kuban.

venerdì 16 marzo 2012

Zenit straripante, goleada rifilata alla Dinamo Mosca


Dinamo Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-5: 72' Kurányi; 14' Criscito, 15' Kerzhakov, 24' Semak, 74' Kerzhakov, 79' Huszti.

Dopo due pareggi di fila in campionato e la brutta sconfitta a Lisbona che ha estromesso la squadra allenata da Luciano Spalletti dalla Champions League, torna al successo lo Zenit, che vince addirittura in goleada alla Khimki Arena, tana della Dinamo Mosca, terza forza della Russian Premier Liga 2011-12. Un successo roboante e mai in discussione ottenuto contro l'unica compagine che i campioni di Russia non erano riusciti a sconfiggere in questo campionato.
Fin dalle prime battute, appare chiaro l'andazzo della gara: lo Zenit passa in vantaggio al 14' con Criscito, che ringrazia Granat per la gentile concessione e sigla il suo primo gol in Russia. Pochi secondi dopo, gli ospiti trovano il raddoppio con il solito Kerzhakov, abile a scagliare un violento destro dai 20 metri che si insacca sotto la traversa. Passano pochi minuti e il club di San Pietroburgo va ancora a segno, questa volta con Semak, ben imbeccato in profondità da Arshavin. Già nel primo tempo lo Zenit potrebbe dilagare, ma Kerzhakov manca due clamorose occasioni.
La Dinamo "ammirata" nel primo tempo è stata troppo brutta per essere vera e infatti i Poliziotti partono forte nella ripresa, impensierendo più di una volta il sempre attento Malafeev. Kurányi, con una bella capocciata su punizione battuta da Dzsudzsák, sembra poter riaprire la contesa nel finale, ma ci pensa subito Kerzhakov a chiuderla definitivamente. L'1-5 porta la firma del subentrato Huszti, che con un'autentica bomba su punizione realizza il suo secondo sigillo stagionale.

In classifica, lo Zenit vola a quota 70 punti, momentaneamente a +9 sul CSKA, che nel posticipo del lunedì giocherà il derby moscovita più sentito contro lo Spartak. La Dinamo, che fino a poche settimane fa pareva intenzionata a dire la sua in chiave titolo, ha iniziato nel peggiore dei modi la parte conclusiva del torneo, ottenendo appena un punto in tre partite. Ora rischia di farsi superare da Spartak, Lokomotiv e Rubin, e di farsi raggiungere dall'Anzhi.

Dinamo (4-4-2): Berezovskiy 5; L. Fernández 5,5 (dal 73' Misimović s.v.), Epureanu 5, Granat 4,5, Lomić 5,5; Kokorin 5 (dal 46' Samedov 6), Semshov 5,5, Yusupov 5 (dal 46' Noboa 5), Dzsudzsák 5; Voronin 5,5, Kurányi 6.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 7; Hubočan 7, B. Alves 6, Lombaerts 6,5, Criscito 6,5; Semak 7, Denisov 6, Shirokov 6; Fayzulin 6 (dal 60' Huszti 7), Arshavin 6,5 (dal 71' Kanunnikov s.v.); Kerzhakov 7,5 (dall'83' Bukharov s.v.).


TOP

Alexander Kerzhakov: 20 reti in 25 presenze, uno score che parla da solo. Mai in campionato Sasha aveva segnato così tanto, nemmeno nel 2004 quando vinse la classifica "bombardieri" (come la chiamano in Russia), con 18 reti. Tutti gol, peraltro, decisivi, pesanti. Semplicemente, il giocatore più determinante dello Zenit in questa stagione.

Andrey Arshavin: criticato dalla stampa locale per le prime due esibizioni non esaltanti, questo pomeriggio ha messo a tacere le malelingue, con una prestazione promettente in vista delle prossime partite. Più nel vivo del gioco, Shava ha dialogato bene con i compagni, è andato più volte alla conclusione e ha servito un passaggio filtrante con i giri giusti a Semak in occasione dello 0-2.

Szabolcs Huszti: finito un pò nel dimenticatoio (e, per la verità, mai protagonista con il club di San Pietroburgo), entra a circa 20' dal termine, servendo un assist perfetto per il secondo centro di Kerzhakov e sparando un missile di una potenza inaudita sul quale Berezovskiy nulla ha potuto.

Sergey Semak: nonostante i 36 anni, l'ex centrocampista di CSKA, PSG, FC Mosca e Rubin Kazan continua ad essere un giocatore prezioso, un valido ricambio ai titolari che non ha perso il vizio del gol.

Tomáš Hubočan: ormai non è più una novità vederlo tra i promossi negli incontri ai quali prende parte lo Zenit. In assenza di capitan Anyukov, lo slovacco viene confermato come terzino destro: dalla sua fascia non si passa, chiedere per conferma a Dzsudzsák.

Domenico Criscito: grazie ad uno svarione difensivo di Granat, segna di testa il suo primo gol con la maglia dello Zenit. Per il resto, dialoga bene con Arshavin, contiene Kokorin e soffre solo un pò nella seconda frazione di gioco la rapidità di un cliente difficile come Samedov.

Vyacheslav Malafeev: se il match è finito con il risultato di 1-5, è merito anche del portierone della nazionale russa, che ha negato in almeno tre circostanze il gol agli avversari. Ci fosse stato lui all'andata contro il Benfica, chissà...


FLOP

I centrali difensivi della Dinamo: con il Coti Fernández spostato sulla destra al posto dello squalificato Wilkshire, al centro Silkin deve rispolverare la coppia composta dal moldavo Epureanu e dal siberiano Granat. Un disastro. Distratti, lenti e pasticcioni. Urge un acquisto di peso in quella zona del campo.

Artur Yusupov: il 22enne centrocampista centrale ha sulla coscienza la rete dell'immediato 0-2 dello Zenit. E' stato proprio lui, infatti, a perdere malamente il pallone che ha consentito poi a Kerzhakov di esplodere il proprio destro. Dopo l'intervallo, rimane negli spogliatoi, rimpiazzato dal nuovo acquisto Noboa.

Alexander Kokorin: è in lizza per un posto per EURO 2012, di mestiere fa l'attaccante anche se Silkin con la Dinamo lo fa giocare prevalentemente come esterno. Le potenzialità ci sono tutte, ma non sempre vengono sfruttate dal soggetto in questione. Rimandato.

Balázs Dzsudzsák: con la Dinamo vanta già due assist in altrettante partite, ma i numeri non devono trarre in inganno. L'ungherese apprezzato ad Eindhoven in Russia non s'è ancora visto. Da ritrovare.