sabato 3 marzo 2012

CSKA-Zenit, pari spettacolare grazie a super Kerzhakov!


CSKA MOSCA - ZENIT SAN PIETROBURGO 2-2: 17' Dzagoev, 69' Musa; 1' e 56' Kerzhakov.


Finisce 2-2 il match tra le due squadre più forti del movimento calcistico russo. La Russian Premier Liga si sveglia dal letargo subito con un big match, che non tradisce le attese: CSKA-Zenit è stata infatti una partita spettacolare, molto divertente e con continui ribaltamenti di fronte. Le due squadre, che occupano le prime due posizioni nel campionato locale, si sono affrontate a viso aperto, senza badare ai tatticismi e commettendo - per la verità - anche qualche disattenzione di troppo in fase difensiva. Come quella che ha portato - dopo soli 18 secondi (!) - al vantaggio di Kerzhakov, imbeccato da un lungo lancio dalle retrovie di Hubočan che ha colto impreparato Ignashevich. Lo Zenit ha subito l'opportunità per raddoppiare, ma Shirokov a porta vuota colpisce il palo. Cresce così il CSKA, che al primo affondo trova il pari con Dzagoev.
Nella ripresa la gara rimane equilibrata, le due avversarie vanno a folate e nel momento migliore dei
Kony a colpire è ancora Kerzhakov, questa volta con un gesto tecnico e atletico straordinario. Gli uomini di Slutskiy non demordono e a siglare la rete del definitivo 2-2 una decina di minuti dopo è il giovane nigeriano Musa. C'è tempo per vedere un altro legno, questa volta colpito dal CSKA con un tiro da fuori di Honda, e un'altra grande chanche non sfruttata da Shirokov.
Il risultato finale accontenta la compagine guidata da Spalletti, che mantiene a distanza di sicurezza la sua rivale più accreditata.


CSKA (4-1-4-1): Revyakin 6; A. Berezutskiy 6, V. Berezutskiy 5,5, Ignashevich 4,5, Schennikov 6; Wernbloom 6; Musa 6,5 (dal 90' Kim In-Sung s.v.), Dzagoev 6,5, Honda 7 (dall'83' Necid s.v.), Tošić 5 (dal 70' Mamaev s.v.); S. Doumbia 5,5.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6,5; Anyukov 5,5, Hubočan 7,5, Lombaerts 6, Criscito 5; Semak 6, Denisov 6, Shirokov 5; Fayzulin 5,5 (dal 74' Zyryanov s.v.), Arshavin 5 (dal 55' Lazović 6); Kerzhakov 8 (dal 90'+3 Kanunnikov s.v.).

TOP

Alexander Kerzhakov: l'uomo copertina non può che essere l'attaccante della nazionale russa, che tiene a galla lo Zenit grazie ad una formidabile doppietta. Pronti e via, e subito batte il 16enne (!) Revyakin, partendo sul filo del fuorigioco e beffando in velocità il disattento Ignashevich. Poi serve un potenziale assist vincente a Shirokov, impegna l'estremo difensore avversario su punizione e nel secondo tempo realizza un gol magnifico, con un piatto al volo di difficoltà elevata. Nella classifica "bombardieri" (come la chiamano in Russia), insegue Doumbia, ma è sua la media-gol migliore del campionato: 18 reti in 23 presenze sono davvero un bottino notevole. Quanto è mancato a Luciano Spalletti nei due mesi finali del 2011...

Tomáš Hubočan: eterno sottovalutato, magari sgraziato negli interventi e non bello a vedersi, ma terribilmente efficace. Dalla sua parte non si passa ed è l'unico difensore dello Zenit che in velocità può tenere botta con il temuto Doumbia. Dopo il perfetto cross fornito a Shirokov in occasione della rete del momentaneo 1-1 in Champions League contro il Benfica, si riscopre rifinitore, fornendo entrambi gli assist per i gol di Kerzhakov.

Keisuke Honda: non partiva titolare con i Soldati da inizio agosto, ma dopo averlo visto all'opera la sensazione è che abbia recuperato benone dal lungo infortunio. Le sue giocate non sono mai banali ed è il giapponese a illuminare le azioni vincenti del CSKA, servendo con i giri giusti prima Dzagoev e poi Musa. Una perla il tiro a giro di prima intenzione che per poco non regala la vittoria ai rossoblù: per sua sfortuna, la palla va a sbattere contro la traversa.

Alan Dzagoev: buona prestazione del fantasista osseta, non solo per il gol che ristabilisce la parità. In particolare, nella prima frazione di gioco è il più in palla dei suoi.

Ahmed Musa: se non fosse andato a segno, non sarebbe finito in questa rubrica. Ma la rete siglata dal 19enne nigeriano, arrivato a gennaio dagli olandesi del VVV-Venlo, è determinante. E' ancora da sgrezzare: ha una rapidità di base impressionante, ma ha degli evidenti limiti tecnici e deve perfezionare i cross. L'età è dalla sua parte.


FLOP

Sergey Ignashevich: entra in campo probabilmente poco concentrato e si addormenta in occasione dell'immediato vantaggio dello Zenit, tenendo in gioco Kerzhakov. Un errore inammissibile per un giocatore della sua esperienza.

Seydou Doumbia: il bomber ivoriano, dopo un 2011 mostruoso, non ha iniziato nel migliore dei modi il nuovo anno, evidentemente non è ancora entrato in condizione. Coppa d'Africa (quasi) da spettatore non pagante, insufficiente contro il Real Madrid in Champions e ancora impreciso contro lo Zenit. Potenzialmente rimane tuttavia un giocatore sempre pericoloso: gli basta un'accelerazione per creare un pericolo.

Roman Shirokov: non continua il magic moment del centrocampista-goleador russo, che nel sabato pomeriggio moscovita si divora letteralmente due palle gol. Clamorosa la prima, quando tutto solo - e con la porta sguarnita - di testa colpisce il palo. Fosse stato più preciso, avremmo visto probabilmente un altro incontro.

Andrey Arshavin: era ovviamente il giocatore più atteso. Il figliol prodigo che torna a casa, l'arma in più dello Zenit per chiudere a doppia mandata il campionato. Tutti i dubbi che si avevano fino ad una settimana fa sembravano essere stati spazzati via dopo la brillante prova offerta da Shava in nazionale contro la Danimarca. Il giocatore prelevato in prestito dall'Arsenal, però, si vede poco, forse è ancora un corpo estraneo e viene così sostituito ad inizio ripresa.
Inoltre, la doppietta del suo amico Kerzhakov suona come un avvertimento ad Arshavin: ora questo non è più il suo Zenit. L'elemento più famoso e forte della squadra di San Pietroburgo per il momento è un comprimario all'interno dell'organico di Spalletti.




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