domenica 29 aprile 2012

Eto'o trascina l'Anzhi: la CL non è più un sogno


Anzhi Makhachkala - Lokomotiv Mosca 3-1
 25' aut. Burlak, 64' e 90' Eto'o; 31' Glushakov.

Anzhi (4-2-3-1): V. Gabulov 6; Gadzhibekov 6 (dal 76' Logashov s.v.), Samba 5,5, João Carlos 6, Tagirbekov 6,5; Akhmedov 6, Jucilei 6,5 (dal 79' Carcela-Gonzalez s.v.); Lakhiyalov 5,5 (dal 73' Shatov s.v.), Boussoufa 6, Zhirkov 5,5; Eto'o 7,5.
Lokomotiv (4-2-3-1): Guilherme 6; Shishkin 6, Burlak 4,5, Belyaev 4,5, Eschenko 5,5; Ozdoev 6,5, Zapater 5,5; Torbinskiy 5 (dall'83' Ignatjev s.v.), Glushakov 7, Maicon 5 (dal 63' Obinna 5,5); Pavlyuchenko 6 (dal 72' Sychev s.v.).
 Quello con la Lokomotiv era un autentico spareggio per l'Europa e a prevalere è stata la compagine daghestana, che si è così rilanciata prepotentemente in classifica: a tre turni dal termine, infatti, l'Anzhi si porta a -3 da CSKA e Dinamo, appaiate al secondo posto. Sembra incredibile, ma la Champions League non è più un miraggio per il ricco club presieduto da Suleiman Kerimov. Sono bastate due vittorie di fila per far rientrare in piena corsa la squadra allenata da Hiddink, che sembrava tagliata fuori da tutto.
La gara si gioca fin dall'inizio a ritmi alti ed è l'Anzhi a comandare il gioco, contro una Lokomotiv un pò passiva e che si affida principalmente alle ripartenze. Ciò nonostante, il l primo tentativo verso lo specchio della porta è di Ozdoev, intelligentemente servito da Pavlyuchenko. Il predominio territoriale dei padroni di casa viene premiato al 25', quando Burlak commette un'incredibile autorete, deviando nella propria porta un cross rasoterra di Eto'o, arrivato dopo una fortuita combinazione fra il camerunense e Lakhiyalov. Esplode lo stadio di Makhachkala, ma la gioia dura pochi minuti: ci pensa Glushakov a ristabilire le distanze, con un inserimento che coglie impreparata la retroguardia gialloblù. Eto'o ci riprova al 39', con un tiro al volo che termina alto di poco: l'ex Barcelona e Inter avrà comunque modo di rifarsi in seguito. Infatti, nella ripresa, è proprio il giocatore più pagato del Mondo a riportare l'Anzhi avanti nel punteggio, prendendo posizione sull'inesperto Belyaev e incrociando alla perfezione di destro al volo. Gran gol. La Lokomotiv perde prima Maicon e poi Pavlyuchenko per infortunio (campionato finito per l'attaccante russo, ma l'Europeo non dovrebbe essere a rischio), sfiora il pari con il solito Glushakov e lo trova con il subentrato Sychev, ma l'assistenza alza giustamente la bandierina. Così, nel recupero, ci pensa ancora Eto'o a chiudere la pratica, facendo tutto da solo. 3-1 e finale di campionato tutto da vivere per l'Anzhi.
TOP
Samuel Eto'o: per la prima volta da quando è in Russia, si può dire che il fuoriclasse camerunense abbia vinto praticamente da solo. Sempre pericoloso e soprattutto decisivo come non mai: un'autorete procurata e una splendida doppietta, la seconda in RPL (ne aveva già rifilata una al Krylya Sovetov il 5 novembre del 2011). Le reti diventano 11 in 19 partite.
Denis Glushakov: l'Anzhi durante il mercato invernale ha fatto di tutto per convincerlo a trasferirsi a Makhachkala e - dopo i due gol segnati proprio ai Daghi in questi play-off - non si può che comprendere il motivo di tanta insistenza da parte della dirigenza daghestana. 10 reti (senza contare quelle siglate in Europa League) per un centrocampista sono un bottino considerevole: mai in carriera aveva segnato così tanto.
Rasim Tagirbekov: non è e non sarà mai un terzino, ma è commovente vedere quanto impegno ci mette per svolgere al meglio questo inedito ruolo che s'è trovato a ricoprire con Hiddink in panchina. Nelle sue sortite offensive travolge gli avversari con il fisico e in un paio di circostanze arriva addirittura sul fondo. Per un possente centrale adattato a giocare sulla fascia è uno sforzo notevole.
FLOP
Taras Burlak - Maxim Belyaev: classe 1990 il primo, 1991 il secondo. Troppo giovani e inesperti per affrontare il più forte numero 9 a livello mondiale (o giù di lì). Burlak regala il primo gol, con una maldestra deviazione nella propria porta; Belyaev permette ad Eto'o di concludere in occasione del 2-1 e si fa saltare troppo facilmente sul 3-1. Qualcosa di interessante l'hanno mostrato entrambi, ma devono ancora crescere.
Dmitry Torbinskiy: cambiano gli allenatori sulla panchina della Lokomotiv, eppure l'ex eroe di Russia-Olanda 3-1 di EURO 2008 continua a giocare, pur non incidendo quasi mai e pur non segnando mai. Un mistero.
Yury Zhirkov: spento, fuori dalla manovra, meno pungente del solito. Anzi, a dire la verità è da un pò che non si vedono le sue tipiche sgroppate. Che si stia risparmiando per gli imminenti Europei?

sabato 28 aprile 2012

ZENIT CAMPIONE DI RUSSIA 2011-12!


Lo Zenit San Pietroburgo bissa il titolo del 2010 e - con tre turni d'anticipo - si conferma Campione di Russia. La certezza matematica è arrivata al termine della partita vinta per 2-1 contro la Dinamo Mosca, grazie alle reti di Shirokov e Kerzhakov (su rigore). Un successo che ha permesso al club di proprietà della Gazprom di salire a quota 84 punti, ben 15 in più rispetto a CSKA e Dinamo, appaiate al secondo posto. Per lo Zenit si tratta del terzo titolo (il quarto considerando anche il campionato sovietico vinto nel 1984), arrivato al termine di un torneo estenuante e interminabile, cominciato nel marzo del 2011: è cambiato infatti il format della Russian Premier Liga, per adeguarla - a partire dalla prossima stagione - al resto d'Europa.
Luciano Spalletti, arrivato nella città degli Zar nel dicembre del 2009, entra ancor di più nella storia dello Zenit: mai, infatti, un tecnico aveva vinto due campionati (per giunta di fila!) con la compagine di San Pietroburgo. Per l'allenatore italiano si tratta del quarto trofeo conquistato alla guida dello Zenit: precedentemente s'era portato a casa un altro Campionato Russo (2010), una Coppa di Russia (2009-10) e una Supercoppa Russa (2011). Inoltre, Spalletti ha qualificato per la prima volta la formazione di Piter agli Ottavi di Finale di Champions League.
Un campionato stravinto dallo Zenit, che ha ulteriormente allungato il proprio margine di vantaggio sulle avversarie in questi play-off del 2012: mentre CSKA, Dinamo, Spartak, Lokomotiv, Anzhi, Rubin e Kuban si toglievano punti a vicenda, Kerzhakov e compagni continuavano a vincere. Così come hanno vinto oggi, contro una Dinamo desiderosa di staccare le altre pretendenti per la seconda piazza che vale la Champions League. E la prima opportunità della partita era capitata proprio alla formazione ospite, con una conclusione di Kurányi respinta di piede da Malafeev. Ma è la voglia di scudetto dei giocatori dello Zenit a fare la differenza. Con il passare dei minuti sale in cattedra il professor Arshavin, che tocca molti palloni, gestendoli sapientemente. Come quando - con un passaggio filtrante - mette Anyukov a tu per tu con Shunin (ci pensa poi Wilkshire, sulla linea, a salvare i Poliziotti). O come quando riceve palla tra le linee indisturbato e con un assist tipico del suo repertorio mette Shirokov solo davanti alla porta: il prolifico centrocampista della nazionale russa non sbaglia e fa 1-0. Il Petrovskiy esplode di gioia e - dopo il raddoppio di Kerzhakov dal dischetto (penalty molto generoso procurato da Bystrov) - vede il titolo sempre più vicino. La gara però è tutt'altro che chiusa: Epureanu si libera della marcatura di Shirokov e con un'inzuccata su corner di Misimović riapre la contesa. Nella ripresa lo Zenit rimane in 10 (espulso Zyryanov per doppia ammonizione), Spalletti corre ai ripari inserendo Semak al posto di un disastroso Bystrov, ma la Dinamo raramente riesce a essere pungente. Il risultato non cambia e così il pubblico può gridare ad alta voce un unico coro: Зенит Чемпион!


 Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6,5; Anyukov 6,5, Hubočan 6, Lombaerts 6,5, Criscito 6; Zyryanov 5,5, Denisov 6,5, Shirokov 6,5; V. Bystrov 4,5 (dal 63' Semak 6), Arshavin 7,5 (dall'81' Fayzulin s.v.); Kerzhakov 6,5 (dall'88' Kanunnikov s.v.).
Dinamo (4-4-1-1): Shunin 6; Wilkshire 6, L. Fernández s.v. (dal 20' Shitov 5,5), Rykov 5, Epureanu 6; Samedov 6, Semshov 5,5, Noboa 5,5 (dal 77' Voronin s.v.), Dzsudzsák 6 (dal 63' Kokorin 5,5); Misimović 6; Kurányi 6.
TOP
Andrey Arshavin: di gran lunga l'MVP del match. E' il giocatore più cercato dai compagni, tocca un'infinità di palloni, realizza un assist da applausi in occasione del gol di Shirokov e partecipa anche nell'azione che porta al raddoppio. Nel secondo tempo, con lo Zenit in inferiorità numerica, porta a spasso gli avversari grazie ad accelerazioni improvvise, guadagnando tempo e falli preziosi. Sembra recuperato.
Alexander Kerzhakov: il bomber dello Zenit non poteva rimanere a secco nel giorno della festa scudetto: non si fa attendere, infatti, il 22esimo gol nell'attuale campionato, il terzo dagli undici metri.
Roman Shirokov: tanto per cambiare, a sbloccare l'incontro ci ha pensato lui, centrocampista che con Spalletti s'è trasformato goleador. Quattordicesimo centro stagionale (9 in campionato, 5 in Champions).
FLOP
Le distanze tra difesa e centrocampo nella Dinamo: durante tutto il primo tempo, il centrocampo della squadra ospite manca del filtro necessario, lasciando troppo spazio ad Arshavin, che sulla trequarti fa letteralmente quello che vuole. Emblematico il caso del vantaggio dello Zenit, con Shava che riceve palla tra le linee senza la pressione avversaria, avendo così la possibilità di alzare la testa e di mandare in porta Shirokov, il cui inserimento peraltro non è stato seguito da nessun centrocampista.

domenica 22 aprile 2012

Eto'o torna al gol, l'Anzhi travolge lo Spartak



Spartak Mosca - Anzhi Makhachkala 0-3
  
39' Eto'o, 59' Lakhiyalov, 70' aut. Pareja.

Spartak Mosca (4-4-2): A. Rebrov; Makeev, Pareja, Suchý, D. Kombarov; Ari, Bryzgalov, R. Carioca (dal 62' Ananidze), McGeady; Emenike, Dzyuba (dall'87' Obukhov).
Anzhi (4-2-3-1): V. Gabulov; Angbwa, João Carlos, Tagirbekov, Agalarov; Akhmedov, Mukhammad (dal 40' Lakhiyalov); Carcela-Gonzalez (dal 60' Al. Ivanov), Boussoufa, Shatov; Eto'o.

Nel giorno dell'anniversario dei 90 anni della società più gloriosa e vincente del calcio russo, ci pensa l'Anzhi a rovinare la festa allo Spartak Mosca, travolto con un perentorio 0-3 a domicilio. Merito anche del redivivo Samuel Eto'o, finalmente sbloccatosi dopo un lungo digiuno (non segnava dal 27 novembre!). Un successo che rilancia a sorpresa l'Anzhi, probabilmente non in ottica secondo posto, ma per la qualificazione in Europa League sì: in fondo, i Daghi - come del resto tutte le altre squadre - avranno da giocare ancora quattro autentici scontri diretti, nei quali la posta in palio ha un valore doppio. Una brusca frenata, invece, quella dello Spartak, che non è riuscito a confermare quel secondo posto ottenuto settimana scorsa e ora di "proprietà" dei rivali della Dinamo. Una gara che ha messo in mostra tutti i limiti e le fragilità della formazione di Karpin, che oggettivamente non meriterebbe - per quanto fatto vedere nell'arco di una stagione - la possibilità di partecipare alla prossima Champions
E dire che i rossobianchi erano pure partiti più che discretamente, aggressivi e motivati al punto giusto, come dimostrano i pericoli creati nel primo tempo, in particolare con la traversa centrata da Dzyuba. Il problema è che lo Spartak non ha saputo reagire una volta passato in svantaggio e ha così giocato una ripresa indecente, con nessuna occasione degna di nota. Si è dimostrata una compagine che - oltre ad avere degli oggettivi limiti strutturali (specie in difesa e in mezzo al campo) - manca di leader emotivi, di giocatori con mentalità vincente. Quella mentalità che sicuramente non manca ad un giocatore che - dopo aver vinto tutto a livello di club - ha deciso di rimettersi in discussione (a peso d'oro...), andando a confrontarsi con una piccola ma ambiziosa realtà della provincia russa. L'impatto che Eto'o aveva avuto sul campionato russo era stato ottimo, ma i risultati continuavano a non arrivare e in questi ultimi mesi l'ex bomber di Barça e Inter s'era tristemente adeguato al livello mediocre dell'Anzhi attuale. Dopo qualche prestazione insufficiente di troppo, alla buon'ora, il Re Leone è tornato a ruggire (ma per davvero: rabbiosa e liberatoria la sua esultanza, con il pallone calciato ripetutamente in rete), mettendo a tacere tutte quelle voci che lo vorrebbero in partenza, destinazione Parigi. E' tornato a gioire anche Lakhiyalov, finora poco preso in considerazione da Hiddink, inserito in campo verso la fine del primo tempo e autore - anche grazie all'uscita errata di Rebrov (portiere di riserva dei moscoviti) - del raddoppio. A chiudere definitivamente la pratica ci ha pensato una maldestra autorete del nazionale argentino Nico Pareja, arrivata in seguito ad una giocata da applausi nello stretto dell'uzbeko Akhmedov. Mai l'Anzhi aveva vinto al Luzhniki con un passivo così pesante.

Lacina Traoré rimanda la festa dello Zenit

 Kuban Krasnodar - Zenit San Pietroburgo 2-2

61' e 73' L. Traoré; 79' Arshavin, 80' Shirokov.

Kuban (4-4-2): Belenov 6; Al. Kozlov 6, Rogochiy 5,5, Armaş 6, R. Bugaev 5; Tsoraev 7 (dal 70' Komkov s.v.), Tlisov 6,5, Kulik 6,5 (dal 90' Fidler s.v.), G. Bucur 6,5 (dall'87' M. Ureña s.v.); M. Pizzelli 6,5, L. Traoré 7,5.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 6, Hubočan 6, B. Alves 4, Criscito 5,5; Semak 5 (dal 76' Rosina s.v.), Denisov 6, Shirokov 6; V. Bystrov 5,5 (dal 68' Bukharov s.v.), Arshavin 6,5; Kerzhakov 5 (dall'87' Zyryanov s.v.).

Doveva essere il giorno della festa-scudetto dello Zenit, a cui sarebbe bastata una vittoria per laurearsi Campione di Russia con ben quattro turni d'anticipo, ma così non è stato: evidentemente, gli uomini di Spalletti non avevano fatto i conti con la banda Petrescu e con la sua punta di diamante, Lacina Traoré. E' stato proprio il centravanti ivoriano, infatti, a rovinare i piani della squadra di San Pietroburgo, segnando una doppietta che non avrà fatto altro che aumentare il già nutrito numero dei suoi estimatori. Ma al di là dell'ex CFR Cluj, è stato tutto il Kuban a disputare una gran partita, non premiata con una vittoria che sarebbe stata oggettivamente meritata per quanto fatto vedere in campo: i Canarini hanno raccolto di meno rispetto a quanto seminato in questi play-off del 2012.
A partire meglio sono proprio i padroni di casa, sospinti come sempre dal loro caloroso pubblico, con un rapido contropiede finalizzato da Lacina Traoré, il cui tiro termina di poco a lato. I Meshki rispondono con un passaggio di Arshavin "alla Arshavin" non sfruttato tuttavia da Bystrov, dopo il velo di Kerzhakov. Il Kuban va a mille all'ora e lotta come al solito su tutti i palloni,  sfiorando ancora il vantaggio con Lacina Traoré, che di testa - su cross al volo di Bucur - centra in pieno il palo, svettando su Bruno Alves. Lo Zenit dà la sensazione di giocare con un pò di sufficienza, andando a fiammate: notevole, in ogni caso, l'azione del 45', con apertura di Shirokov sulla destra per Anyukov, il cui tiro viene respinto in corner dall'attento Belenov.
La ripresa si apre nuovamente nel segno del Kuban: ripartenza perfetta dei Cosacchiorchestrata da Tsoraev e Pizzelli e conclusa da Gigel Bucur, il cui tentativo esce di poco. Si tratta del preambolo del gol che apre le marcature, che porta la firma di Lacina Traoré. Ed è una rete d'autore: l'ivoriano prende palla, parte in progressione staccando Shirokov, si inserisce fra Bruno Alves e Criscito e supera Malafeev con un tocco di interno sinistro. Spalletti ci tiene a non perdere e inserisce un altro attaccante (Bukharov) da affiancare a Kerzhakov e non tarda ad arrivare una chance per l'ex Rubin, che spara alto di controbalzo da posizione defilata. I gialloverdi continuano a giocare sulle ali dell'entusiasmo e si portano sul doppio vantaggio: punizione di Pizzelli per la zuccata vincente di Traoré, che sigla la sua prima doppietta contro la prima della classe. Partita chiusa? No, perché lo Zenit non si dà mai per vinto e - nel giro di due minuti (!) - rimonta le reti di svantaggio, prima riaprendo la contesa con Arshavin e poi pareggiando i conti con Shirokov. Due azioni sviluppate sulla fascia destra dello Zenit che hanno colto impreparata la retroguardia padrona di casa, forse già convinta di aver chiuso la pratica. Il Kuban, comunque, non accusa il colpo e anzi rischia di portarsi nuovamente avanti nel punteggio, colpendo il secondo legno della sua giornata, questa volta con Pizzelli, abile a girarsi spalle alla porta e a lasciar partire un sinistro violentissimo che si schianta contro la traversa ancora tremante. A chiudere in attacco è lo Zenit, la cui festa è verosimilmente solo rimandata: serviranno due punti per confermarsi Campioni. E vincere il titolo in casa - si sa - è più bello, ha un sapore ancor più speciale.  

TOP
Lacina Traoré: pur giocando sempre ad alti livelli, l'ivoriano non era ancora andato a segno nel nuovo anno. Ci ha pensato contro la prima in classifica, con due reti che avranno fatto aumentare ulteriormente il prezzo - già salato - del suo cartellino. Da applausi il primo gol, uno dei più belli tra i 18 realizzati in questa sua prima stagione in Russia (solo Doumbia e Kerzhakov hanno fatto meglio).
David Tsoraev: scatenato, l'ex Anzhi fa passare un pomeriggio difficile a Criscito, al quale va via in velocità in svariate occasioni. La sua prima stagione a Krasnodar è stata penalizzata da un lungo infortunio, dal quale ha recuperato pienamente soltanto in queste ultime settimane. Peccato.
Artur Tlisov e Vladislav Kulik: non se ne parla mai, ma insieme hanno costituito una delle migliori coppie di centrocampo della Russian Premier Liga 2011-12. Completi, dinamici, con visione di gioco e abili ad inserirsi: dei giocatori moderni, insomma. Sottovalutati.
Andrey Arshavin: sigla il suo secondo gol consecutivo e appare in una discreta condizione fisica che fa (moderatamente) ben sperare in vista dei prossimi Europei. Dev'essere gestito con intelligenza.
FLOP
Bruno Alves: rimane a guardare Lacina Traoré quando quest'ultimo colpisce il palo di testa, si fa superare nettamente in velocità sempre dall'indemoniato centravanti ivoriano e si dimentica di marcarlo in occasione del momentaneo 0-2. Non aveva di fronte un cliente facile, ma siamo sicuri che l'indisponibile Lombaerts si sarebbe comportato in maniera diversa. 22 milioni di euro...
Sergey Semak: dopo diverse prove positive che avevano portato una fetta dell'opinione pubblica a chiedere il suo ritorno in nazionale in vista dell'imminente EURO 2012, l'esperto centrocampista russo disputa una prestazione negativa al Kuban Stadion, perdendo diversi palloni di troppo.
Alexander Kerzhakov: non brilla, non punge e non segna. Un pò pretenzioso qualche tiro dalla lunga distanza.
Roman Bugaev: è l'unico terzino mancino nella rosa del Kuban e - in assenza di Lolo e Zhavnerchik - viene rispolverato da Petrescu. Il piede è discreto, la corsa non manca, ma contro lo Zenit appare piuttosto timido in fase offensiva. Inoltre, le principali sortite degli avversari avvengono tutte dalla sua parte.

sabato 21 aprile 2012

Derby alla Dinamo, è crisi CSKA



Dinamo Mosca - CSKA Mosca 1-0
18' Misimović.

Dinamo (4-4-1-1): Shunin 7; Wilkshire 6 (dall'80' Epureanu s.v.), L. Fernández 7, Rykov 6,5, Granat 6,5; Dzsudzsák 7, Semshov 6 (dal 73' Yusupov s.v.), Noboa 6,5, Kokorin 6,5; Misimović 7; Kurányi 6,5 (dal 69' Voronin s.v.).
CSKA (4-2-2-2): Akinfeev 7,5; Nababkin 5, A. Berezutskiy 6, Šemberas 4, Schennikov 6; Wernbloom 5 (dal 78' S. Oliseh 3), Mamaev 5; Honda 6, Tošić 5,5; S. Doumbia 5,5, Necid 5,5.
La Dinamo si aggiudica l'unico derby moscovita della 40ª giornata, sorpassando proprio il CSKA in classifica e raggiungendo momentaneamente - in attesa di vedere cosa farà lo Spartak domani - il secondo posto. Un successo convincente e ampiamente meritato, con il punteggio finale che sarebbe potuto essere molto più severo se in porta ci fosse stato un estremo difensore diverso da Akinfeev. Se la Dinamo, dopo un periodo difficile, appare in netta ripresa, sta al contrario attraversando un momento negativissimo il CSKA, che in questi ultimi turni ha dilapidato tutti i punti di vantaggio che aveva sulla nutrita concorrenza e che - continuando di questo passo - rischierebbe di rimanere fuori addirittura dall'Europa. I tanti infortuni con cui i Soldatihanno dovuto convivere durante tutta la stagione hanno senz'altro pesato, ma non bastano per spiegare i numeri impietosi di questo 2012: seconda sconfitta consecutiva, 7 punti conquistati su 24 disponibili e l'ultima vittoria  risale al 19 marzo (1-2 allo Spartak).
I primi minuti della gara sono nel segno del rientrante Honda (il quale non giocava dai primi di marzo, casualmente proprio dal match pareggiato per 1-1 contro la Dinamo), che prima ci prova con un'insidiosa punizione delle sue e poi salva sulla linea un colpo di testa indirizzato in rete di Leandro Fernández. La Dinamo prende campo e continua a rendersi pericolosa: Akinfeev compie un autentico miracolo (sicuramente una delle parate più belle dell'anno) su Kurányi. Il gol è nell'aria e a trovarlo è Misimović, che supera in velocità Šemberas e batte Akinfeev in uscita, sfruttando nel migliore dei modi il passaggio vincente di Dzsudzsák. Buco clamoroso della retroguardia ospite, piazzata malissimo. Poco dopo i due autori dell'1-0 quasi si ripetono: contropiede condotto dal bosniaco e concluso dal magiaro, il cui destro esce di poco a lato. Dzsudzsák, mai così vivo, ci prova ancora nel finale di tempo, ma Akinfeev riesce a ribattere il suo tentativo volante.
Solo Dinamo in campo nella prima frazione di gioco, Armata Rossa disunita e priva di idee.
Nella ripresa il CSKA è più intraprendente, e lo dimostra subito in apertura: grande apertura sulla sinistra di Tošić per Schennikov, cross di quest'ultimo per la testa di Doumbia, con Shunin che blocca. I padroni di casa, dopo 45' giocati a mille all'ora, sembrano calati e in tal senso si rivelano preziose le giocate di un combattivo Kurányi, che permettono alla squadra di salire e di rifiatare. Il secondo tempo è globalmente meno frizzante, ma si accende nel finale. Dzsudzsák si autolancia e va al cross dal fondo, fornendo un cioccolatino per la testa del Coti Fernández, che per sua sfortuna trova davanti a sé un Akinfeev ancora mostruoso. Sul capovolgimento di fronte, la palla gol più clamorosa di tutta la partita creata dai rossoblù, ma sciupata malamente dal subentrato Oliseh, che spara due volte addosso a Shunin. Si tratta dell'ultimo brivido per la Dinamo, che non riesce a trovare la rete del raddoppio nemmeno nel recupero con Dzsudzsák, ipnotizzato tanto per cambiare da Akinfeev.

TOP
Igor Akinfeev: se qualcuno temeva che il portiere della nazionale russa risentisse del lungo periodo di inattività (durato più di sei mesi), questo pomeriggio è stato smentito. Rende meno pesante il divario tra le due compagini, parando praticamente di tutto. Da antologia il salvataggio in tuffo sulla zuccata di Kurányi.
Anton Shunin: compie parate meno spettacolari, ma non demerita affatto dinanzi al suo collega. A dir poco decisiva la doppia risposta sul tentativo ravvicinato di Oliseh.
Leandro Fernández: l'argentino si esalta contro i grandi attaccanti e così - dopo aver annullato Eto'o nello scorso turno - tiene a bada Doumbia. Honda e Akinfeev gli negano la gioia del gol.
Balázs Dzsudzsák: prima prestazione da voto alto da quando è in Russia. Parte a sorpresa sulla destra, sostituendo l'indisponibile Samedov, realizza l'assist per il vantaggio ed è una costante spina nel fianco della difesa avversaria. Sembra tornato quello di Eindhoven, finalmente.
Zvjezdan Misimović: quando gli chiedevano di motivare lo scarso utilizzo del bosniaco, Silkin rispondeva sibillino: "vedrete che ci tornerà utile a primavera, nella volata finale". E aveva ragione da vendere. Così, adesso, a sedersi in panchina per fargli spazio è Voronin, il trascinatore dei Poliziotti prima dei play-off.
Alexander Kokorin: meno continuo nell'arco dei 90' rispetto ad altri suoi compagni, ma imprendibile quando parte in progressione. Un'altra prova che lo avvicina alla convocazione per EURO 2012.
FLOP
Sekou Oliseh: imperdonabile il doppio errore commesso sottoporta a circa 10' dal termine. Una chance troppo ghiotta per essere sprecata, in quel modo poi...
Deividas Šemberas: il lituano fa rimpiangere gli assenti Vasily Berezutskiy e Ignashevich: dopo la pessima prestazione fornita contro lo Zenit, fa ancora peggio. Si perde Misimović nell'azione del gol, fa altrettanto nel finale con Dzsudzsák, ma viene salvato da Akinfeev. In evidente affanno in un ruolo che forse non sente più suo.
Seydou Doumbia e Tomáš Necid: ben contenuti dalla difesa biancoblù, l'ivoriano e il ceco rimangono ancora a secco. Hanno la parziale giustificazione di essere assistiti poco e male dai compagni, anche se Honda qualcosa ha provato a farlo.
Pontus Wernbloom: sette partite disputate nel campionato russo, sei ammonizioni. Ma al di là dei (tanti) falli commessi, oggi lo svedese ha proprio giocato male.

lunedì 16 aprile 2012

Pari ed emozioni fra Loko e Kuban: che partita!


Kuban Krasnodar - Lokomotiv Mosca 1-1


74' M. Pizzelli; 62' Pavlyuchenko.


Kuban (4-4-2): Belenov; Al. Kozlov, Armaş, Zelão, Lolo; Ionov (dal 71' Tsoraev), Tlisov, Kulik (dal 64' M. Ureña), G. Bucur; M. Pizzelli (dall'83' Fidler), L. Traoré.

Lokomotiv (4-2-3-1): Guilherme; Shishkin, Burlak, Belyaev, Eschenko; Ozdoev, Zapater (dal 79' Torbinskiy); Caicedo, Glushakov, Obinna (dal 63' Ignatjev); Pavlyuchenko (dal 63' Maicon).

Nonostante il risultato finale di 1-1 (ma la gara sarebbe potuta tranquillamente finire 4-4) possa trarre in inganno, Kuban-Lokomotiv è stata una bellissima partita, tirata e viva fino all'ultimo, probabilmente la migliore del campionato russo in questi playoff del 2012. Giusto, anzi giustissimo il pareggio finale, perché davvero nessuna delle due compagini avrebbe meritato di uscire dallo stadio di Krasnodar senza almeno un punto.

In perfetto equilibrio e ben giocato da entrambe le squadre il primo tempo: casuale lo 0-0, sia Kuban che Lokomotiv si sono divorate diverse opportunità a dir poco clamorose. Partono meglio i Ferrovieri, che rischiano di colpire con Caicedo, imbeccato da un gran passaggio filtrante di Glushakov: bravissimo Belenov in uscita bassa a fermare l'ecuadoregno. I rossoverdi ci provano anche con delle conclusioni dello stesso Caicedo e di Shishkin, sempre respinte dall'attento portiere gialloverde. Il Kuban, che già si era fatto vedere pericolosamente dalle parti di Guilherme con Pizzelli che da due passi non era riuscito a coordinarsi al volo, non tarda a rispondere, andando vicinissimo al vantaggio con Lacina Traoré, il quale prima spara incredibilmente a lato da due passi e poi colpisce il palo di testa sugli sviluppi di un corner. Al 43', prima (e ultima) interessante iniziativa personale di Obinna, il cui tiro viene respinto da un difensore avversario.

La ripresa si apre con il botto, ovvero con un autentico miracolo di Guilherme su un tiro da posizione di ravvicinata di Pizzelli. Le due porte sembrano stregate, Belenov e Guilherme appaiono insuperabili ma - dopo un'ora di gioco - ci pensa Pavlyuchenko a sbloccare l'incontro. L'ex centravanti di Spartak Mosca e Tottenham punisce la retroguardia padrona di casa, scoperta in quell'occasione, mandando al bar Armaş e concludendo di destro a fil di palo. Immediata la replica del Kuban, che pareggia i conti con un gioiello direttamente su punizione delll'attaccante brasiliano naturalizzato armeno Pizzelli, che si fa perdonare gli errori precedenti. L'incontro, che rischia di essere deciso da una fantastica giocata del subentrato Ureña, rimane in bilico fino all'ultimo, ma il punteggio non cambia.

sabato 14 aprile 2012

Lo Zenit ritrova Arshavin: titolo ad un passo!


Zenit San Pietroburgo - CSKA Mosca 2-0: 64' V. Bystrov, 89' Arshavin.


Zenit (4-1-4-1): Malafeev 6; Anyukov 6,5, Hubočan 6, Lombaerts 6, Criscito 6,5; Denisov 6,5; V. Bystrov 6,5 (dal 67' Huszti s.v.), Semak 6,5 (dall'85' B. Alves s.v.), Shirokov 6,5, Zyryanov 6 (dal 54' Arshavin 7); Kerzhakov 6,5.

CSKA (4-4-2): Akinfeev 6; Nababkin 5,5, A. Berezutskiy 6, Šemberas 5,5, Schennikov 5; S. Oliseh 5,5 (dal 68' Musa s.v.), Aldonin 5,5 (dal 68' Mamaev s.v.), Wernbloom 6, Tošić 6 (dal 46' Cauņa 6); S. Doumbia 5,5, Necid 6,5.

Ormai è fatta. Manca solo la matematica, poi lo Zenit potrà laurearsi Campione di Russia per la terza volta nella sua storia, bissando il titolo ottenuto nel 2010. Il secondo scudetto conquistato consecutivamente potrebbe arrivare già settimana prossima: alla squadra allenata da Luciano Spalletti, infatti, basterebbe una vittoria nei prossimi cinque turni. E, qualora domani lo Spartak non battesse il Rubin, lo Zenit si potrebbe accontentare anche di un misero punticino. Insomma, salvo catastrofi epocali, appare difficile immaginare un epilogo diverso da quello già scritto.

Nel pomeriggio, i Meshki hanno superato per 2-0 il CSKA, la rivale più vicina (si fa per dire) in classifica, lontana ora ben 14 punti (!). La gara è stata - come quasi tutte le sfide del campionato russo - molto equilibrata e combattuta, in particolare nella prima frazione di gioco. Più pericoloso lo Zenit con Kerzhakov, che spara alto a porta vuota da posizione defilata, insidiosa comunque anche l'Armata Rossa, in particolare con la coppia d'attacco composta da Doumbia e Necid, i quali tengono in costante apprensione la retroguardia padrona di casa. Più di marca Zenit, invece, la ripresa, grazie soprattutto all'ingresso in campo di Arshavin, che cambia le sorti del match. Il talento russo, arrivato in prestito dall'Arsenal, è particolarmente ispirato ed è dai suoi piedi che nasce l'azione che porta al gol di Bystrov. E' lo stesso Shava, servito con il contagiri dal suo "gemello del gol" - Kerzhakov, a battere il rientrante Akinfeev (mancava da più di sette mesi!) con una bella conclusione al volo, chiudendo la pratica.

Continua il trend negativo del CSKA, che rischia di perdere quel secondo posto che vale la qualificazione alla prossima Champions League. Una stagione, purtroppo, contrassegnata dai numerosi infortuni che hanno reso più difficile la vita al tenico Leonid Slutskiy, che oggi non ha potuto fare affidamento su Vasily Berezutskiy, Ignashevich, Dzagoev, Honda e Mark González. Come se non bastasse, al termine dei primi 45', s'è fatto male anche Tošić, sostituito dal lettone Cauņa, guarda caso pure lui appena rientrato da un infortunio.


TOP

Andrey Arshavin: l'uomo copertina non può essere che lui, il figliol prodigo tornato a casa dopo un'annata da dimenticare trascorsa in quel di Londra. Entra in campo più motivato del solito, addirittura lotta e recupera diversi palloni, che poi gestisce con sapienza; salta gli avversari come birilli, risulta decisivo nell'azione del vantaggio. E, soprattutto, trova il primo gol in questa sua nuova avventura allo Zenit. Giocasse sempre con questa determinazione...

Alexander Kerzhakov: i suoi movimenti in profondità sarebbero da far studiare nelle scuole calcio, talmente sono ben eseguiti. Non va a segno, ma firma due assist: il secondo (di gran classe) lo regala ad Arshavin, uno che che gli ha fatto segnare almeno un terzo dei gol in carriera.

Vladimir Bystrov: realizza la prima rete di questa stagione per lui tribolata, trascorsa per buona parte in infermeria, a causa del grave infortunio al ginocchio subito nel marzo del 2011 che lo fece rimanere fermo ai box per circa sei mesi. Così si spiega anche l'esultanza liberatoria. Non è ancora il miglior Bystrov, ma è sulla via del recupero.

Tomáš Necid: il migliore del CSKA, il più attivo e pericoloso. Avrebbe meritato di trovare quel gol che manca da troppo tempo (luglio 2011), complice ovviamente anche il lungo stop.


FLOP

Deividas Šemberas: i rossoblù sono in emergenza dietro, con Vasily Berezutskiy e Ignashevich che hanno verosimilmente terminato la stagione (per poi recuperare - si spera - per l'Europeo) e il lituano è così costretto a tornare a giocare in quello che era il suo ruolo originario, nel quale tuttavia non è quasi mai stato impiegato negli ultimi sei-sette anni. Soffre in particolare i tagli alle sue spalle di Kerzhakov.

Georgy Schennikov: prestazione negativa del giovane terzino sinistro dell'U-21 russa: perde il duello con Bystrov e accompagna male l'azione.

Seydou Doumbia: parte discretamente, ma con il passare del tempo si innervosisce, non riuscendo più a creare grattacapi alla difesa avversaria. Peccato, perché in passato aveva dimostrato più di una volta di saper mettere in crisi con la sua velocità il pacchetto arretrato dello Zenit.

domenica 1 aprile 2012

Lokomotiv-Dinamo, gioiscono i Poliziotti


Lokomotiv Mosca - Dinamo Mosca 0-2

43' Kokorin, 88' Misimović (rig.).


Lokomotiv (4-1-4-1): Guilherme 6; Shishkin 4,5 (dall'89' Sychev s.v.), Burlak 6,5, Belyaev 6,5, Yanbaev 5,5; Ozdoev 6; Caicedo 6, Glushakov 6, Torbinskiy 5 (dal 61' Loskov 5,5), Ignatjev 5 (dal 61' Obinna 6); Pavlyuchenko 5.

Dinamo (4-4-2): Shunin 6,5; Wilkshire 6,5, L. Fernández 6, Rykov 6, Granat 6; Samedov 6,5, Semshov 6,5 (dal 75' Yusupov s.v.), Noboa 6,5, Kokorin 7 (dal 90' Nekhaychik s.v.); Voronin 5,5 (dal 77' Misimović 6,5), Kurányi 6.

Dopo aver pareggiato con il CSKA e perso con lo Spartak, la Dinamo vince il suo primo derby del 2012, imponendosi per 0-2 al Lokomotiv Stadion. Un successo ottenuto con merito, che rende ancor più ingarbugliata la lotta per il secondo posto, che coinvolge ben sei squadre, racchiuse nel giro di soli sei punti. Grande occasione persa, invece, per la Lokomotiv: i rossoverdi sprecano infatti l'opportunità di superare il CSKA, che rimane così ancorato alla seconda piazza.
Il primo tempo è equilibrato e combattuto: il rispetto è reciproco ed entrambe le squadre badano principalmente a non scoprirsi, attaccando con pochi uomini. I padroni di casa fanno più la partita, ma a rendersi maggiormente pericolosi sono gli ospiti, che vanno alla conclusione prima con Kokorin e poi con Semshov. La gara cambia e prende una direzione ben precisa al 43', quando Shishkin rinvia nel peggior modo possibile, lanciando di fatto in porta Kokorin, bravissimo a superare Guilherme con un pallonetto volante. Nella ripresa i Ferrovieri provano a reagire, senza tuttavia creare particolari apprensioni agli avversari, i quali non vanno mai in sofferenza. In chiusura l'eccellente coast to coast di Samedov porta al rigore realizzato dallo specialista Misimović, da poco entrato in campo. La Dinamo torna così alla vittoria; una vittoria che mancava addirittura dal 20 novembre del 2011!

TOP

Alexander Kokorin: viene schierato da Silkin come esterno sinistro (soltanto panchina per Dzsudzsák) e ripaga la fiducia del tecnico segnando il suo quinto gol in campionato, decisivo per l'andamento del match. Una rete molto importante anche a livello personale, perché arrivata sotto gli attenti occhi di Advocaat: si avvicina così sempre più la convocazione per gli immenti Europei.

Alexander Samedov: chissà se anche lui sia riuscito o meno a impressionare Advocaat in ottica nazionale: è stato preso in considerazione dal C.T. olandese, ma senza troppa convinzione. Tra i più attivi nel primo tempo, vince il duello con Yanbaev e allo scadere ha ancora la forza per fare quell'esaltante accelerazione palla al piede che porta al penalty poi trasformato da Misimović.

Christian Noboa: prima prova convincente dell'ecuadoregno con la maglia della Dinamo. Questo è il Noboa che gli appassionati di calcio russo conoscono, questo è il Noboa ammirato a Kazan.

Taras Burlak e Maxim Belyaev: nella RPL di squadre che puntano su centrali difensivi russi ce ne sono sempre di meno, una nota di merito quindi per la la Loko che sta cercando di far crescere questi due giovani prodotti suo vivaio. La Federazione Russa ringrazia. Couceiro dimostra di credere particolarmente in Belyaev, tornato a gennaio dal prestito alla Torpedo Vladimir (Serie B locale), che ha scippato al posto a Manuel da Costa, pupillo dell'allenatore portoghese.

FLOP

Roman Shishkin: un errore grave, molto grave quello commesso dal terzino della nazionale, che spiana la strada alla vittoria della Dinamo. La seconda disattenzione in queste ultime settimane: già contro il Rubin, in Coppa di Russia, s'era reso protagonista di una prestazione negativa.

Roman Pavlyuchenko: a conti fatti, è l'unico giocatore della Lokomotiv a rendersi pericoloso, in tre circostanze. Ma per il resto è un fantasma, partecipa poco alla manovra e scompare dal campo come ogni tanto gli succede (un fatto che si è accentuato durante la sua esperienza inglese).

Vladislav Ignatjev e Dmitry Torbinskiy: entrambi impalpabili, si vedono poco e non incidono, venendo giustamente sostituiti dopo un'ora.