sabato 31 marzo 2012

Zenit corsaro al Luzhniki: allungo decisivo?

Spartak Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-2

86' Dzyuba; 10' Semak, 65' Kerzhakov (rig.).


Spartak Mosca (4-4-2): Dykan 6,5 (dal 68' A. Rebrov s.v.); Bryzgalov 5,5, Pareja 5, Suchý 6, Makeev 6; Ari 5 (dal 46' McGeady 5), de Zeeuw 5 (dall'84' Ananidze s.v.), R. Carioca 5, D. Kombarov 6; Emenike 6, Dzyuba 7.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 6, Hubočan 6, Lombaerts 6, Criscito 6,5; Zyryanov 6,5 (dal 79' B. Alves 5), Denisov 6,5, Shirokov 7; V. Bystrov 6,5 (dall'89' Huszti s.v.), Semak 7,5; Kerzhakov 6,5 (dal 90'+2 Kanunnikov s.v.).


Lo Zenit sbanca il Luzhniki, sconfiggendo i rivali storici dello Spartak Mosca e portandosi a +9 sul CSKA secondo in classifica, fermato nel pomeriggio sull'1-1 a Krasnodar dal Kuban. Un successo che vale doppio per gli uomini di Spalletti, che si avvicinano sempre più a bissare lo scudetto del 2010: la sensazione è che il titolo sia ormai una pura formalità per il club di San Pietroburgo. Rimane incertissima, invece, la lotta per il secondo posto (che vale la qualificazione in Champions League), che potrebbe coinvolgere addirittura sei squadre.

La gara si mette subito sui binari giusti per lo Zenit, che dopo 10' si porta avanti, grazie a una meravigliosa conclusione di prima intenzione di Semak: un esterno destro esteticamente bellissimo che si insacca sotto il sette. Una volta acquisito il vantaggio, gli ospiti - già scesi in campo con un undici conservativo a causa delle assenze di giocatori offensivi quali Arshavin, Danny, Fayzulin e Lazović -, indietreggiano, si chiudono, badando a concedere meno spazio possibile ai giocatori dello Spartak, in particolare al temuto Emenike. Il tema della partita diventa così il seguente: Spartak con il pallino del gioco e alla ricerca dei pertugi giusti per colpire la retroguardia avversaria, Zenit pronto a far male in contropiede. La difesa alta dei rossobianchi favorisce i tagli dei rapidissimi Bystrov e Kerzhakov, gli inserimenti senza palla degli incursori Semak e Zyryanov, facilitando il compito del rifinitore Shirokov. Lo Spartak, sul finire del primo tempo, colpisce la traversa direttamente su punizione dal limite con Dmitry Kombarov, ma è solo nella ripresa che la sua pressione comincia ad aumentare. Emenike vanifica una buona azione, dall'altra parte Kerzhakov si procura e trasforma il rigore dello 0-2. Partita chiusa? No, ci pensa Dzyuba a riaprirla nel finale, facendo venire un brivido ai tifosi giunti a Mosca da Piter. Ma alla fine lo Zenit i tre punti riesce comunque a portarseli a casa.


TOP

Sergey Semak: questo splendido 36enne si rende protagonista di una prestazione che rasenta la perfezione: segna un gol fantastico, corre e pressa in continuazione gli avversari, si butta sempre negli spazi, non si prende una pausa. Sta attraversando un ottimo momento di forma e, in generale, si può dire che stia invecchiando meglio del suo compagno di reparto Zyryanov (oggi comunque autore di una buona prova). Immortale.

Roman Shirokov: gioca perennemente a testa alta, limita gli inserimenti poiché - in assenza di Arshavin, Danny e Fayzulin - il regista offensivo deve farlo lui. E ci riesce benissimo, lanciando più volte in profondità i compagni di squadra.

Alexander Kerzhakov: quarta rete consecutiva siglata ai Myaso, ventunesima in campionato. Numeri da capogiro per Sasha, che sta disputando una super stagione, nella quale mancava solo un gol segnato dal dischetto. Ora è arrivato pure quello.

Vladimir Bystrov: non è ancora l'imprendibile ala destra di un tempo, ma è sulla via del recupero. Può essere un'arma molto importante per lo Zenit nella volata finale.

Artem Dzyuba: si sbatte, si sacrifica per la squadra, fa a sportellate con i difensori avversari, ma dimostra di avere anche qualità, con diverse giocate di fino. Da bomber di razza (quale, ad oggi , non è) il suo nono centro in campionato.

FLOP

Nicolás Pareja: ormai si sognerà Kerzhakov anche di notte. Ogni volta che ci gioca contro, l'argentino vede i sorci verdi e il russo puntualmente segna. Nell'ultimo precedente, Kerzhakov aveva procurato l'espulsione dell'ex difensore di Anderlecht ed Espanyol; oggi si è accontentato di un'ammonizione, che è valsa però un penalty.

Aiden McGeady: entra dopo l'intervallo al posto dell'impalpabile Ari, ma non dà la scossa. Criscito lo contiene nel migliore dei modi.

Rafael Carioca: con qualche giocata lascia intravedere un certo potenziale, ma fatica a crescere, a fare il salto di qualità. Sbaglia qualche appoggio di troppo e perde malamente il pallone che porta al raddoppio dei Meshki.

Demy de Zeeuw: vaga per il campo senza una meta, partecipa poco alla costruzione del gioco, non si inserisce da dietro... Davvero la copia sbiadita di quel centrocampista ammirato prima ad Alkmaar (con l'AZ) e poi ad Amsterdam (Ajax).

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