domenica 25 marzo 2012

Niente allungo dello Zenit: è solo 1-1 col Rubin


Zenit San Pietroburgo - Rubin Kazan 1-1: 36' Huszti; 58' N. H. Valdez.


Zenit (4-1-4-1): Malafeev 6; Anyukov 5,5, Hubočan 6, Lombaerts 6 (dal 66' B. Alves 6), Criscito 5,5; Denisov 6; V. Bystrov 6, Semak 6, Shirokov 6,5 (dall'87' Zyryanov s.v.), Huszti 6 (dal 75' Kanunnikov s.v.); A. Kerzhakov 5,5.

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6; Kuzmin 6, César Navas 6, Bocchetti 6,5, Nemov 5; Natkho 6, R. Eremenko 6; Gökdeniz Karadeniz 6, Ryazantsev 5, Kasaev 4,5 (dal 60' Davydov 5); Dyadyun 5 (dal 46' N. H. Valdez 7) (dal 68' J. Valle s.v.).

Pareggiando per 1-1 in casa contro il Rubin, lo Zenit si fa sfuggire l'opportunità di portarsi a + 9 sul CSKA, sconfitto ieri dalla Lokomotiv, e di avvicinarsi sempre più al titolo. Una prestazione poco brillante quella offerta dagli uomini di Spalletti, ai quali è mancata la qualità nell'ultimo passaggio (innumerevoli i cross sbagliati dal fondo): le assenze dei vari Arshavin, Danny, Fayzulin e Lazović - vale a dire i giocatori più talentuosi della rosa - si sono sentite eccome. Nonostante il Rubin abbia fatto poco (due tiri in porta in 90'), il pareggio è il risultato più giusto per quello che s'è visto in campo.
La prima frazione di gioco si conclude con i padroni di casa avanti nel punteggio, grazie al secondo centro consecutivo di Huszti, imbeccato da Shirokov. Un gol di astuzia che, per come è maturato, ha fatto molto contento Spalletti: il centrocampista russo, infatti, ha battuto rapidamente il calcio di punizione - senza aspettare il fischio dell'arbitro - cogliendo impreparata la retroguardia avversaria, che stava sistemando la barriera (non richiesta, ovviamente, dallo Zenit). Per il resto, il club di San Pietroburgo non è che avesse fatto molto altro: giusto qualche iniziativa del rientrante Bystrov, il più attivo dei suoi.
Nella ripresa i tartari scendono in campo con un altro piglio: determinante il cambio di Berdyev, che inserisce il vispo Valdez al posto dell'opaco Dyadyun. E' proprio il paraguayano, arrivato in estate dall'Hércules, a pareggiare, prendendo d'infilata la difesa avversaria. Lo Zenit prova a reagire, ma lo fa con poca convinzione, rischiando di subire la clamorosa beffa finale quando Roman Eremenko - con un potente destro dalla lunga distanza - colpisce l'incrocio dei pali in pieno.

TOP

Nelson Haedo Valdez: gioca soli 20' (esce infatti a causa di un terribile scontro aereo con Lombaerts), ma con grande intensità. Vivacizza il Rubin, mai pericoloso nel primo tempo, impegna la difesa avversaria e trova la rete dell'1-1 finale. Si tratta del suo primo, atteso gol nel campionato russo.

Roman Shirokov: geniale il modo in cui ha beffato il Rubin in occasione dell'1-0 di Huszti, battendo immediatamente la punizione senza aver richiesto il fischio dell'arbitro. Un vecchio trucco che funziona ancora, ma anche un gol tipicamente "spallettiano": già alla Roma l'allenatore toscano provava spesso questo tipo di soluzioni.

Vladimir Bystrov: ancora lontano dalla miglior condizione, oggi è parso comunque sulla via del recupero. Gli è mancata la lucidità nel momento di finalizzare l'azione, ma con i suoi spunti in velocità ha messo in crisi Nemov. Riuscirà a tornare il miglior Bystrov in vista degli Europei?

FLOP

Alan Kasaev: contro la squadra che non credette in lui quando era giovane, disputa una prestazione che è la fotografia del momento negativo che sta vivendo questo talento osseta. Svogliato, impalpabile, anche in evidente sovrappeso: non prova addiritura mai l'uno contro uno, il suo marchio di fabbrica. Da recuperare, assolutamente.

Vladimir Dyadyun: nella scorsa stagione, in prestito allo Spartak Nalchik, aveva destato un'ottima impressione; peccato però che non abbia confermato a Kazan quanto fatto vedere in provincia. Probabilmente, non vale certe piazze.

Petr Nemov: non è un terzino sinistro di ruolo, e si vede. Perennemente in difficoltà, non riesce a contenere Bystrov.

I cambi di Spalletti: non che siano stati sbagliati, ma tardivi sicuramente sì. La sensazione è che l'allenatore italiano non abbia creduto troppo nella possibilità di vincere questa partita. Ok, ha inserito Kanunnikov al posto di Huszti, ma mettendo il giovane numero 99 come ala sinistra la sostanza è cambiata poco. Kerzhakov aveva bisogno di un compagno di reparto. Poteva essere la partita giusta per Bukharov, il grande ex.

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