venerdì 16 marzo 2012

Zenit straripante, goleada rifilata alla Dinamo Mosca


Dinamo Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-5: 72' Kurányi; 14' Criscito, 15' Kerzhakov, 24' Semak, 74' Kerzhakov, 79' Huszti.

Dopo due pareggi di fila in campionato e la brutta sconfitta a Lisbona che ha estromesso la squadra allenata da Luciano Spalletti dalla Champions League, torna al successo lo Zenit, che vince addirittura in goleada alla Khimki Arena, tana della Dinamo Mosca, terza forza della Russian Premier Liga 2011-12. Un successo roboante e mai in discussione ottenuto contro l'unica compagine che i campioni di Russia non erano riusciti a sconfiggere in questo campionato.
Fin dalle prime battute, appare chiaro l'andazzo della gara: lo Zenit passa in vantaggio al 14' con Criscito, che ringrazia Granat per la gentile concessione e sigla il suo primo gol in Russia. Pochi secondi dopo, gli ospiti trovano il raddoppio con il solito Kerzhakov, abile a scagliare un violento destro dai 20 metri che si insacca sotto la traversa. Passano pochi minuti e il club di San Pietroburgo va ancora a segno, questa volta con Semak, ben imbeccato in profondità da Arshavin. Già nel primo tempo lo Zenit potrebbe dilagare, ma Kerzhakov manca due clamorose occasioni.
La Dinamo "ammirata" nel primo tempo è stata troppo brutta per essere vera e infatti i Poliziotti partono forte nella ripresa, impensierendo più di una volta il sempre attento Malafeev. Kurányi, con una bella capocciata su punizione battuta da Dzsudzsák, sembra poter riaprire la contesa nel finale, ma ci pensa subito Kerzhakov a chiuderla definitivamente. L'1-5 porta la firma del subentrato Huszti, che con un'autentica bomba su punizione realizza il suo secondo sigillo stagionale.

In classifica, lo Zenit vola a quota 70 punti, momentaneamente a +9 sul CSKA, che nel posticipo del lunedì giocherà il derby moscovita più sentito contro lo Spartak. La Dinamo, che fino a poche settimane fa pareva intenzionata a dire la sua in chiave titolo, ha iniziato nel peggiore dei modi la parte conclusiva del torneo, ottenendo appena un punto in tre partite. Ora rischia di farsi superare da Spartak, Lokomotiv e Rubin, e di farsi raggiungere dall'Anzhi.

Dinamo (4-4-2): Berezovskiy 5; L. Fernández 5,5 (dal 73' Misimović s.v.), Epureanu 5, Granat 4,5, Lomić 5,5; Kokorin 5 (dal 46' Samedov 6), Semshov 5,5, Yusupov 5 (dal 46' Noboa 5), Dzsudzsák 5; Voronin 5,5, Kurányi 6.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 7; Hubočan 7, B. Alves 6, Lombaerts 6,5, Criscito 6,5; Semak 7, Denisov 6, Shirokov 6; Fayzulin 6 (dal 60' Huszti 7), Arshavin 6,5 (dal 71' Kanunnikov s.v.); Kerzhakov 7,5 (dall'83' Bukharov s.v.).


TOP

Alexander Kerzhakov: 20 reti in 25 presenze, uno score che parla da solo. Mai in campionato Sasha aveva segnato così tanto, nemmeno nel 2004 quando vinse la classifica "bombardieri" (come la chiamano in Russia), con 18 reti. Tutti gol, peraltro, decisivi, pesanti. Semplicemente, il giocatore più determinante dello Zenit in questa stagione.

Andrey Arshavin: criticato dalla stampa locale per le prime due esibizioni non esaltanti, questo pomeriggio ha messo a tacere le malelingue, con una prestazione promettente in vista delle prossime partite. Più nel vivo del gioco, Shava ha dialogato bene con i compagni, è andato più volte alla conclusione e ha servito un passaggio filtrante con i giri giusti a Semak in occasione dello 0-2.

Szabolcs Huszti: finito un pò nel dimenticatoio (e, per la verità, mai protagonista con il club di San Pietroburgo), entra a circa 20' dal termine, servendo un assist perfetto per il secondo centro di Kerzhakov e sparando un missile di una potenza inaudita sul quale Berezovskiy nulla ha potuto.

Sergey Semak: nonostante i 36 anni, l'ex centrocampista di CSKA, PSG, FC Mosca e Rubin Kazan continua ad essere un giocatore prezioso, un valido ricambio ai titolari che non ha perso il vizio del gol.

Tomáš Hubočan: ormai non è più una novità vederlo tra i promossi negli incontri ai quali prende parte lo Zenit. In assenza di capitan Anyukov, lo slovacco viene confermato come terzino destro: dalla sua fascia non si passa, chiedere per conferma a Dzsudzsák.

Domenico Criscito: grazie ad uno svarione difensivo di Granat, segna di testa il suo primo gol con la maglia dello Zenit. Per il resto, dialoga bene con Arshavin, contiene Kokorin e soffre solo un pò nella seconda frazione di gioco la rapidità di un cliente difficile come Samedov.

Vyacheslav Malafeev: se il match è finito con il risultato di 1-5, è merito anche del portierone della nazionale russa, che ha negato in almeno tre circostanze il gol agli avversari. Ci fosse stato lui all'andata contro il Benfica, chissà...


FLOP

I centrali difensivi della Dinamo: con il Coti Fernández spostato sulla destra al posto dello squalificato Wilkshire, al centro Silkin deve rispolverare la coppia composta dal moldavo Epureanu e dal siberiano Granat. Un disastro. Distratti, lenti e pasticcioni. Urge un acquisto di peso in quella zona del campo.

Artur Yusupov: il 22enne centrocampista centrale ha sulla coscienza la rete dell'immediato 0-2 dello Zenit. E' stato proprio lui, infatti, a perdere malamente il pallone che ha consentito poi a Kerzhakov di esplodere il proprio destro. Dopo l'intervallo, rimane negli spogliatoi, rimpiazzato dal nuovo acquisto Noboa.

Alexander Kokorin: è in lizza per un posto per EURO 2012, di mestiere fa l'attaccante anche se Silkin con la Dinamo lo fa giocare prevalentemente come esterno. Le potenzialità ci sono tutte, ma non sempre vengono sfruttate dal soggetto in questione. Rimandato.

Balázs Dzsudzsák: con la Dinamo vanta già due assist in altrettante partite, ma i numeri non devono trarre in inganno. L'ungherese apprezzato ad Eindhoven in Russia non s'è ancora visto. Da ritrovare.

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